Le migliori 10 moto del 2021: S 1000 XR, Tracer 9, Brutale 800 RR
Top 10 moto 2021

Le migliori 10 moto guidate da Michele nel 2021


Avatar di Michele Perrino , il 09/01/22

7 mesi fa - Le migliori 10 moto guidate nel 2021? Ecco la mia classifica

Sportive, naked, maxi enduro... ne ho guidate oltre 30 tra presentazioni e comparative: per me queste sono le 10 migliori moto 2021

Nel 2021 ho guidato per Motorbox tante moto. Ho fatto il conto, sono circa 30 tra presentazioni stampa e comparative, ma alcune mi hanno lasciato qualcosa in più delle altre. Nella mia personale classifica ci sono sportive, naked, crossover e anche... una custom. Ho volutamente lasciato fuori gli scooter – eppure ne ho guidati di belli – ma le moto... sono le moto. Ah, quasi dimenticavo: qui trovate le migliori 10 di Danilo, mentre qui c'è la Top 10 di Giorgio. Buona lettura!

10 - Royal Enfield Meteor 350

La Royal Enfield Meteor 350 La Royal Enfield Meteor 350

Chi mi conosce bene lo sa. Amo le sportive, le moto che regalano emozioni folli: come diavolo ha fatto a finire nella mia classifica delle migliori 10 moto 2021 la Royal Enfield Meteor 350? Gli amici rimarranno sbigottiti, ma tranquilli, ora lo spiego a voi e a loro. La Meteor 350 è una custom, è vero, ha solo 20 CV e certamente non è fatta per mettere il ginocchio a terra ma...è una moto eccellente. Comoda, ben fatta e piacevolissima da guidare, e poi costa davvero nulla. Una moto perfetta per chi si avvicina alle due ruote o per chi ama viaggiare senza fretta – utilissimo a tal proposito il navigatore turn by turn – godendosi la guida e il paesaggio. La Meteor 350 è stata la moto rivelazione del 2021, almeno per il sottoscritto, visto che è stata la prima custom della mia vita.

La mia prova della Royal Enfield Meteor 350.

9 - Kawasaki Z650RS

La Kawasaki Z650RS La Kawasaki Z650RS

Anche al 9° posto trova spazio una moto non del tutto affine alle mie inclinazioni... in tutti i sensi. La Kawasaki Z650RS è l’ultima moto guidata nel 2021 ma, nonostante arrivasse dopo tutte le altre a livello cronologico, ha saputo convincermi e conquistare un piazzamento in Top 10. L’estetica è davvero azzeccata, le finiture di ottimo livello e, tanto è bella da vedere ferma, quanto lo è da guidare. Certo, anche per lei vale il discorso fatto con la Meteor 350: non è nata per correre, ma regala davvero tanto gusto e non si tira affatto indietro tra le curve, così come in città. Divertente e comoda insomma, ma anche facile e agile, tanto da potersi disimpegnare nel traffico della città quasi come uno scooter di media cilindrata. E che figura davanti al bar per l’aperitivo...

La mia prova della Kawasaki Z650RS.

8 - Yamaha MT-09 SP

La Yamaha MT-09 SP La Yamaha MT-09 SP

La naked media più raffinata di Iwata è lei. Sto parlando della MT-09 SP che durante la comparativa naked medie mi ha rapito il cuore. L’estetica segna un deciso taglio col passato – può piacere o meno – ma dal punto di vista della qualità la MT-09 SP è davvero un punto di riferimento. Motore, cambio, freni e sospensioni sono a mio avviso i migliori visti in comparativa, ma la posizione di guida fa ancora storia a sé e non tutti apprezzano la sensazione di leggerezza dell’avantreno. Poco male, la MT-09 SP è un piacere da guidare e sa essere anche comoda con quel manubrio più alto della media. Poi – mi dicono – sembra sia perfetta per impennare...

La Yamaha MT-09 SP nella comparativa naked medie.

