Pubblicato il 13/01/21

CRISI COVID Se non ci fosse stata una pandemia globale a mettere il mondo del motorsport (e non solo) in stand-by, in questo momento saremmo tutti in fibrillazione nell’attesa di conoscere finalmente il volto delle nuove monoposto di Formula 1. Proprio nel mondiale 2021 avrebbero infatti dovuto debuttare le auto della rivoluzione tecnica tanto voluta da Liberty Media, il cui esordio è ufficialmente slittato al 2022 per contenere le gravi ricadute su team e costruttori di una stagione a lungo in bilico – e poi completata con diverse gare in meno rispetto ai piani iniziali, quasi tutte andate in scena senza pubblico – a causa dell’emergenza sanitaria. E se l’arrivo delle nuove regole ritardasse ancora di un altro anno?

Rendering ufficiale monoposto F1 2022

IDEA 2023 Le squadre, di concerto con gli organizzatori del mondiale, si sono ritrovate a discutere e poi ad accettare – il team principal della Ferrari, Mattia Binotto, lo scorso anno aveva dichiarato di averlo fatto per senso di responsabilità nei confronti della categoria – un congelamento dello sviluppo delle monoposto 2020 e un sistema a gettoni per contingentare le novità (e dunque contenere le spese) sulle auto del 2021 che debutteranno il prossimo 28 marzo nel Gp del Bahrain. Secondo quanto riportato nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, tuttavia non sarebbe da escludere l’ipotesi di un nuovo slittamento della rivoluzione tecnica al 2023.

Rendering ufficiale monoposto F1 2022

LE RAGIONI I motivi alla base di una scelta del genere, che peraltro era già stata discussa (e poi bocciata) prima del via del mondiale 2020, sono facilmente intuibili: la progettazione e la realizzazione di vetture così diverse dalle attuali è la voce più consistente a bilancio delle scuderie, che quest’anno avranno anche entrate ridotte considerando le gare in meno disputate nello scorso campionato. E neanche l’introduzione del budget cap sembra poter essere la soluzione al problema, considerando che i team più piccoli e in difficoltà, come Williams e Haas, non si avvicinano neppure lontanamente ai 145 milioni di dollari consentiti per una stagione escludendo i costi di piloti, top manager e power unit.

Rendering ufficiale monoposto F1 2022

LA SMENTITA A stretto giro di posta, in mattinata è anche arrivata la smentita di Liberty Media. La società che organizza il campionato e che detiene i diritti commerciali della Formula 1 per il momento ha infatti negato l’ipotesi di un’imminente votazione – secondo Gazzetta prevista per il mese di febbraio – circa il rinvio al 2023 dell’ingresso delle nuove regole. Stando a quanto riportato dal giornalista britannico Chris Medland, un portavoce della F1 ha infatti commentato la notizia sostenendo come l’ipotesi di un altro slittamento sarebbe “sbagliata e non in discussione”. Una buona news, se davvero così fosse, soprattutto per tutte quelle scuderie – Ferrari in testa, che tra l’altro potrebbe far valere eventualmente il diritto di veto sulla proposta – che si sono trovate a dover accettare il congelamento dei regolamenti attuali per evitare il crollo della baracca e per le quali il mantenimento dello status quo sarebbe decisamente dannoso sul piano dei risultati sportivi.


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