La prima moto:

Marta's story - II parte


Avatar Redazionale , il 09/04/10

11 anni fa - Continua la storia d'amore della motociclista in erba con una Suzuki Gladius. Il debutto in pista, il battesimo del ginocchio sull'asfalto e le vacanze in moto sono le tappe fondamentali del primo anno su due ruote. Una passione che diventa lavoro grazie

Continua la storia d'amore della motociclista in erba con una Suzuki Gladius. Il debutto in pista, il battesimo del ginocchio sull'asfalto e le vacanze in moto sono le tappe fondamentali del primo anno su due ruote. Una passione che diventa lavoro grazie a un'applicazione per iPhone e iPod touch.

 


PISTAAAAA! Dove eravamo rimasti con l'autobiografia su due ruote? Ah, giusto: alle prime uscite su strada (il link alla prima puntata è qui a destra), dopo le quali è arrivato come un filmine a ciel sereno il debutto in pista. A furia di andare in officina a cambiare le leve che si rompevano quando la moto mi cadeva da ferma (ricordate? sono di zampa un po' corta…), sono diventata molto amica dei meccanici di Valter Moto. Mi hanno preso in simpatia: mi ingrassavano sempre la catena e mi hanno anche avvicinato le leve, per permettermi di usare la frizione e il freno più facilmente. Un giorno mi hanno proposto di partecipare a una pistata fra amici a Chignolo Po, con la promessa di farmi da balia e di farmi vedere le traiettorie. L'idea di andare in pista con Amarena, la mia Suzuki Gladius, mi ha esaltata al punto che sono corsa al volo a comprarmi la tuta, una Spidi Wizard bianca e nera. Fosse stata anche l'unica volta tra i cordoli della mia vita, avrei sempre potuto usarla nelle uscite domenicali.

SOLIDARIETA' FEMMINILE Ricordo che nei minuti prima di entrare in pista ero letteralmente terrorizzata, in panico totale. Avevo la patente soltanto da due mesi e mezzo! I primi giri sono andata piano come una lumaca, senza capire quale linea seguire e con la gente che mi passava a destra e a sinistra. Poi la ragazza di uno dei meccanici, che aveva fatto un corso in cui le avevano insegnato le nozioni base, per solidarietà femminile si è messa davanti a me. Guidava in scioltezza e mi ha fatto vedere le traiettorie, dove cominciare a frenare e dove accelerare, dopo avermi spiegato come fare leva sulle pedane e sul manubrio, oltre a come spostare il corpo fuori dalla moto!

 

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ACQUA E SAPONETTA Non dico lo stupore quando lei mi si è messa dietro per correggere i miei errori e, al rientro ai box, mi ha detto che mi mancava davvero poco per grattare le saponette sull'asfalto. La Suzuki Gladius è incredibile: scende piega che è un piacere, è facile da guidare anche per una neofita come me e aiuta a prendere confidenza, dando gran sicurezza. Anche se si scala bruscamente non si scompone e se scappa la mano sull'acceleratore la risposta è graduale e non mai c'è rischio di perdere il controllo. Fatto sta che con il crescere del feeling nella guida, all'ultimo giro della giornata, nella curva in cui mi sentivo più a mio agio, ho toccato con il ginocchio per terra! Una sfrisatina leggera leggera sulla saponetta ma io mi sono sentita come se avessi messo il primo piede sulla Luna.

BRAVA, BIS Dopo quella volta sono andata un'altra volta in pista, a Castelletto di Branduzzo. Lì mi sono resa conto che da autodidatti si migliora ben poco: c'è bisogno di seguire un corso per sentirsi più sicuri e progredire sul serio. A uno mi sarei anche iscritta, a dire il vero, ma sfortunatamente è stato rinviato per maltempo. Ci riproverò, comunque, anche perché Amarena ha un potenziale enorme, come dimostrano i piloti della Suzuki Gladius Cup e i tempi che fanno registrare sulle varie piste.

 


GIRO D'ITALIA Per non farmi mancare nulla, nel mio primo anno da motociclista ho fatto anche le vacanze in moto, con due amici in giro per l'Italia. Liguria, Toscana, Umbria, Emilia Romagna: in totale oltre 4.000 km solo di curve e di statali, senza un metro di autostrada e con in più un bel giro anche all'Elba. Non ho voluto comprare il bauletto o la borsa serbatoio per la Gladius. Ho preferito prendere solo una borsa da mettere dietro, al posto del passeggero, e usare il ragno per legare il resto. Per fortuna il bagaglio alla fine era più stabile di quel che si direbbe guardando la foto nella gallery ma - con il senno di poi - due borse laterali sarebbero andate forse meglio.

SU MISURA Tornata dalle vacanze, ho cominciato a fare qualche modifica alla Gladius, per sentirla più mia e cercare di adattarla alle mie esigenze. Il primo acquisto per Amarena sono stati tubi dei freni in treccia metallica. In contemporanea sono venute pastiglie più performanti e ora ho una frenata più pronta in ogni condizione, specie dopo che a San Valentino il mio ragazzo mi ha regalato una pompa radiale Nissin. Poi è stata la volta di nuovo scarico firmato Exan, decisamente più grintoso di quello originale, e del portatarga Evotech, più esile di quello standard. A fare da ciliegina sulla torta (anzi da Amarena sulla torta…) sono arrivate le frecce a Led della Barracuda. La Gladius è bella anche perché giocando con i colori e con i dettagli si possono avere tante moto in una. La mia è femminile e sportiva ma questa Suzuki si declina benissimo anche al maschile, giocando magari anche sull'eleganza.

UNA QUESTIONE DI APPLICAZIONE Ogni volta che salgo sulla moto, mi sento più libera. Intraprendere un viaggio è una nuova sfida ed è proprio questo che mi stimola: mi piace provare sempre emozioni diverse, affrontare delle prove e superarle! Certo, ci sono manovre che faccio ancora un po' fatica a fare a causa soprattutto dalla mia altezza da fantino ma ho la patente da meno di un anno e ho fatto già oltre 11.000 km, oltre a un sacco di esperienze e di progressi. Tra l'altro, vista la mia passione per la moto, ho deciso di sviluppare un'applicazione per iPhone e iPod touch dedicata a tutti i "pistaioli" d'Italia. Si chiamerà MotoPista e sarà disponibile sull'App Store in tempi brevi. Presto ne saprete di più…


Pubblicato da Marta Mantovani, 09/04/2010
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