Autore:
Luca Cereda

FUOCO La bomba l’ha sganciata Bloomberg qualche giorno fa: un’indiscrezione secondo la quale Volkswagen, impegnata a delineare un piano di uscita dalla crisi dovuta al Dieselgate, sarebbe intenzionata a vendere Ducati per fare cassa. Un asset definito dagli analisti finanziari “non core”. Allarme rosso.

ACQUA Così ieri, Rupert Stadler, CEO di Audi (che è proprietaria del marchio Ducati all’interno del Gruppo VW, ndr) ha vestito la tuta arancione e imbracciato l’autopompa aziendale: “Ducati non si vende – ha replicato il boss dei Quattro Anelli, gettando prontamente acqua sul fuoco –. Ducati e Lamborghini appartengono ad Audi e, insieme a noi, hanno un eccellente futuro”.

PERCHE’ SI’ Il botta e risposta cancella i rumors ma non il quadro generale degli eventi che hanno generato le voci di una possibile messa in vendita di Volkswagen. Per risanare le perdite legate allo scandalo emissioni, la casa tedesca sta implementando tagli ai costi, che riguardano la riorganizzazione degli stabilimenti produttivi ma poterebbero implicare anche una review del portfolio del Gruppo. Ovvero, l’eventuale cessione di alcune recenti acquisizioni non legate al business principale (vendere automobili), quindi MAN e Scania (camion) e Ducati (moto). Entrambe, uno per la recente crescita del mercato dei veicoli commerciali, l’altro per l’appeal del brand a livello internazionale, costituirebbero due merci di scambio particolarmente remunerative, secondo alcuni analisti interpellati da Bloomberg. Intanto Matthias Mueller, capo del Gruppo, ha stilato un programma di risanamento e in questi giorni lo ha sottoposto al board di Volkswagen, che per ora non commenta.

PERCHE’ NO L’ipotesi di un leggero smantellamento dell’impero Volkswagen – ad oggi dodici marchi in sette diversi paesi europei (Volkswagen, Skoda, Audi, Bentley, Bugatti, Lamborghini, Porsche, Volkswagen Commercial Vehicles, Ducati, Scania e MAN) - non piace però a tutti. In primis ai sindacati e allo Stato della Bassa Sassionia, azionista del Gruppo al 20%. Ma soprattutto: davvero a Volkswagen converrebbe vendere Ducati? Al di là della forza del brand, la casa di Borgo Panigale ha chiuso un ottimo 2015 dal punto di vista commerciale: 54.800 moto vendute, con un incremento del 20% sul 2014. Un exploit merito, in larga parte, dell’ottimo risultato del marchio Scrambler, che conta circa 16.000 pezzi. Cari tedeschi, fate i vostri conti.   


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