Autore:
Giulio Scrinzi

TALENTO SFORTUNATO Il Mondiale di MotoGP 2018 è iniziato senza di lui, ma nonostante la malattia che l’ha colpito non ha mai smesso di progettare il suo ritorno alle corse. Stiamo parlando di Jonas Folger, pilota tedesco che già l’anno scorso aveva messo in luce il suo talento centrando un ottimo secondo posto nel GP di casa in sella alla Yamaha M1 del team Tech 3. Poi, però, la sfortuna l’ha centrato in pieno: la Sindrome di Gilbert, infatti, l’ha costretto ad appendere il casco al chiodo a partire dal GP del Giappone 2017, in seguito al quale ha dovuto anche sventolare bandiera bianca per la stagione attualmente in corso.

PROSSIMAMENTE IN SBK? La fortuna di Folger, tuttavia, è data dal fatto di essere sostenuto dal Gruppo Wasserman, fondato nel 1998 e in grado di gestire circa 2.000 atleti per un fatturato annuo di 210 milioni di dollari. Questo prezioso aiuto, supervisionato da Rhys Edwards, probabilmente gli permetterà presto di ritornare alle corse: si parla di un ruolo da collaudatore o da wild card in qualche gara… ma anche come sostituto in un’altra categoria. Magari in SBK, dove recentemente Eugene Laverty ha dovuto arrendersi alla doppia frattura del bacino rimediata in Thailandia e che lo terrà lontano dalla sua Aprilia per ben tre round. Il ritorno dell’irlandese è previsto per la tappa di Donington (27-28 maggio): questo significa che il team Milwaukee dovrà cercare qualcun’altro a cui affidare la seconda RSV4 per gli appuntamenti di Aragon, Assen e Imola. Una domanda sorge spontanea: perché non dare un’opportunità a Jonas Folger?


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