7 - Honda CB1000R Black Edition

L'Honda CB1000R Black Edition L'Honda CB1000R Black Edition

Nella mia classifica non poteva mancare un’altra naked. Qui si sale di categoria, si entra tra le maxi naked, anche se lei, la CB1000R, è quella meno agguerrita. Sì, perché “solo” 145 CV non bastano più per competere – a livello di meri numeri – con le avversarie, ormai tutte sopra quota 150. Eppure la CB1000R Black Edition mette insieme tutte le più belle caratteristiche che si cercano in una stradale: uno stile aggressivo ed elegante, un motore super elastico sotto e agguerrito in alto, cambio elettronico morbido e preciso, freni performanti e modulabili, facilità, comodità... Non sarà la più veloce tra i cordoli ma su strada è certamente una delle più piacevoli e facili da guidare. Una vera Honda, insomma, e per questo mi ha conquistato.

La mia prova della Honda CB1000R Black Edition.

6 - Aprilia Tuono V4 Factory

L'Aprilia Tuono V4 Factory L'Aprilia Tuono V4 Factory

Dell’Aprilia Tuono V4 vi ho parlato solo un paio di giorni fa: ecco qui l'articolo. L’ho guidata nella nostra comparativa maxi naked e sono tornato a casa col sorriso a 32 denti. La Tuono V4 è una moto incredibile, addolcita per l’uso stradale – infatti non è così scomoda come ti aspetteresti – ma sulla quale percepisci che ogni bullone ha il DNA Aprilia Racing. In strada è costretta, scalpita per entrare tra i cordoli, ma riesce comunque a regalarti vagonate di emozioni e adrenalina per merito di un motore entusiasmante e una ciclistica precisa e rigorosa come poche altre. Una superbike comoda l’avevo definita la prima volta che la provai, nel 2014, e così è rimasta oggi: una supersportiva senza carene.

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La mia prova dell’Aprilia Tuono V4 Factory, mentre qui trovate quella di Danilo in pista.

5 - BMW S 1000 XR

La BMW S 1000 XR La BMW S 1000 XR

Si entra nella Top 5 con una moto totale, capace di fare praticamente tutto in modo eccellente (le manca solo l’off-road). Sto parlando della BMW S 1000 XR che ho guidato in occasione della comparativa crossover da 17”. Esteticamente bella e aggressiva, comodissima, ma soprattutto velocissima – 165 CV – come non ti aspetteresti da questo genere di moto. Invece l’XR riesce a farti stare comodo mentre voli pelando l’asfalto... Per lei nutro una stima infinita – pensate che ho fatto comprare il modello precedente al mio amico Giuseppe – e credo possa essere la moto definitiva per lo smanettone che cerca la comodità. Un difetto? Anzi, ve ne dico due: non costa poco e da fermo pesa un bel po’. Ma mettete la prima e non vorrete mai più fermarvi.

La BMW S 1000 XR nella comparativa crossover da 17” e qui quando... l’ho prestata a Giorgio per il suo viaggio in Sardegna.

4 - Yamaha Tracer 9

Yamaha Tracer 9 Yamaha Tracer 9

Un’altra protagonista della comparativa Crossover da 17” che mi ha stupito ed entusiasmato. Qualcuno direbbe che la Yamaha Tracer 9 – stavolta è stato Giorgio a prestarla a me – è una BMW S 1000 XR che non ci ha creduto abbastanza. In realtà la moto giapponese è altra cosa rispetto alla bavarese, ma non per questo è inferiore, anzi. Il motore CP3 è un portento di coppia e grinta – forse il migliore per l’uso stradale? – e di concerto con l’eccellente quickshifter rende meraviglioso ogni cambio marcia. La crossover di Iwata è agile, divertente, ma anche meno esagerata della sua collega tedesca – 119 CV sono giusti – perfetta per quei motociclisti che cercano una moto adrenalinica, discretamente comoda anche in 2 per viaggi a medio raggio. Il tutto senza spendere un capitale.

La mia prova della Yamaha Tracer 9.

