Test Drive

Honda CB 1000 R


Avatar Redazionale , il 24/11/08

12 anni fa - Quattro mesi con la nuda del momento

Quasi fosse la mascotte di redazione, una verde CB1000R convive con noi da quasi quattro mesi e, mentre la colonnina del termometro scende inesorabilmente, altrettanto non accade con la voglia di guidarla

IN BUONA COMPAGNIA C'è un po' d'Italia in questa CB 1000R, molto più di quanto si pensi, ma anche poco di quanto siamo abituati ad aspettarci su una moto nata alle nostre latitudini. Mi spiego. La nuova nuda Honda, arrivata all'inizio di quest'anno per inserirsi nel segmento di FZ1, Z1000, Speed Triple, Brutale e compagnia cantante, è stata pensata e realizzata - oltre che prodotta - in quel di Atessa, in provincia di Chieti, dove la Casa dell'ala dorata ha un importante sito produttivo.


L'UNIONE FA LA FORZA
Aver messo insieme il pragmatismo e l'efficienza produttiva giapponese, con l'estro e il gusto per il bello di casa nostra, ha portato a una moto esteticamente una spanna sopra le concorrenti del Sol Levante - giudizio personalissimo di chi scrive, è ovvio - oltre che in grado di essere parcheggiata a fianco di qualche mostro sacro italiano senza troppi complessi d'inferiorità. E, anzi, con una certa sicurezza di sé, se oltre al fattore estetico si considera anche il piacere di guida.

NESSUN SACRIFICIO Quello che manca, invece, delle caratteristiche tipiche dei prodotti nostrani - e che spesso li rendono amatissimi - è una certa rudezza nei modi e una sportività che, qualche volta, ne rende l'approccio non così semplice, o non gradito, per tutti. Le varie naked Aprilia, Bimota, Ducati, Moto Morini, MV (in rigoroso ordine alfabetico) sono infatti riconoscibilissime e cariche di fascino, pur imponendo qualche "sacrificio" a fronte di tonnellate di carattere.

TERZA IN SEI MESI La CB 1000R, invece, fa di tutto per essere amichevole e per poter piacere al maggior numero di persone, riuscendoci alla grande. Se poi pensiamo che si sta comunque parlando di una naked mille da oltre 120 cavalli, è anche un ottimo risultato. Non stupisce quindi il buon livello ottenuto dalla Honda in termini di vendite: 15esimo posto fra le moto dopo soli sei mesi di vendite, che corrisponde alla terza piazza assoluta, se si considerano unicamente le concorrenti dirette.

RALLENTATA DALLA CRISI Più di lei, solo la BMW, con la R1200R (2.144 pezzi) e Yamaha, con la FZ1, sono riuscite a convincere chi è alla ricerca di una naked sportiva di grossa cilindrata, sebbene nel caso della moto di Iwata (2.037 pezzi) nel computo rientri anche la versione Fazer, dotata di un cupolino protettivo e di una maggiore propensione al turismo. Quasi 1.900 pezzi venduti (1.897 per la precisione), a stagione praticamente conclusa, non sono pochi e c'è da credere che, se il mercato non fosse "depresso" come sembra essere, la CB avrebbe potuto aspirare a una posizione ancora migliore.

TE LA GODI Se l'estetica rimane una questione puramente personale, non c'è dubbio che le qualità dinamiche di questa moto abbiano giocato un ruolo importante nel suo successo commerciale e nel renderla una sorta di "must have" della categoria. Basta farci pochi metri in sella, infatti, per rimanere stupiti di quanto sia godibile l'erogazione del motore e di come tutti i comandi - freni, frizione e cambio - rispondano con estrema dolcezza


IN PUNTA DI PIEDI
Difficile chiedere di più ad una moto che, in fondo, vuole essere una sportiva spogliata. Il manubrio ha una piega ideale ed è largo e alto il giusto per offrire un controllo preciso dell'avantreno senza imporre una posizione troppo caricata e alla lunga stancante. Le pedane sono basse e larghe, ma posizionate in un punto che pare corrispondere al baricentro stesso della moto per la sensazione che offrono di poterla guidare solo spingendo a dovere con i piedi.

AI QUATTRO VENTI
La sella, pur non essendo come quella di moto ancora più turistiche - come la stessa BMW R1200R o una Bandit 1250, per capirci - è in grado di non trasformare un percorso di quasi 200 chilometri in una sofferenza da fachiri. Essendo una nuda, poi, chi guida è esposto completamente all'aria, anche se le dimensioni generose della copertura del faro - che integra anche la strumentazione digitale - danno un minimo di sollievo in velocità, perlomeno se si ha l'accortezza di quasi-spalmarsi sul serbatoio.


