Pubblicato il 03/03/2020 ore 17:40

IL COMUNICATO Non accennano a placarsi, soprattutto sulla stampa estera, le polemiche circa il comunicato diramato venerdì sera dalla FIA circa l'accordo raggiunto tra Federazione e Ferrari sulla vicenda Power Unit che aveva lasciato una coda velenosa alla stagione 2019. Le parole della FIA, che vi riportiamo di seguito, si prestano a diverse interpretazioni: ''La FIA annuncia che, dopo approfondite indagini tecniche, ha concluso la sua analisi sul funzionamento della power-unit della Scuderia Ferrari e ha raggiunto un accordo con il team. Le specifiche dell'accordo rimarranno tra le parti. La FIA e la Scuderia Ferrari hanno concordato una serie di impegni tecnici che miglioreranno il monitoraggio di tutte le unità di potenza per le prossime stagioni di campionato, oltre ad assistere la FIA in altri compiti normativi in F1 e nelle sue attività di ricerca sulle emissioni di carbonio e combustibili sostenibili''.

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LA PRIMA INTERPRETAZIONE Quella frase che abbiamo evidenziato in grassetto circa la segretezza dell'accordo, starebbe a indicare il fatto che non sia stato trovato nulla di realmente irregolare sulla Power Unit di Maranello, altrimenti si sarebbero dovute rendere partecipi dei risultati anche alle altre scuderie, che invece con questo comunicato sono informalmente invitate a non riprendere l'argomento nelle sedi istituzionali. E così finora è stato, visto che Red Bull e Mercedes in primis, non hanno emesso alcun tipo di comunicato ufficiale sulla vicenda. È evidente però come un testo così criptico si presti anche ad altre interpretazioni, e così sulla stampa britannica e su quella tedesca si parla del comunicato come una sorta di ultimo avvertimento alla Ferrari, invitata a non trovare altre soluzioni analoghe, pena provvedimenti più pesanti in futuro.

PROPRIETÀ INTELLETTUALE A riprova di ciò le testate riportano il calo delle prestazioni evidenziato sulla Power Unit della casa italiana agli ultimi test di Formula 1 a Barcellona, dove i dati indicavano un ritardo di Ferrari su Honda, Mercedes e Renault. Eppure non è ancora chiaro se invece - al di là di quanto dichiarato da Binotto - non sia stata una scelta quella della Ferrari di non scoprire le carte e lavorare con un motore depotenziato per allungarne la vita e curarne l'affidabilità. In fondo la riservatezza dell'accordo potrebbe anche essere stata mantenuta per salvaguardare la proprietà intellettuale della casa di Maranello, un po' come nel caso DAS Mercedes, ossia: entrambe le auto sono regolari secondo la FIA, ma per scoprire il funzionamento dei rispettivi dispositivi realizzati, che siano motoristici o di guida, gli avversari ci dovranno arrivare da soli.

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PALETTI DELLA FIA Dall'Italia invece l'apprezzato giornalista Giorgio Terruzzi ipotizza sulle colonne del Corriere della Sera, uno scenario leggermente diverso circa le indagini della Federazione: ''Controlli che non hanno evidenziato irregolarità ma che devono aver spinto la Fia a porre qualche paletto in quella zona grigia dentro la quale ogni team sguazza da sempre. Da qui, alcune domande: c’è un nesso tra questa attività e la lentezza che manifesta proprio ora la Ferrari sulle rette? [...] C’è un nesso tra questa voglia di controllo e l’improvvisa fragilità dei motori Mercedes, sospettata a sua volta di «bruciare» olio, scopo miglioramento della prestazione? [...] Molte verità: i grandi team sono ai ferri corti da tempo e le prestazioni in pista sono connesse a una guerra sotterranea feroce, alla viglia di un accordo che dovrà stabilire regole e denari futuri.''


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