3 - Triumph Speed Triple 1200 RR

Triumph Speed Triple 1200 RR: la curva del... fattaccio Triumph Speed Triple 1200 RR: la curva del... fattaccio

Ed eccoci giunti al podio con la prima delle sportive carenate. La Triumph Speed Triple 1200 RR a dire il vero di carene ne ha poche, ma comunque rientra nel segmento delle supersportive. Non bastano 180 CV, la posizione di guida più caricata in avanti e i semimanubri? Sarà forse meno estrema delle superbike vere e proprie, ma è bella, affilata, agilissima e divertente da guidare. Insomma, una supersportiva un po’ più stradale rispetto alla concorrenza. Peccato soltanto che siamo volati in Spagna per provarla e abbiamo trovato pioggia, vento e freddo che... stavo per lanciarla nel prato! Ma ci arriviamo tra poco. Nonostante condizioni meteo difficili la RR si è fatta apprezzare – in particolare in un tratto di 20 km asciutto e soleggiato – dove ha messo in luce tutti i cavalli di battaglia Triumph: agilità, precisione e stabilità, di concerto col motore 3 cilindri e l’ottimo cambio elettronico. E poi, esteticamente parlando, è davvero uno spettacolo. E ora veniamo all'aneddoto che c'è dietro la foto di copertina, quella col traverso... Circuito Ascari. Il giro prima vedo il fotografo all'esterno della lunga curva a sinistra che sto percorrendo così dico dentro di me ''Al prossimo passaggio si fa una bella foto''. Arrivo in quel punto, vedo con la coda dell'occhio il gilet giallo del fotografo e imposto la curva bello cucito al cordolo. Troppo. La gomma posteriore pizzica proprio un punto in cui c'è un rigagnolo d'acqua – se guardate bene si vedono le gocce vicino alla ruota posteriore – e in un attimo il posteriore parte. È una frazione di secondo, il posteriore scivola, poi riprende aderenza, tanto che nello scatto successivo del fotografo – che ha immortalato tutta la sequenza – sono quasi a cavalcioni del serbatoio! High-side scongiurato, tutto bene quel che finisce bene... La Speed Triple 1200 RR mi ha graziato! Per lei è medaglia di bronzo!

La mia prova della Triumph Speed Triple 1200 RR.

2 - MV Agusta Brutale 800 RR SCS

La MV Agusta Brutale 800 RR SCS La MV Agusta Brutale 800 RR SCS

Quello con la Brutale è un vecchio amore e, quando ho provato la 800 RR SCS quest’anno, beh, mi sono emozionato di nuovo. La Brutale 800 è bellissima da vedere – un po’ come tutte le moto di Schiranna – ma sopratuttto è un’emozione da guidare. Il 3 cilindri ha la voce rauca, non aspetta altro che essere lasciato libero di urlare verso i 13.000 giri, col quickshifter che lo asseconda al meglio in ogni cambio di marcia e regala gioie anche quando si scala, grazie a una sorta di doppietta automatica. Agilissima – per alcuni troppo – è una micidiale arma da misto. Ultimo, ma non per importanza, il sistema SCS – che sta per Smart Clutch System – una frizione automatica che permette di fermarsi e partire al semaforo come si fosse in sella a uno scooter. Una comodità incredibile che rende la Brutale 800 RR SCS più facile ed usabile del previsto senza per questo toglierle un grammo di emozionalità.

La mia prova della MV Agusta Brutale 800 RR SCS.

1 - BMW M 1000 RR

La BMW M 1000 RR La BMW M 1000 RR

Non poteva essere altrimenti. In cima alla mia classifica di gradimento c'è la BMW M 1000 RR. Stiamo parlando della punta di diamante delle supersportive bavaresi, una S 1000 RR all’ennesima potenza, insomma. Anche solo per il prezzo – 33.800 Euro, che diventano 38.500 Euro col kit M Competition – rappresenta un oggetto irraggiungibile per la maggioranza degli appassionati e avere avuto il privilegio di guidarla tra i cordoli di Vallelunga non è stato cosa da poco. Che dire di lei... 212 CV a 14.500 giri/min, cerchi in carbonio, forcellone con pivot regolabile, impianto frenante marchiato M sviluppato da BMW e peso in ordine di marcia di 191,8 kg. Numeri che si traducono in sensazioni da moto da corsa, anche se la M 1000 RR – trovate qui il mio test – non scalcia come un puledro indomabile, anzi, finché vai a spasso ti fa sentire a tuo agio, padrone della situazione. La miglior moto guidata nel 2021, signori, è lei.


Pubblicato da Michele Perrino, 09/01/2022
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