Pubblicato il 13/03/2020 ore 18:55

SEGMENTO AGGUERRITO Benelli ci ha fatto venire l’acquolina in bocca 2 anni fa, in occasione del lancio del concept a EICMA, ora è tempo di guidare la 752 S, prima moto “grande” della casa pesarese. Il segmento scelto è uno dei più agguerriti, quello delle naked di media cilindrata, con una schiera di rivali altamente competitivi. Avrà quel che serve per riuscire a inserirsi nel duello nipponico tra Yamaha MT-07 e Kawasaki Z650? Scopriamolo insieme!

FACILE PER TUTTI Le misure compatte la rendono adatta anche ai principianti, la sella a 80 cm da terra permette davvero a tutti di aver un ottimo contatto con il terreno. Questo è un aspetto da non sottovalutare, specialmente nelle manovre da fermo, dato che la 752 S ha qualche problemino con la bilancia, pesa infatti 228 kg in ordine di marcia. Si potrebbe dire che la naked pesarese abbia le ''ossa grosse'', anche a causa del robusto telaio a traliccio in tubi d'acciaio dallo spessore importante, la stessa filosofia costruttiva è utilizzata anche per il forcellone e il porta targa, che integra anche le frecce.Benelli 752 S: 3/4 posteriore

POSIZIONE NATURALE La posizione in sella mi piace molto, perché risulta naturale. Il busto è eretto e grazie al manubrio largo, posso sfruttare un buon braccio di leva , oltre ad avere anche un’ottima sensazione di controllo dell’anteriore. Peccato che ci sia davvero poco sterzo, che arriva molto presto a battuta, sacrificando l'agilità negli slalom a bassa velocità che richiedono un’attenzione in più del normale. A soffrire, ma solo alla lunga, sono ginocchia e fondoschiena, perché la distanza tra le pedane e il piano di seduta non è tantissima, così come l’imbottitura. Ovviamente c'è spazio anche per il passeggero, a lui è dedicata una porzione di sella abbastanza risicata (ma questo è un trend che caratterizza quasi tutte le moto ad eccezione delle più turistiche) ma può contare su una coppia di maniglie a cui aggrapparsi, decisamente meglio della solità cinghietta scomoda da utilizzare con i guanti. Caratteristica ma non scomoda è la posizione delle pedane, che sono asimmetriche per ospitare il terminale di scarico, che passa proprio dietro la pedana destra del passeggero.

DURA DI SOSPENSIONI L'indole sportiveggiante della 752 S sacrifica leggermente il confort in favore della sportività e del piacere di guida. Ciò si avverte specialmente in ambito cittadino, quando le sospensioni, settate sul duro, filtrano controvoglia buche e pavé. La forcella Marzocchi con steli da 50 mm grazie alle regolazioni in compressione, estensione e precarico molla può essere regolata per ovviare al problema, meno il mono ammortizzatore che è regolabile solo nel precarico ed è sprovvisto di leveraggio, soluzione che avrebbe aumentato il confort di guida, senza contare l'escursione contenuta in appena 60 mm. 

BENE SUL LISCIO La rivincita, la Benelli 752 S, se la prende quando lascia la città e imbocca le strade ricche di curve. Mi ha convinto molto la stabilità sul veloce e la precisione con cui mantiene rigorosa la traiettoria, al vertice della categoria, almeno quando l’asfalto è bello liscio. Nel misto stretto i chili di troppo e il baricentro alto, anche a causa dello sviluppo molto verticale del motore, la rendono una moto a guidare con i muscoli, specialmente quando il ritmo si fa sostenuto. A me non dispiace, anzi, ma se la pensiamo come moto entry level una dinamica di guida più facile e intuitiva non avrebbe fatto male, discorso simile per lo stacco della frizione che sulle prime può ingannare anche i più esperti.  

