Pubblicato il 03/08/20

A TUTTO TONDO La Suzuki V-Strom 1050XT è arrivata a inizio anno, e abbiamo avuto modo di provarla in tantissimi scenari differenti. Siamo partiti dalla più classica delle prove su strada, per poi avventurarci in una scuola di off-road fino a metterla a confronto con le dirette concorrenti del segmento. All’appello, però, mancava qualcosa: ovvero un’esperienza che mettesse in risalto il suo vero animo da “adventourer”, ovvero capace di coniugare divertimento e comfort in strada con l’efficacia in fuoristrada.

Suzuki V-Strom 1050XT tra le curve

4 PASSI IN 4 REGIONI Per scoprire la sua vera natura, ci siamo spostati nel sud della Lombardia, più precisamente verso la punta meridionale dell’Oltrepò Pavese. Lo scenario collinare caratterizzato da vigneti e cascine, la peculiarità geografica di questo posto è che si trova a pochi passi da una zona dove si incontrano altre regioni quali Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna. Ad essere precisi, i punti di “congiunzione” sono due: il Monte Chiappo (1.699 msm) e il Monte Carmo (1.642 msm). Per toccare tutte e quattro le regioni è bastato un percorso di poco inferiore ai 200 km, alternando sterrato e asfalto con regolarità.

SI PARTE! La mia esperienza inizia in sella a una giallissima V-Strom 1050XT equipaggiata con gli pneumatici Anlas Capra R, perfetti per chi vuole un ottimo grip in strada senza rinunciare allo sterrato un po’ più impegnativo. Sarò onesto: sulla carta, i 247 kg mi hanno subito messo timore, sia per la mole sia per la mia poca esperienza in fuoristrada. Le sue doti su strada già le conosciamo a fondo, ma ci tengo a sottolineare come la posizione in sella sia davvero azzeccata e come, tra le curve, abbia apprezzato il lavoro svolto dall’anteriore in termini di comunicatività e stabilità. Nonostante il cerchio da 19”, se si vuole alzare il ritmo la V-Strom 1050XT non si tira indietro, sebbene il suo motore bicilindrico da 107 CV e 100 Nm sia molto elastico e lineare ma non spicchi in termini di sportività.

Suzuki V-Strom 1050XT in fuoristrada tra i boschi

SALTO IN AVANTI Imbocco la prima strada in off-road, mi metto in piedi sulle pedane e la prima cosa che noto è l’enorme differenza rispetto alla vecchia generazione, che ho avuto modo di guidare sullo sterrato. Il gap generazionale è caratterizzato da una sella più piatta e stretta, così come il serbatoio decisamente meno bombato nella parte in cui stringo con le ginocchia. Il risultato è una postura decisamente comfortevole, merito anche dell’ampio manubrio leggermente “chiuso” verso il guidatore. Sulle strade sterrate che si diramano tra i vigneti sento come il 19” mi offra il giusto sostegno e direzionalità a patto di non alzare troppo il ritmo. Il vantaggio di usare una maxi-enduro in off-road è la propensione a guidare dolci e puliti, visto il peso e la potenza che ci sono in ballo. La moto “ondeggia” sicura mentre naviga nei punti in cui lo strato di sassi e ghiaia è più profondo.

MA QUANTO È DURA LA SALITA... Terminato questo percorso di transizione, imbocchiamo le prime strade che si diramano nei boschi in direzione Monte Chiappo. Si parte subito alla grande, o meglio… con uno dei punti più difficili della giornata. Sostanzialmente è una pietraia su una lunga salita, caratterizzata da curve a stretto raggio: in questo frangente è importante mantenere uno ritmo costante senza rallentare. Faccio un grosso respiro e intraprendo questa serie di curve e salite apparentemente interminabili: la mole della V-Strom, abbinata a un anteriore davvero stabile, mi aiutano ad affrontare con decisione il percorso. Termino questo tratto soddisfatto e sorpreso di come la V-Strom sia salita su questo tratto davvero impegnativo. Mi è piaciuta molto l’enorme schiena del motore bicilindrico: anche sottocoppia e con un colpo di gas, la moto prende giri gradualmente portandomi fuori dalle situazioni più difficili, mentre mentre l’altezza da terra talvolta non è abbastanza per affrontare spensierato alcuni dossi e buche che, invece, vanno affrontati a velocità moderata. Durante tutto l’arco della giornata ho utilizzato l’erogazione B, ovvero quella intermedia (A è la più aggressiva, C è la più dolce), ho disattivato il traction control e impostato l’ABS sul livello meno invasivo.

