Il GP Austria di Luca Marini è iniziato nel peggiore dei modi. Il pilota Honda è rimasto coinvolto nel caos delle prime fasi e, alla curva 4, è stato colpito al petto da un pezzo di carena che, secondo la sua ipotesi, potrebbe essere stato un'aletta della Yamaha di Fabio Quartararo. Marini ha raccontato l'episodio dopo la gara: “Penso fosse l'aletta di Quartararo. Ho visto un pezzo blu che mi ha colpito in frenata alla curva 4. Non so se avesse avuto un contatto con qualcuno sul rettilineo tra la curva 3 e la 4. Ho visto l'aletta e ho provato a evitarla, ma mi ha colpito al petto”.
L'impatto gli ha provocato dolore per alcuni istanti, anche se senza conseguenze più serie: “Ho avuto molto dolore per quelle due curve. Poi ho cercato di dimenticare l'accaduto e di concentrarmi nuovamente sulla guida. All'inizio ero un po' preoccupato, ora ho ancora un po' di dolore qui al petto. Per fortuna è andato tutto bene, ma poteva andare molto peggio”.
Un primo giro che compromette la gara
Il detrito è stato soltanto uno degli inconvenienti di una gara difficile. Marini ha infatti ammesso di aver compromesso la propria corsa al Red Bull Ring già nel primo giro, finendo molto indietro dopo alcuni contatti: “Ho semplicemente fatto un brutto primo giro. Ho avuto alcuni contatti con i piloti dietro, un po' di caos e mi sono ritrovato davvero in fondo, praticamente ultimo”.

Da quel momento il pilota Honda ha provato a gestire la gomma posteriore e il carburante, aspettando che i rivali davanti a lui iniziassero a perdere prestazione. Una strategia che ha portato pochi frutti: soltanto Diogo Moreira e Fabio Quartararo hanno accusato un calo evidente della gomma posteriore, mentre gli altri hanno mantenuto un buon livello di prestazione fino alla fine. Marini ha così concluso il GP Austria al 14° posto, terzo tra i piloti Honda alle spalle di Johann Zarco e Takaaki Nakagami, schierato al posto dell'indisposto Joan Mir.
Il problema della gomma posteriore
La difficoltà principale per Marini è stata però la gestione della gomma posteriore. Il weekend era iniziato bene, con il pilota Honda nella top 10 in FP1 e vicino all'accesso diretto alla Q2 nelle prove, ma la situazione è progressivamente peggiorata: “All'inizio è andata bene perché il grip era basso per tutti. Poi, per gli altri, sembra che sia migliorato; per me è rimasto un disastro”. Honda ha provato diverse soluzioni sulla moto senza riuscire a trovare una risposta efficace: “Abbiamo provato di tutto sulla moto. Sinceramente abbiamo modificato molto la moto. Siamo andati più corti, più alti, caricando maggiormente il posteriore, cercando più grip. Tutto quello che potevamo fare, lo abbiamo fatto. Nessun effetto”.
A complicare ulteriormente il quadro è stata la gomma posteriore dalla carcassa più rigida portata da Michelin al Red Bull Ring. Marini ha spiegato di aver avuto difficoltà soprattutto con la temperatura, arrivando a registrare valori molto superiori rispetto agli altri piloti Honda: “Ho faticato molto con questa gomma. Ho avuto molti problemi di temperatura al posteriore. Avevo molto spin e non potevo fare più di così, perché non aprivo il gas e non mettevo la moto completamente dritta”.
Il dato che più ha sorpreso Marini è stato il confronto con gli altri piloti Honda: “Cerco semplicemente di mantenere la temperatura più bassa possibile, ma anche così ho 20 gradi in più rispetto agli altri piloti Honda. Non capisco davvero. Ovviamente può essere perché sono alto e peso più degli altri, ma sono stati un sabato e una domenica davvero difficili. Non mi aspettavo così tanti problemi”.
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Appassionato di corse fin da quando organizzava il GP di Vigliano Biellese sulla moquette di casa, si laurea in Scienze della Comunicazione con l'idea di diventare giornalista sportivo. Dopo un inizio nelle radio locali seguendo basket e calcio, nel 2012 entra a far parte di FormulaPassion dove, tra un'intervista e una trasferta a un gran premio, crea “T&F – I Top & Flop della Formula 1”, un modo ironico di commentare le gare. Le cronache riportano la sua partecipazione a Reazione a Catena nel 2010: nel celebre programma di Rai 1 la sua squadra vince sei puntate e una buona somma di denaro, ma lui resta umile. A MotorBox arriva nell'autunno 2019.