CARATTERE DOLCE Adattissimo ai neofiti, invece, è il carattere del motore. Nonostante la scheda tecnica reciti valori simili per potenza e coppia ai migliori competitor del segmento, il bicilindrico parallelo frontemarcia da 754 cc della Benelli 752 S non è mai brusco nell’erogare i suoi 76 CV e 67 Nm di coppia, anzi, i più esperti potrebbero gradire un po’ più di verve specialmente alla riapertura del gas. Niente che un paio di denti di corona non possano risolvere! Se si potesse dividere in quarti la curva di erogazione dare voti sufficienti al primo e ultimo quarto e ottimi al secondo e terzo. Per chi non fosse pratico con la matematica vuol dire che mi piacciono molto i medi regimi e ciò mi permette di utilizzare poco il cambio. Proprio il cambio è una delle cose che mi ha convito di più, il suo funzionamento è preciso, esaltato anche dalla corsa corta della leva.Benelli 752 S: la guida di corpo è consigliata quando si alza il ritmo

SUONA DIVINAMENTE Se l'erogazione risulta dolce e mansueta (ah tra l'altro vibra davvero poco), il sound del motore invece è ricco di personalità. Sarà forse perchè nel suo DNA ci sono  misure caratteristiche - alesaggio e corsa - simili a quelle dei leggendari tre cilindri delle TNT di fine anni '90 e inizio 2000? Può darsi, tutto è poi esaltato da uno scarico bello da vedere e da ascoltare, uno dei pochi casi in cui non consiglierei uno scarico aftermarket!

TANTA POTENZA FRENANTE Promuovo anche l’impianto frenante Brembo, le pinze ad attacco radiale all’anteriore, che mordono dischi da 320 mm, sono un lusso per questa categoria e offrono una potenza frenante da segmento superiore garantento sembre una buona modulabilità. Discorso analogo anche per il freno posteriore che però preferirei fosse meno brusco nell’intervento e più facile da modulare. La leva ha poca corsa e per effettuare le correzioni di traiettoria bisogna essere leggeri come libellule. Attenzione anche a come poggiate il piede, chi ama guidare con la punta sulle pedane e ha un discreto piedone (dal 44 in su) potrebbe inavvertitamente premere la leva, tutta colpa del giro dello scarico che lascia poco spazio ai Bigfoot. Benelli 752 S: le pinze radiali Brembo

CAMBIA LA MUSICA La componentistica ricercata per questo segmento è solo uno dei segnali che Benelli vuole dare: con la 752 S si prova a cambiare le carte in mano, come nel poker, via l’aurea di moto cinese dal prezzo concorrenziale, dentro design ricercato e finiture concrete ma ben curate. Lo si nota dai blocchetti elettrici, semplici ma ben realizzati, dal faro anteriore a LED, e dalla verniciuatura ben realizzata. Non mancano nemmeno soluzioni intelligenti come la leva del freno regolabile, le protezioni per l'ingombrante radiatore, il carter e la pompa dell'acqua. L'unica nota dolente è forse il display LCD a colori: le grafiche sono ben riuscite, così come ben riuscita è l'alternanza tra quella scelta per il giorno e quella notturna, ma la quantità d'informazioni è ridotta all'osso e la leggibilità non è ottimale quando il sole è a picco. I consumi? purtroppo il display non li mostra, mi limito dunque a fornnirvi quelli dichiarati dalla casa: 

CONCLUSIONI Tirando le somme posso dire che in Benelli hanno pensato ad un prodotto che rompesse gli schemi dell'ultimo periodo. Forse è un azzardo, dato anche il successo di modelli come TRK 502 e Leoncino 500, ma il segmento delle naked andava affrontato con una filosofia differente e apprezzo il coraggio di rischiare. Il prezzo di 6.990 euro è in linea - e non più basso come in passato - con quello delle dirette concorrenti, la componentistica è di livello per la categoria, piacere di guida e divertimento non mancano affatto. Se assisteremo ad un ulteriore successo della casa pesarese ce lo dirà solamente il tempo, intanto vi invito a provarla (una volta passata l'emergenza Coronavirus).

scheda tecnica

benelli 752 s

motore

Bicilindrico parallelo frontemarcia

cilindrata

654 cc

potenza

76 CV

coppia

67 Nm

peso

228 kg o.d.m.

prezzo

6.990 euro

 

 

ABBIGLIAMENTO IN QUESTO SERVIZIO

  • CASCO CABERG DRIFT EVO
  • GIACCA LS2 PETROL
  • GUANTI SPIDI TXR
  • JEANS TUCANO URBANO LEO CARGO
  • SCARPE TCX STREET ACE WP

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