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Spende 38,5 milioni di dollari per una Ferrari 250 GTO e (bontà sua) ci spiega il perché


Avatar di Emanuele Colombo, il 12/03/26

9 ore fa - Ferrari 250 GTO da 38,5 milioni di dollari: l'incredibile storia della Bianco Speciale

Chi spende 38,5 milioni di dollari per una Ferrari 250 GTO? La storia di David Lee, collezionista, che ha vinto l'asta record

Mettere in garage una Ferrari 250 GTO non è roba da collezionisti, è roba da eletti. Ma cosa passa per la testa di chi stacca un assegno da quasi 40 milioni di dollari? Adrenalina da ring, calcoli da investitore e quella voglia matta di non lasciare l'auto sotto una teca di vetro.

Diciamocelo chiaramente: la Ferrari 250 GTO non appartiene alla categoria dei sogni. È oltre. È l’unicorno che tutti inseguono ma che pochissimi hanno il privilegio di vedere dal vivo, figuriamoci di guidare. Eppure, a volte, i miracoli accadono.

O meglio, accadono se hai il coraggio (e il conto in banca) per scendere nell'arena. Perché, come dice il protagonista di questa follia a quattro ruote: ''Se non compri il biglietto, non vincerai mai alla lotteria''.

Ferrari 250 GTO Bianco Speciale nel garage di David Lee - Da un fotogramma del videoFerrari 250 GTO Bianco Speciale nel garage di David Lee - Da un fotogramma del video

Un’asta come un match di MMA

Il palcoscenico è quello di Mecum Auctions. L’auto? Una 250 GTO del 1962, telaio ''Bianco Speciale''. Non la solita ''Rossa'', ma un pezzo di storia che sembra uscito da un film. Al telefono c’è David Lee, il re dei gioielli e dell'orologeria di lusso (Hing Wa Lee), assistito dal suo braccio destro Kevin Cohen.

L'atmosfera? Non quella ovattata dei salotti buoni, ma quella elettrica di un combattimento della UFC. ''C'erano tutti gli occhi del mondo addosso a me'', racconta Kevin, l'uomo col cappellino bianco che ha gestito i rilanci mentre David era rintanato in una stanza silenziosa a chilometri di distanza.

La tensione sale: 33 milioni, 34, 34 e mezzo. Poi il colpo di martelletto fatale: 35 milioni di dollari, che diventano 38,5 milioni coi diritti d'asta. Una cifra che per David ha lo stesso sapore di quando, 31 anni fa, Rolex lo scelse come rivenditore autorizzato per il suo gruppo: ''Sapevo che quel momento avrebbe cambiato la mia vita per sempre''.

Ferrari 250 GTO Bianco Speciale all'asta da Mecum - Da un fotogramma del videoFerrari 250 GTO Bianco Speciale all'asta da Mecum - Da un fotogramma del video

Perché proprio questa? Questione di ''manutenzione'', non di restauro

Ma perché spendere il PIL di un piccolo Stato per questa specifica GTO? David non ha dubbi: è l'originalità. E qui entriamo nel tecnico. Questa 250 GTO è stata curata, riparata, rifinita, ma mai restaurata. ''Molti pensano che se un'auto è stata verniciata non sia più originale. Non è vero. Un'auto è originale finché non viene smontata pezzo per pezzo e ricostruita''.

Questa è un’auto da corsa che è stata mantenuta con amore. Ha ancora il suo volante originale (che il precedente proprietario teneva in una scatola per non graffiarlo) e un pedigree che parla da solo.

Sotto il cofano batte un motore certificato Ferrari Classiche, mentre in una cassa a parte viaggia il motore originale ''elaborato'' per le corse. Un set completo per chi non vuole solo guardare, ma sentire il ruggito del V12.

Basta polvere: la GTO deve correre (anche ai raduni di provincia)

La notizia più bella, però, è un’altra. Se pensi che un investimento da 38 milioni finirà sepolto in un caveau sotterraneo, ti sbagli di grosso. David ha le idee chiarissime: ''Non ho paura di guidarla. Qualcuno organizzerà un raduno e improvvisamente vedrà spuntare una 250 GTO. Non ci crederanno, ma io sarò lì''.

L'obiettivo è creare contenuti, mostrarla ai concorsi d'eleganza, portarla in strada. Perché una Ferrari, anche se vale quanto un jet privato, resta una macchina. E una macchina che non corre è un’anima in pena.

E con questo, David dimostra di essere uno che ha il coraggio di infrangere le regole. Nel mondo dei super-collezionisti, la regola è il silenzio. Chi compra una GTO di solito sparisce in un caveau svizzero.

Il fatto che David Lee si metta a spiegare la differenza tra ''mantenuta'' e ''restaurata'' o che dichiari di volerla guidare ai raduni è, oggettivamente, un atto di generosità verso gli appassionati. Anche se magari qualcuno di essi finirà per rosicare un po'.

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Pubblicato da Emanuele Colombo, 12/03/2026
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