LA SFIDA AL CRONOMETROSi sa, i record sono fatti per essere battuti e oggi dobbiamo mettere a referto un nuovo primato. Parliamo di auto, anzi di hypercar di serie, e la prova è di quelle importanti poiché si tratta del giro più veloce mai messo a segno sui 20 km del Nürburgring, l’indiavolato toboga tedesco dove quasi tutti i costruttori portano i loro modelli più performanti per sfidare il cronometro. Una supremazia che dà lustro alla macchina, al pilota, alla Casa e che viene celebrata più o meno come la vittoria di un’importante gara internazionale. Ma veniamo ai fatti perché, questa volta, l’impresa è da circoletto rosso.

LE CONDIZIONI NON ERANO OTTIMALIMercedes ha confermato che, mentre il tempo era soleggiato, la pista era ancora umida e in parte sporca in alcune zone, rendendo l’impresa ancora più ardua all’esperto pilota. C'è stato anche un problema logistico, nel senso che il team ha avuto meno di un'ora di tempo per completare il tentativo di record, motivo per cui la casa automobilistica ha portato due esempi di hypercar sul Ring. Infine, la data: il record è stato stabilito il 28 ottobre esattamente alle 17:14, appena un minuto prima della chiusura del tracciato.Il pilota DTM e brand ambassador Mercedes-AMG Maro Engel ha dichiarato: “È stata davvero un'esperienza indimenticabile. Non mi aspettavo che saremmo stati in grado di fare un tale tempo sul giro con queste condizioni della pista. In alcune zone cruciali non era ancora asciutta completamente ed era quindi difficile gestire le reazioni dell’auto. Quella è stata una sfida speciale”. Engel ha anche commentato che l'AMG One è “sicuramente più a suo agio su un circuito da Gran Premio che sulla Nordschleife” a causa della lunghezza della pista, il che significava che doveva fare un uso intelligente della funzione DRS e massimizzare il recupero di energia in frenata.

Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.








