Pubblicato il 07/11/20

STRADE DIVERSE Se nel mondo auto il turbo ha avuto un certo successo, tanto da portare le Case, da alcuni anni, ad adottarlo anche su auto più piccole - e non necessariamente sportive - in nome del downsizing (motori di cilindrata più contenuta, meno consumi ed emissioni, ma comunque performanti), nel mondo delle due ruote le turbine hanno dato ben poche soddisfazioni. Dopo una corsa al turbo negli anni 80, oggi abbiamo qualche - timido - cenno da parte delle Case moto. Una su tutte, Kawasaki...

ANNI DI TURBO Dopo i primi tentativi già negli anni 30 del secolo scorso, il vero avvento delle moto turbo fu ispirato proprio dalle auto, negli anni 80, con i Campionati del Mondo di Formula 1 e Rally che impazzarono appresso a turbine e potenze stratosferiche. Per le due ruote la capostipite di questa categoria fu la Honda CX500, alla quale seguì una versione più grande da 650 cc. Ma perché dotare una tranquilla moto turistica di una turbina? Semplice. Per avere una moto di media cilindrata, ma con prestazioni da maxi: la Honda passò infatti dai 50 agli 82 CV, con una coppia che crebbe da 43 a 79 Nm. La Casa di Tokyo aprì la strada, ma la seguirono anche le altre nipponiche: Kawasaki, con la GPZ 750 Turbo, Suzuki, con la XN 85 e Yamaha, con la XJ 650 T. La più sportiva di tutte fu la Kawa: per lei ben 109 CV, un valore che le permetterebbe di dire la sua anche tra le moto dei giorni nostri.

Honda CX500 Turbo: la prima moto di serie sovralimentata

BENE, MA NON BENISSIMO... Purtroppo però la soluzione magica chiamata turbo, per trasformare le moto di media cilindrata in maxi, non porta ai risultati sperati. Il peso delle moto è infatti piuttosto elevato e si percepisce anche in movimento, rendendole spesso piuttosto lente nei cambi di direzione e, sebbene le prestazioni siano superiori in termini di potenza pura, il turbo accusa un certo ritardo nella risposta - il famoso lag - che rende l'erogazione brusca. Anche i consumi, poi, ne risentono... Insomma, si viaggia veloci, ma solo in rettilineo, perché tra le curve, complice il peso elevato e la ''botta'' di potenza, è tutt'altro che un bell'andare.

Kawasaki H2R: la moto con compressore raggiunge i 310 CV

POI ARRIVA IL COMPRESSORE Accantonate le turbo-moto anni 80 si arriva ai giorni nostri, con qualche timida proposta. Ma se sulle auto - come dicevamo all'inizio - si è trattato di downsizing, per le moto si è guardato nella direzione opposta: l'obiettivo, infatti, è stato creare moto super veloci e performanti, senza però cadere nell'oblio della guidabilità compromessa da peso eccessivo ed erogazione ingestibile. Oggi parlare di moto turbo non si può in quanto, a differenza delle antenate, quelle odierne sono dotate di un compressore centrifugo azionato meccanicamente, e non dai gas di scarico. La prima del nuovo corso è stata la Kawasaki Ninja H2 - ora con 231 CV - omologata per la strada, e la sua versione solo-pista H2R da 310 CV, con la quale l'ex pilota Kenan Sofuoglu ha raggiunto quota 400 km/h. Alle Ninja sovralimentate sono poi seguite la naked Z H2 - qui la nostra prova video - la turistica Ninja H2 SX - qui la nostra prova - e la Bimota-Kawasaki Tesi H2. Nel frattempo, la notizia è di questi giorni, anche Yamaha sta pensando ad una MT-10 turbo... Siete pronti a tuffarvi nei nuovi anni 80?


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