Pubblicato il 22/09/20

IL VERO SCOPO Prima di iniziare a provarne di ogni tipo e marchio, guardavo con scetticismo le maxi enduro. Sia chiaro, non per colpa loro, ma per chi vincolava questi veicoli maestri di versatilità al semplice casa lavoro: alzi la mano chi non ha mai visto una BMW R 1250 GS con tris di valige in centro città. È vero, le loro capacità dinamiche su strada sono una bella confort zone, ma con un paio di gomme giuste e un pizzico di abilità si può affrontare anche del fuoristrada mediamente impegnativo, magari prendendo parte ad uno degli eventi di Adventouring più importanti d’Europa: la HAT Sanremo-Sestriere. Proprio all’evento organizzato dalla Over 2000 Rider ho portato una delle enduro stradali che più mi hanno colpito nel 2020, la Triumph Tiger 900 Rally Pro. Curiosi di sapere come è andata? Continuate a leggere!

Triumph Tiger 900 Rally Pro alla HAT: i panorami sono da brividi

LA HAT IN BREVE (MICA TANTO BREVE) 1.071 chilometri, in fin dei conti tanto breve questa HAT non è! La metà dei quali (530 km il percorso della Classic a cui ho preso parte) tra sentieri sterrati mozzafiato e strade extraurbane secondarie, da percorrere anche quando il sole va giù. Per fare ciò bisogna avere una moto che di secondo nome faccia versatilità, ma anche comodità. La Tiger 900 Rally Pro mi è sembrata fin da subito la scelta ideale: ha specifiche tecniche giuste per affrontare ogni tipo di ostacolo in off-road, ma anche i giusti gadget per coccolarmi nei trasferimenti da casa a Sanremo e soprattutto (dopo 3 giorni di guida) da Sestriere a Casa, come manopole riscaldabili, cruise control e una sella comoda come la poltrona della nonna… senza la copertina, a scaldare le terga ci pensa direttamente lei, la sella, essendo riscaldabile per pilota e passeggero. Non è una gara la Sanremo-Sestriere, niente cronometro, niente tabelle porta numero, l’unica cosa che scandisce i ritmi è l’orario d’apertura dei punti ristoro. D’altronde se nel tragitto hai l’opportunità di passare dalla Via del Sale, dai Forti dei Saraceni o per l’Assietta chi se ne frega del cronometro. All’arrivo a Sestriere si fa una foto ricordo sotto lo striscione, ci si rifocilla dopo le fatiche in sella, si salutano i compagni d’avventura e si ritorna a casa, arricchiti del cuore e negli occhi.

COME ALLA DAKAR Fisso sul portapacchi il necessario per affrontare l’evento - un borsone e uno zainetto, entrambi rigorosamente impermeabili – e via in direzione Sanremo. L’autostrada a 110 km/h per non rovinare le gomme tassellate è una tortura, per fortuna ci sono il cruise control e la strumentazione con connettività Bluetooth che mi permettono di passare quelle 3 ore senza annoiarmi ascoltando la mia musica preferita (ma anche effettuare importanti chiamate di lavoro) e tenere a riposo il polso destro. Per lui il meglio arriverà più avanti. All’arrivo mi si apre davanti un paddock colorito pieno di appassionati. Altro che tono minore causa covid, per me, alla prima esperienza di questo tipo, mi sembrava di essere alla partenza di una Parigi-Dakar! 350 moto di ogni tipo, più o meno specialistiche, più o meno preparate ad affrontare l’evento, provenienti da ogni regione d’Europa e tanti curiosi che passeggiavano sul lungo mare, attratti dal colore e dal rumore.

Triumph Tiger 900 Rally Pro alla HAT: quattro chiacchiere alla partenza... come i piloti veri (o quasi)

MODIFICHE GIUSTE Venedì sera è il turno dei temerari della Extreme – più chilometri, percorsi più duri e tanta guida in notturna - sabato mattina tocca a me. Io e i miei compagni d’avventura ci siamo presentati alle 12 circa sul podio della partenza: due domande di rito, l’augurio di un viaggio sicuro e privo d’imprevisti e via! Se non ti senti pilota così… Dopo pochi chilometri subito i primi sterrati. Percorsi semplici nel tracciato ma insidiosi nel fondo. La Liguria è rocciosa, le mulattiere in ogni dove e la possibilità di forare è dietro l’angolo. Per fortuna la Tiger 900 Rally Pro è dotata di serie del sensore di pressione degli pneumatici e controllare il loro stato è un gioco da ragazzi. Basta scorrere i menù sul ricco display TFT da7 pollici e controllare con la coda dell’occhio mentre eviti radici e sassi… facile con un televisore a colori davanti al manubrio! Fin dai primi metri ho apprezzato la validità delle modifiche che ho apportato alla “mia” Tiger per affrontare la manifestazione. Nulla di radicale, tutto facilmente eseguibile con gli attrezzi base: regolato l’ergonomia di manubrio, comandi e leve, abbassato la sella per poter toccare terra con facilità nei passaggi più insidiosi (fondamentale se siete diversamente alti come me) e abbassato la pressione delle gomme per evitare fastidiose forature e aver maggior presa con il terreno.