Con la Suzuki V-Strom 1050XT in fuoristrada

DA MONTE A MONTE Raggiunto il monte Chiappo, scendiamo verso il monte Carmo su una strada che segna l’esatto confine tra Lombardia e Piemonte. Si tratta di un percorso di fettucciato con diverse buche e cunette che mettono alla prova le sospensioni della V-Strom. Ho trovato il setting degli ammortizzatori come un ottimo compromesso tra strada e off-road: sono comfortevoli in strada ma abbastanza sostenute sullo sterrato. Nel corso della giornata soltanto un paio di volte la forcella è andata a fondo corsa, ed è accaduto quando ho affrontato alcuni ostacoli – tipo canali di scolo e buche – con troppa malizia.

ASSO NELLA MANICA Per raggiungere la zona del Monte Carmo, affronto un altro tratto in salita. Essendomi posizionato in fondo al gruppo, mi sono ritrovato spesso nella situazione di dovermi fermare ad aspettare che i miei compagni d’avventura affrontassero al meglio determinati percorsi. E quando mi sono fermato in salita, l’Hill Hold Control System è stata una vera e propria manna dal cielo: la piattaforma inerziale percepisce la presenza di una pendenza, quindi appena aziono e rilascio il freno anteriore la moto rimane frenata automaticamente finchè non schiaccio la frizione per ripartire. Nel momento della ripartenza, il sistema terrà azionato il freno posteriore per qualche frazione di secondo per assistervi mentre trovate il punto di stacco della morbida frizione. Inoltre, la sella non troppo alta (850 mm) mi offre un grande senso di sicurezza nel momento in cui sono costretto a mettere i piedi a terra.

In azione con la Suzuki V-Strom 1050XT in fuoristrada

CONFORTEVOLE, SEMPRE! Solcata anche la Liguria, è tempo di scendere in Emilia-Romagna, passando anche per il passo Penice seguendo una strada sterrata molto scorrevole e veloce. Dopo tanti chilometri inizio ad accusare la fatica della giornata, dunque mi siedo sulla sella e apprezzo ancora di più il comfort a bordo della nuova V-Strom 1050XT che si sta rivelando una tuttofare eccellente. Sebbene la strada sia molto facile, la presenza del cerchio da 19” mi costringe a non farmi prendere troppo dall’entusiasmo mantenendo un ritmo blando con cui gustarmi il fantastico panorama circostante, che mi distrae momentaneamente dal caldo torrido (oltre 30°C). In questo frangente ho potuto apprezzare come il motore sia ben posizionato e “areato”, in quanto trasmette poc calore al guidatore se rapportato alla cubatura.

ELETTRONICA POCO INVASIVA L’ultimo tratto per ritornare all’Oltrepò è caratterizzato da strade in discesa, nelle quali butto indietro il peso e butto una marcia bassa per aiutarmi con il freno motore. Mi capita spesso di dover frenare con il freno anteriore per moderare la velocità. Nonostante l’ABS sia sempre attivo (sulla V-Strom non è disattivabile a causa dell’omologazione Euro5) non ho mai sentito il suo azionamento: basta essere molto progressivi nella frenata e l’elettronica rimane in stand by. Rimango sempre sorpreso positivamente dal lavoro svolto dagli pneumatici, che – per loro natura – non si trovano a loro agio nel caso ci sia un tratto d’erba o di fango.

La Suzuki V-Strom 1050XT in fuoristrada: non teme nemmeno i guadi!

TUTTOFARE Tornati al punto di partenza, la prima cosa che faccio è fare mente locale della giornata. Tra scenari mozzafiato e un percorso “a cavallo” di quattro regioni, mi sorprendo di come la V-Strom 1050XT sia riuscita a passare indenne tantissimi percorsi impegnativi e difficili. Sono rimasto davvero sorpreso della sua agilità e dell’ottima distribuzione dei pesi. Ovviamente una moto da quasi due quintali e mezzo richiede uno sforzo fisico maggiore rispetto alle monocilindriche specialistiche, ma io – fuoristradista alle primissime armi – mi sono trovato subito a mio agio. Per affrontare un percorso misto “in pieno stile adventouring” come dichiarato da Nicola Poggio, organizzatore dell’Hardalpitour, la V-Strom 1050XT si sente a casa sua, così come chi salirà in sella a lei.


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