Pubblicato il 21/08/20

CHI SALE E CHI SCENDE La prima parte della stagione 2020 di F1 ha evidenziato il nuovo dominio della Mercedes, tornata a un livello di superiorità sui rivali paragonabile ai primi anni dell'avvento delle power-unit ibride, e il contemporaneo crollo delle prestazioni della Ferrari, duramente colpita dalle direttive tecniche emesse dalla FIA dopo le indagini sulla sua unità di potenza avvenute a partire dall'autunno del 2019. Proprio le verifiche della Federazione sul funzionamento del motore del Cavallino Rampante, lo scorso anno vero punto di forza della Rossa, hanno portato al discusso accordo firmato tra le due parti a inizio marzo, di cui non sono mai stati rivelati i dettagli.

L'ACCORDO INIZIA A DARE I SUOI FRUTTI Nel comunicato che sanciva la conclusione delle indagini sul motore della casa di Maranello era però presente un passaggio che, riletto ora alla luce degli ultimi eventi, comincia ad assumere un particolare significato: ''La FIA e la Scuderia Ferrari hanno concordato una serie di impegni tecnici che miglioreranno il monitoraggio di tutte le power-unit per le prossime stagioni di campionato''. Proprio questo monitoraggio sta portando ora i suoi frutti, andando probabilmente a colpire i rivali della scuderia italiana.

F1 GP Cina 2019, Shanghai: Toto Wolff (Mercedes) e Mattia Binotto (Ferrari)

NIENTE PIU' PARTY Il primo esempio è quello del divieto di utilizzo di mappature del motore differenti tra qualifica e gara, con l'addio al celebre ''party mode'' utilizzato dalla Mercedes nella Q3, che dovrebbe entrare in vigore tra i prossimi appuntamenti di Spa e Monza. Il divieto è stato pensato dopo che la Ferrari avrebbe fornito (condizionale necessario dati i lati oscuri dell'accordo) alla FIA una serie di indicazioni su come ottenere mappature diverse. Questo ha portato la Federazione a chiedere dei chiarimenti a riguardo agli altri tre costruttori di power-unit, ossia Mercedes, Honda e Renault. Di conseguenza è stato deciso di introdurre il divieto.

ANCHE L'ERS NEL MIRINO Pochi giorni dopo la notizia della probabile introduzione di questa nuova norma, è emerso un nuovo fronte di battaglia. Al centro delle attenzioni c'è adesso l'ERS (Energy Recovery System), ossia la parte elettrica della power-unit che comprende MGU-H, MGU-K, batterie e sistema di controllo. In questo caso, la Ferrari avrebbe effettuato dei test avanzati con i tecnici della FIA per mostrare loro come sia possibile aumentare la potenza elettrica in qualifica, mascherando le misurazioni dei sensori posti dalla Federazione.

F1, GP Gran Bretagna 2019: Mattia Binotto (Ferrari) e Chris Horner (Red Bull)

DA VITTIMA A CARNEFICE Le informazioni fornite dalla Ferrari andrebbero a danneggiare i principali rivali della Rossa. Il divieto al ''party mode'' colpirebbe in particolare la Mercedes, che in questi giorni si è affrettata a dichiarare di non temere contraccolpi dalla novità regolamentare, mentre l'uso anomalo dell'ERS danneggerebbe soprattutto i motorizzati Honda, quindi Red Bull e Alpha Tauri. In pochi mesi abbiamo così assistito a un ribaltamento dei ruoli della Ferrari: da grande inquisita che opera ai limiti del regolamento (se non oltre), a collaboratrice della FIA per stanare e colpire le soluzioni illegali degli avversari.


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