Pubblicato il 11/06/20

DOPING DA ACCERTARE La pandemia di Covid-19 ha sospeso negli scorsi mesi le attività del TAS, il Tribunale Arbitrale dello Sport che deve esprimersi sul caso di doping di Andrea Iannone. Il pilota abbruzzese ha fatto ricorso in seguito alla squalifica ricevuta dalla FIM della durata di 18 mesi, ricevuta dopo la positività al drostanolone riscontrata in seguito al Gran Premio della Malesia dello scorso anno. La  sentenza è stata contestata con forza da Iannone e dal suo team Aprilia Racing, anche perché contenente l’ammissione di assunzione involontaria (la difesa sostiene a causa di carne contaminata) da parte del pilota della sostanza proibita.

Andrea Iannone

MANO PESANTE Con il Motomondiale pronto a ripartire il 19 luglio prossimo, non c’è però ancora una data per la sentenza del TAS. Quella che è invece arrivata questa settimana è un’altra mazzata, ovvero la richiesta da parte della WADA, l’Agenzia Mondiale Anti-Doping, di una pesantissima squalifica di quattro anni per Iannone. Una richiesta che non coglie di sorpresa però, né il pilota, né l’Aprilia, e che viene etichettata come “L’ufficializzazione di un percorso che sappiamo di dover fare” in una nota del team, che peraltro rilancia: “È il segno che qualcosa si sta muovendo al TAS”.

MotoGP Valencia 2019: Andrea Iannone (Aprilia)

RIVOLA PREOCCUPATO Nei prossimi giorni dovrebbe quindi arrivare una data e, con essa, una sentenza su questo anomalo caso di doping. Andrea gode della completa fiducia del suo team, con il direttore sportivo Massimo Rivola che qualche giorno fa aveva anticipato la richiesta della Wada a GPOne: “In tutti i casi di doping le federazioni sono sempre state più veloci. Hanno riconosciuto in primo giudizio che non è stata colpa sua (l’assunzione involontaria) ciò nonostante l’accusa ha chiesto quattro anni. La mia paura è che cerchino di dare una punizione esemplare ad Andrea per mostrare la loro importanza e che la FIM sia solo una spettatrice. Mi aspetto che l’udienza arrivi massimo per fine agosto e non oltre, a tal proposito credo ci sia bisogno di un minimo di decenza. Stiamo subendo un danno importante, perché noi vogliamo trattenere Andrea”.

Massimo Rivola (Aprilia Racing)

OPZIONE PETRUCCI Se Andrea dovesse essere squalificato, dunque, finirebbe con molte probabilità il rapporto con Aprilia e, anche, la sua carriera in MotoGP. In tal caso il mercato offre alla casa di Noale la possibilità di provare a ingaggiare Danilo Petrucci, defenestrato dal team ufficiale Ducati, o Cal Crutchlow, in scadenza di contratto con il team Honda di Lucio Cecchinello. A tal proposito Rivola non si sbilancia, dichiarando: “Al momento la nostra volontà è tenere Andrea”, con il rinnovo di Aleix Espargaro che è stato annunciato questa settimana. Intanto il team è tornato in pista in questi giorni a Misano Adriatico e, nonostante il tempo poco clemente, il collaudatore Bradley Smith è riuscito a completare 72 giri.


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