Pubblicato il 02/04/2020 ore 13:15

SENTENZA DURA Di ieri la notizia della squalifica per 18 mesi di Andrea Iannone, pilota ufficiale dell'Aprilia Racing trovato positivo a un controllo antidoping effettuato dopo il Gran Premio della Malesia 2019. La giuria della FIM ha riconosciuto la contaminazione alimentare, ma ciò nonostante ha comunque squalificato il pilota per 18 mesi per ''non essersi informato'' circa la lista di sostanze proibite, e criticato il suo team, l'Aprilia, per non aver vigilato. L'amministratore delegato della scuderia italiana, Massimo Rivola, però non ci sta, e proprio a causa delle motivazioni della sentenza, ribatte con forza e lancia la palla al TAS, il Tribunale Arbitrale Sportivo.

Andrea Iannone nel box dell'Aprilia

SENTENZA BUFFA Intanto, intervistato da GPOne, Massimo Rivola ha commentato la sentenza: ''La cosa positiva è che il lavoro fatto dall'avvocato De Rensis è stato accettato, ed è stato riconosciuto il fatto che Iannone abbia mangiato della carne contaminata'' - ha spiegato il manager italiano - ''La cosa invece insolita è che, normalmente, con accuse di questo tipo ci sono condanne per dolo, poi si fa appello al TAS e se si riesce a dimostrare la contaminazione si viene prosciolti, perché è sinonimo di innocenza. La cosa buffa è che si sostiene che il pilota non sia stato protetto abbastanza, come se noi dovessimo portargli il cibo in camera. Sono contento perché Andrea ne esce pulito, ora sono ottimista: la statistica dice che tutti gli atleti che si sono appellati al TAS e hanno dimostrato la contaminazione alimentare, sono stati prosciolti, e noi non dobbiamo neanche dimostrarla perché è già contenuta nella sentenza.''.

MotoGP Malesia 2019, Sepang: Andrea Iannone (Aprilia) a terra mentre passa Jorge Lorenzo (Honda)

LE PAROLE DI ANDREA Per gli stessi motivi descritti da Rivola, anche Andrea Iannone è paradossalmente soddisfatto - almeno parzialmente - della sentenza: ''Questa sentenza non ce l'aspettavamo per come sono andate le cose, ma siamo ottimisti perché è stata riconosciuta la mia innocenza. Ora faremo ricorso al TAS, ma poteva andare anche peggio. Questo periodo è stato il più duro di tutta la mia vita, difficile da accettare, ma ogni giorno ho cercato di trovare la forza per andare avanti e dimostrare la mia innocenza. Voglio tornare in moto il prima possibile''. La squalifica del pilota abruzzese decorre fino al 6 giugno 2021 e le tempistiche del TAS non giocano a suo favore, in quanto la sentenza potrebbe arrivare il prossimo autunno. Dovesse riuscire a partire nel frattempo il campionato della classe MotoGP, fermo al palo a causa del Covid-19, l'Aprilia sostituirà Iannone con il tester Bradley Smith, almeno per le prime gare.


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