Quando una prova speciale si corre al buio – a sera inoltrata oppure all'alba, o ancora con un meteo capriccioso – il rally cambia faccia. E senza i light pod, le luci supplementari montate sul frontale, andare forte diventa semplicemente impossibile.
A raccontare come funzionano oggi e perché sono così decisivi è Thierry Neuville, pilota ufficiale della Hyundai i20 N WRC, che nel video qui sotto entra nel dettaglio di una tecnologia evoluta ed essenziale, quanto poco conosciuta.
Dall’alogeno ai LED: una rivoluzione silenziosa
Altro che “faretti”: i light pod sono un sistema di illuminazione avanzato, pensato per garantire visione profonda e lettura precisa della strada quando il sole non c’è. Servono a vedere meglio in tutte le condizioni: da lontano come da vicino, ma anche a capire come cambia il fondo, dove frenare e dove accelerare senza esitazioni.
Chi segue i rally da tempo ricorderà i “fari da miniera” di una volta: grandi, pesanti, alogeni, al massimo due (poi quattro). Oggi è un altro mondo. L’avvento dei LED ha cambiato tutto: più potenza, fasci modulabili, regolazioni millimetriche e ingombri ridotti. Il risultato è un set-up molto più sofisticato e, soprattutto, personalizzabile.

Come si regolano: largo, profondo, preciso
Il pacchetto luci moderno lavora per funzioni:
Luci ad ampio angolo (montate più in basso): illuminano i lati della strada, i fossi, gli alberi, gli ostacoli vicino al punto di corda e aiutano a leggere il fondo subito davanti all’auto.
Luci di profondità (Pointer): sono montate più in alto e sono quelle che illuminano più lontano, fondamentali ad alta velocità per capire cosa succede prima che sia troppo tardi.
Ma dire che l'auto ne è semplicemente provvista non esaurisce l'argomento, perché molto dipende da come queste luci vengono regolate. E qui entra in gioco la superficie.
Su asfalto l’auto si muove poco: l'assetto non deve assorbire le buche, per cui è più basso e rigido, contrastando il beccheggio in accelerazione e frenata.
I problemi veri arrivano sullo sterrato, dove l'assetto è per forza più alto e morbido, e accelerazione e frenata fanno beccheggiare la vettura.
Qui si sceglie una regolazione differenziata per i due Pointer: uno punta in basso, per illuminare la strada quando l'auto si impenna in piena accelerazione; l'altro punta in alto, per far luce davanti all'auto quando la frenata farà abbassare il muso. Set-up diversi per vederci sempre.
Le luci di curva, invece, restano uguali su ogni fondo: posizione bassa, laterale, e massima attenzione a ciò che succede vicino all’auto.

Aerodinamica: luce sì, ma senza disturbare
Un tempo i light pod erano inglobati in carenature di carbonio o vetroresina. Oggi no. Perché? Merito dei proiettori a LED, più leggeri e compatti, che consentono di ottimizzare l'aerodinamica.
Il gruppo luci è montato sul frontale, una zona cruciale per i flussi che alimentano l’ala posteriore. Per interferire il meno possibile si usano sottili strutture in alluminio e LED piatti e allungati, che “tagliano” l’aria e preservano le prestazioni. Dettagli? No, differenze sul cronometro.
Neve e nebbia: quando meno è meglio
In condizioni estreme – neve o nebbia – la potenza diventa un’arma a doppio taglio. Ecco perché ogni luce può essere spenta singolarmente.
Nella nebbia, ad esempio, conviene disattivare i fari che illuminano troppo lontano: meglio vedere bene subito davanti, anche perché con la nebbia la velocità si riduce.

Perché si usano le coperture gialle
Le cover gialle non sono un vezzo estetico. Servono a ridurre l’intensità luminosa, cambiare la tonalità della luce e migliorare così il contrasto su neve e in condizioni di visibilità ridotta.
In rally come la Svezia fanno la differenza tra guidare e… indovinare. Poi, come sempre, entra in gioco il gusto personale: c’è chi cambia set-up in base alle condizioni e chi, come Neuville, preferisce una taratura fissa e collaudata.
Una cosa è certa: nei rally notturni i light pod non sono un accessorio, ma una parte vitale della macchina. Senza, non c’è margine, non c’è sicurezza, non c’è velocità. E quando il cronometro corre nel buio, vedere bene è già metà della vittoria.
| Allestimento | CV / Kw | Prezzo |
|---|---|---|
| i20 1.2 MPI MT Techline | 79 / 58 | 19.900 € |
| i20 1.2 MPI MT Connect Line | 79 / 58 | 20.650 € |
| i20 1.0 T-GDI MT Connect Line | 100 / 74 | 21.850 € |
| i20 1.2 GPL MT Connect Line | 80 / 60 | 22.150 € |
| i20 1.0 T-GDI 48V MT Connect Line | 100 / 74 | 22.350 € |
| i20 1.2 MPI MT Prime | 79 / 58 | 22.700 € |
| i20 1.0 T-GDI 48V DCT Connect Line | 100 / 74 | 23.550 € |
| i20 1.0 T-GDI MT Prime | 100 / 74 | 23.700 € |
| i20 1.0 T-GDI MT N Line | 100 / 74 | 23.900 € |
| i20 1.0 T-GDI 48V MT Prime | 100 / 74 | 24.200 € |
| i20 1.0 T-GDI 48V DCT Prime | 100 / 74 | 25.400 € |
| i20 1.0 T-GDI 48V DCT N Line | 100 / 74 | 25.600 € |
Per ulteriori informazioni su listino prezzi, caratteristiche e dotazioni della Hyundai i20 visita la pagina della scheda di listino.
Scheda, prezzi e dotazioni Hyundai i20






