Video: le luci delle auto da rally spiegate da Thierry Neuville
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Light pod: le luci delle auto da rally. Problemi e soluzioni spiegati in video da Thierry Neuville


Avatar di Emanuele Colombo, il 18/02/26

1 ora fa - Luci auto da rally: come funzionano le light pod moderne spiegate da Thierry Neuville

Come funzionano le luci delle auto da rally? Thierry Neuville spiega in video l’evoluzione e l'impiego dei light pod

Quando una prova speciale si corre al buio – a sera inoltrata oppure all'alba, o ancora con un meteo capriccioso – il rally cambia faccia. E senza i light pod, le luci supplementari montate sul frontale, andare forte diventa semplicemente impossibile.

A raccontare come funzionano oggi e perché sono così decisivi è Thierry Neuville, pilota ufficiale della Hyundai i20 N WRC, che nel video qui sotto entra nel dettaglio di una tecnologia evoluta ed essenziale, quanto poco conosciuta.

Dall’alogeno ai LED: una rivoluzione silenziosa

Altro che “faretti”: i light pod sono un sistema di illuminazione avanzato, pensato per garantire visione profonda e lettura precisa della strada quando il sole non c’è. Servono a vedere meglio in tutte le condizioni: da lontano come da vicino, ma anche a capire come cambia il fondo, dove frenare e dove accelerare senza esitazioni.

Chi segue i rally da tempo ricorderà i “fari da miniera” di una volta: grandi, pesanti, alogeni, al massimo due (poi quattro). Oggi è un altro mondo. L’avvento dei LED ha cambiato tutto: più potenza, fasci modulabili, regolazioni millimetriche e ingombri ridotti. Il risultato è un set-up molto più sofisticato e, soprattutto, personalizzabile.

I due Light Pod di profondità vengono regolati in modo diverso per frenate e guda ''full gas''I due Light Pod di profondità vengono regolati in modo diverso per frenate e guda ''full gas''

Come si regolano: largo, profondo, preciso

Il pacchetto luci moderno lavora per funzioni:

  • Luci ad ampio angolo (montate più in basso): illuminano i lati della strada, i fossi, gli alberi, gli ostacoli vicino al punto di corda e aiutano a leggere il fondo subito davanti all’auto.

  • Luci di profondità (Pointer): sono montate più in alto e sono quelle che illuminano più lontano, fondamentali ad alta velocità per capire cosa succede prima che sia troppo tardi.

Ma dire che l'auto ne è semplicemente provvista non esaurisce l'argomento, perché molto dipende da come queste luci vengono regolate. E qui entra in gioco la superficie.

Su asfalto l’auto si muove poco: l'assetto non deve assorbire le buche, per cui è più basso e rigido, contrastando il beccheggio in accelerazione e frenata.

I problemi veri arrivano sullo sterrato, dove l'assetto è per forza più alto e morbido, e accelerazione e frenata fanno beccheggiare la vettura.

Qui si sceglie una regolazione differenziata per i due Pointer: uno punta in basso, per illuminare la strada quando l'auto si impenna in piena accelerazione; l'altro punta in alto, per far luce davanti all'auto quando la frenata farà abbassare il muso. Set-up diversi per vederci sempre.

Le luci di curva, invece, restano uguali su ogni fondo: posizione bassa, laterale, e massima attenzione a ciò che succede vicino all’auto.

Luci di curva sulla Hyundai i20 N del WRCLuci di curva sulla Hyundai i20 N del WRC

Aerodinamica: luce sì, ma senza disturbare

Un tempo i light pod erano inglobati in carenature di carbonio o vetroresina. Oggi no. Perché? Merito dei proiettori a LED, più leggeri e compatti, che consentono di ottimizzare l'aerodinamica.

Il gruppo luci è montato sul frontale, una zona cruciale per i flussi che alimentano l’ala posteriore. Per interferire il meno possibile si usano sottili strutture in alluminio e LED piatti e allungati, che “tagliano” l’aria e preservano le prestazioni. Dettagli? No, differenze sul cronometro.

Neve e nebbia: quando meno è meglio

In condizioni estreme – neve o nebbia – la potenza diventa un’arma a doppio taglio. Ecco perché ogni luce può essere spenta singolarmente.

Nella nebbia, ad esempio, conviene disattivare i fari che illuminano troppo lontano: meglio vedere bene subito davanti, anche perché con la nebbia la velocità si riduce.

L'effetto delle luci aggiuntive Light Pod sulla guidaL'effetto delle luci aggiuntive Light Pod sulla guida

Perché si usano le coperture gialle

Le cover gialle non sono un vezzo estetico. Servono a ridurre l’intensità luminosa, cambiare la tonalità della luce e migliorare così il contrasto su neve e in condizioni di visibilità ridotta.

In rally come la Svezia fanno la differenza tra guidare e… indovinare. Poi, come sempre, entra in gioco il gusto personale: c’è chi cambia set-up in base alle condizioni e chi, come Neuville, preferisce una taratura fissa e collaudata.

Una cosa è certa: nei rally notturni i light pod non sono un accessorio, ma una parte vitale della macchina. Senza, non c’è margine, non c’è sicurezza, non c’è velocità. E quando il cronometro corre nel buio, vedere bene è già metà della vittoria.

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Pubblicato da Emanuele Colombo, 18/02/2026
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