Autore:
Emanuele Colombo

LOOK DA GRANDE Il colpo d'occhio è fenomenale: una motina di soli 300 cc che ha il look e la grinta delle streetfighter più grandi. È la BMW G 310 R, un modello che sa stupire con tante trovate d'effetto. Appena ritirata, in via dei Missaglia a Milano, mi soffermo a osservare il telaio: è un normale traliccio in tubi, ma la piastra porta pedane molto estesa crea l'illusione che sia a struttura mista, con i tubi a collegare il canotto di sterzo al fulcro del forcellone in alluminio pressofuso. Altro dettaglio prezioso è la forcella, con foderi dorati di grande diametro e steli da 41 mm, che sembra presa in prestito da una moto da competizione.

COMPATTA MA COMODA Rapito dal riuscitissimo look della BMW, monto in sella e mi trovo subito a mio agio. La posizione è davvero comoda e alla portata di tutte le taglie. La sella mi offre un inconsueto sostegno al fondoschiena grazie a un profondo risalto che separa il pilota dal passeggero. A quest'ultimo, la G 310 R mette a disposizione due belle maniglie laterali di rara comodità. Punto fuori Milano e mi bastano pochi metri per capire che la maneggevolezza è assolutamente al top, grazie a quote ciclistiche compatte e a un peso che in ordine di marcia rimane al disotto di 160 chili.

TUTTA DA GUIDARE Con qualche chilometro di strada in più scopro che anche il rigore in traiettoria è irreprensibile. L'assetto ben calibrato e piuttosto sostenuto asseconda tanto la guida rilassata quanto quella aggressiva e la G 310 R si lascia condurre nel misto a passo di carica senza manifestare scompensi. Tra l'altro le sospensioni assorbono bene pavé e giunti di dilatazione dei cavalcavia: meglio di tante blasonate naked di grossa cilindrata. Le leve dei freni hanno una precorsa abbastanza lunga, ma l'intervento è efficace e modulabile. Il cambio, nelle progressioni più concitate, ha manifestato occasionali impuntamenti ma la moto che ho in prova è nuovissima e con tutta probabilità il problema scomparirà con i chilometri.

CUORE GENEROSO Il motore è un monocilindrico, eppure vibra pochissimo e ha un temperamento generoso. Da 313 cc di cilindrata tira fuori 34 cavalli di potenza e 28 Nm di coppia. Ha un buon tiro e ama essere strapazzato, accompagnando le accelerazioni con un timbro caratteristico: pieno, a dispetto della cillindrata, martellante e grintoso. Le prestazioni sono giocoforza modeste, tuttavia, e non sceglierei la G 310 R per viaggiare in autostrada, visto che ai 130 all'ora di legge il motore frulla a 8.000 giri: appena 2.000 giri sotto la zona rossa. La velocità massima è di 143 km/h. I consumi, però, sono contenuti: 3,3 litri ogni 100 km, confermati dal fatto che con un pieno del serbatoio da 11 litri, alla fine della prova, sarò andato in giro una settimana senza risparmiare la manetta.

MARCIA IN MENO, FRIZIONE IN MANO Rientro in città e mi immergo nel traffico, dove la BMW mi permette una guida abbastanza fluida. Anche in questa situazione mi trovo spesso a tirare le marce per sgattaiolare tra le auto, facendomi notare con la sonorità del motore. D'altra parte la G 310 R non è di quelle moto da guidare con una marcia in più, ma anzi misurando bene il rapporto inserito. Ne ho conferma quando mi avvicino al semaforo a bassa velocità: scatta il verde e, in seconda marcia a 3.000 giri, affondo il gas per riprendere velocità... Il motore zoppica un po': mi abituerò a tenere “la frizione in mano”, per uscire da eventuali empasse. La frizione, peraltro, è molto morbida e dalla gestibilità perfetta.

IL PELO NELL'UOVO Come è tradizione per le moto BMW, insomma anche la piccola G 310 R mette in mostra una costruzione curata e studiata con criterio. Capito l'ambito di impiego a cui la baby streetfighter è destinata è davvero dura trovarle un difetto. L'unico appunto riguarda il tubo di scarico, che ha un foro d'uscita molto piccolo e sproporzionato alla sezione del silenziatore: basterebbe un altro effetto speciale dei maghi del design per risolvere. E comunque per una moto fatta così bene e così generosa di soddisfazioni, 5.150 euro mi sembrano soldi davvero ben spesi.

 

 

IN QUESTO SERVIZIO

CASCO NOLAN N90-2 Un apribile che vale un integrale, visto che supera i test omologativi previsti dalla normativa UN/ECE per i caschi chiusi. Il Nolan N90-2 ha la calotta in policarbonato, la visierina fumé estrabile, la chiusura micrometrica e la predisposizione per il sistema di comunicazione n-com. Le bocchette di ventilazione hanno regolazioni stabili e facili da azionare anche con i guanti, la calzata è molto comoda e le finiture sono di alto livello. Unica pecca è il peso di 1.720 grammi: non pochi, va detto, ma il prezzo è da entry level, visto che varia da 269,99 a 359,99 euro secondo le colorazioni.

GIACCA HEVIK GARAGE Un chiodo dal look sobrio, fatto con pelle di bell'aspetto, con imbottiture sulle tasche anteriori. Oltre alle protezioni su spalle e gomiti, c'è anche l'inserto per il paraschiena. Pratiche le regolazioni a velcro in vita, così come il gilet interno imbottito staccabile. Disponibile in nero o marrone, nelle taglie dalla S alla 3XL.

GUANTI HEVIK GARAGE Stile classico e calzata comodissima per questo guanto estivo-primaverile, che fa leva sull'estetica: non ha protezioni rigide ma solo rinforzi nei punti caldi. La pelle delle dita permette di scrivere sugli schermi di smartphone e navigatori mentre la chiusura, sul polsino, è a strappo. Disponibile nelle taglie dalla S alla 3XL.

STYLMARTIN MARSHALL Le nuove Marshall di Stylmartin sono scarpe strutturate, vale a dire che la tomaia, in pelle idrorepellente color tortora, il sottopiede, anatomico e traspirante e la suola in gomma sono fissati insieme all’interno di una forma, per garantire il miglior sostegno possibile del piede. Hanno una calzata comoda e trasmettono un gran senso di protezione alla caviglia, pur lasciando una libertà di movimento paragonabile alle sneaker basse. A confermare la loro qualifica di capo tecnico ci pensano, invece, la fodera impermeabile interna, le protezioni sui malleoli e il paracambio. Le Marshall saranno disponibili nelle misure dal 36 al 47 Prezzo, 185 euro.

PANTALONI TUCANO URBANO GINS Hanno tasche per le protezioni su ginocchia e bacino, ma anche senza di esse fanno sentire protetti grazie al maggior spessore del tessuto in queste aree critiche. Eppure risultano comodi e non rigidi; e le cuciture aggiuntive per le tasche di cui sopra non si sentono. Sono fatti in denim di cotone con trattamento idrorepellente, non di meno non fanno sudare e anzi danno sempre una piacevole sensazione di traspirazione. Le bandelle ad alta visibilità? Ci sono ma non danno nell'occhio: una buona notizia per chi non ama indossare capi dal look troppo tecnico. Prezzo, 95 euro.


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