PARTICOLARI "R
ÉTRO" Già che si parla della strumentazione, si può aggiungere che la grafica utilizzata non è delle più intriganti (tra l'altro poco visibile in alcune condizioni di luce) e contribuisce a rendere un po' dimessa la vista di fronte al naso. Con tutto lo sforzo di design fatto in Honda, stupisce un po' che non si sia fatta attenzione a rendere veramente gratificante la zona che, chi è alla guida, vede più spesso. Sarebbe bastato curare di più la piastra superiore della forcella, nascondere le viti che vincolano il serbatoio al telaio e montare un manubrio dalla sezione più corposa, oltre che cestinare una volta per tutte i vetusti blocchetti elettrici che ormai vediamo sulle Honda da una ventina d'anni...

DI SERIE E BASTA Per fortuna la moto ha altri particolari degni di nota, come la soluzione trovata per lo scarico, tozzo e corto che più non si può e dotato di un'ampia paratia anticalore perfettamente integrata nella linea della moto, ma che, per contro, ha il limite di non facilitare la sostituzione del terminale con altri di tipo after market. Cosa che - credo - più di un proprietario sarà portato a fare, vista la "vocina" prevista di serie.

CACOFONIE Bisogna ammettere che un quattro cilindri in linea non è propriamente il motore più adatto per chi ama una "voce" di scarico tuonante, ma il problema della CB 1000R è che sembra affetta da afonia cronica, tanto da far arrivare alle orecchie alcune note non particolarmente suadenti da motore e trasmissione finale, soprattutto quando si procede a gas costante e senza esagerare con la velocità.

COPPIA A MUCCHI La voce poco maschia è però l'unico neo di un motore che sfoggia una regolarità di erogazione e una curva di coppia che riappacificano con il mondo. La coppia è talmente ben distribuita e "ammassata" verso i regimi medio bassi, che è possibile guidare - ma guidare sul serio - la moto solo sfruttando il minimo alto quando il motore è freddo e, più in generale, da far sembrare questo quattro cilindri ancora più grosso dei suoi 998cc.


METTE TUTTI D'ACCORDO
La CB 1000R è quindi in grado di unire la spinta in basso tipica di un bicilindrico (o di un tre cilindri), con la capacità di girare alto di un quattro cilindri. Il tutto senza la brutalità che spesso rende complicato avvicinarsi ai grossi V2, o un "quattro in linea" sui generis come quello della recente Brutale 1078RR, e senza l'impegnativo cambio di passo che, invece, caratterizza qualche concorrente del Sol Levante.

LA VETTA E' LONTANA Certo, la potenza che offre è ben al di sotto del top di categoria, ma, diciamocelo, 120 cavalli per una naked bastano e avanzano e se le mandrie dichiarate da certe concorrenti vanno benissimo per gonfiare il petto al bar, non capita comunque spesso di ritrovarsi a ribaltare la manopola del gas in seconda o terza marcia, con un mille, senza che i sensi vadano velocemente in "overflow". Anche perché i 100 Nm di coppia della CB sono comunque in grado di imbizzarrire qualunque moto se presi sotto gamba...


ATTACCATA A TERRA
La CB1000R risponde invece sempre in maniera accondiscendete alle manovre del pilota, saldamente attaccata a terra dalle ottime Bridgstone BT-016 di serie e da un assetto molto equilibrato, all'apparenza soffice, ma in definitiva adeguato a contenere i movimenti della moto anche tenendo un passo allegro fra le curve. Per chi volesse cimentarsi in circuito, forse, sarà necessario agire sui registri e rendere il tutto un po' più solido, ma la moto non è nata per limare il decimo al giro ed è probabile, invece, che arriverete al consumarne (fisicamente) una buona parte sull'asfalto, prima di sentire il bisogno di un assetto più cattivo.

BENZINAIO AMICO Usandola in modo più consono, comunque, la CB 1000R è in grado di regalare davvero tante soddisfazioni, non solo a voi, ma anche al vostro benzinaio, che apprezzerà la discreta sete di questa moto, un po' in difficoltà a raggiungere una media di 15 Km/l anche se sfruttata ben al di sotto delle sue capacità.

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Pubblicato da Michele Losito, 24/11/2008
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