UN TRE COME UN DUE Fino all’anno scorso probabilmente non avrei mai pensato ad una Tiger per affrontare la HAT. Anche nella versione più adatta all’avventura, il tre cilindri della Tiger 800 era poco adatto all’utilizzo in fuoristrada. Il nuovo motore da 888 cc è più compatto e posizionato più in basso all’interno del telaio, ciò migliora la centralizzazione delle masse, oltre che ad avere un inedito albero a gomiti “T-plane” e scoppi irregolari. Questo ha permesso al motore della Tiger 900 Rally Pro di comportarsi come un bicilindrico con più coppia e trazione ai bassi regimi, proprio quel che serve lontano dall’asfalto. La trazione infatti è ottimale e quando i 95 CV di potenza massima sono troppi ci pensa un fine controllo di trazione a imbrigliare la verve e far girare la ruota giusto il necessario. Nei tratti più difficili è stata una vera manna dal cielo. Certo, i puristi della guida in fuoristrada ne possono fare anche a meno, ma se sei un principiante e devi guidare una caterva di ore sarà pur concesso un aiutino no?

Triumph Tiger 900 Rally Pro: in azione sulla Assietta

TANTA LUCE Ricordate l’augurio di qualche riga fa? Ecco, ovviamente non ha funzionato. La moto di uno dei miei compagni d’avventura ha dato forfait proprio sul più bello. Da vera squadra lo abbiamo scortato fino a Sanremo ma ormai l’itinerario era andato a donne di facili costumi… L’unico modo per raggiungere Boves prima della chiusura del ristoro era il Colle di Tenda, ma non su sterrato come gli altri partecipanti, bensì via statale, purtroppo il ritardo accumulato era eccessivo. Su strada e con le gomme tassellate ho scoperto una Tiger 900 sempre ben guidabile, anche quando si ha particolare fretta… e con il buio pesto. Al mio arrivo nel paddock ero preoccupato dato che tutte le moto, anche le più moderne, avevano installato potenti luci a LED, qualcuno anche sul casco. La mia Tiger 900 invece era come mamma Triumph l’ha fatta: fari full LED e faretti supplementari, niente altro. Tutti i miei dubbi sono spariti appena il sole ha lasciato il passo alle prime ombre, di luce ce n’è davvero tanta e il ristoro è stato raggiunto poco prima del tempo massimo.

CHE RISVEGLIO Qualche oretta di sonno e via verso Sestriere. La stanchezza e la sveglia all’alba in generale sono cose che non sopporto, figurarsi guidare in fuoristrada con buche, sobbalzi e perdite d’aderenza con il sole che è ancora ben lontano dal sorgere. Per fortuna le sospensioni Showa della Tiger 900 mi hanno coccolato come una tazza di caffè caldo portata a letto. Per affrontare la HAT sono state leggermente modificate nella taratura per adattarsi al maggior utilizzo in off-road, lavorando su precarico delle molle e idraulica. Setting ben realizzato che mi ha permesso di guidare a lungo, talvolta anche da seduto, senza avere ripercussioni su schiena e articolazioni.

L’EMOZIONE DELL’ARRIVO Arrivare a Sestriere, seppur saltando qualche porzione d’itinerario è stata una gran soddisfazione. Guidare in ogni condizione di luce e superfice circondato da paesaggi mozzafiato, naviagare con il roadbook -  io ho usato un pratico Tripy 2 – sono tutte esperienze che consiglio di provare almeno una volta nella vita… magari proprio in sella alla Tiger 900 GT Pro che mi ha conquistato un’altra volta dopo averla apprezzata durante il lancio stampa internazionale in Marocco (qui il link alla prova video)

Triumph Tiger 900 Rally Pro alla HAT: la stanchezza e la gioia di avercela fatta

 

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