Pubblicato il 04/08/20

FORTUNA MA NON SOLO Nel rocambolesco finale del GP Gran Bretagna si è sottolineato molto il ruolo della fortuna nei diversi destini di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas: il primo è riuscito a mantenere il primo posto fin sotto alla bandiera a scacchi, il secondo forando nel terz'ultimo giro è scivolato dal secondo all'undicesimo posto finale. Il sei volte campione del mondo non ha avuto dalla sua solo la buona sorte però, ma è stato in grado di compiere un'impresa a cui va riconosciuto il giusto valore.

DUE GIRI CHE FANNO LA DIFFERENZA Entrambi i piloti si erano fermati a cambiare le gomme al termine del giro 13, mentre la gara veniva neutralizzata dalla Safety Car a seguito dello spaventoso incidente occorso a Daniil Kvyat, montando gomme dure nuove. Proprio quest'oggi, Pirelli ha comunicato le concause che hanno determinato i cedimenti degli pneumatici negli ultimi chilometri di gara. Per quanto riguarda i due piloti Mercedes, aggiungiamo che la foratura anticipata sulla monoposto di Bottas può essere stata accelerata dai tanti giri percorsi a poco più di un secondo di distacco da Hamilton, mentre quest'ultimo ha potuto godere di pista libera, stressando quindi meno le coperture. Il problema per il britannico si è presentato nel corso dell'ultimo giro, diventando evidente mentre la Mercedes numero 44 usciva da curva 7, avviandosi in quello che era il vecchio rettilineo di partenza di Silverstone.

F1, GP Gran Bretagna 2020: Lewis Hamilton affronta le ultime curve su tre ruote

I NUMERI DELL'IMPRESA Hamilton doveva dunque amministrare circa 34 secondi di vantaggio su Max Verstappen percorrendo più di metà giro su tre ruote, compresa la caratteristica e impegnativa sequenza di curve veloci Maggots-Becketts-Chapel e il successivo lungo rettilineo dell'Hangar Straight. Proprio in questo tratto, Hamilton ha toccato i 230 km/h con una macchina pericolosamente in bilico, prima di affrontare in maniera molto pulita le ultime quattro curve del tracciato, con una vettura che toccava sempre più l'asfalto lasciando una scia di scintille. Verstappen, fermatosi per sicurezza a montare gomme Soft usate subito dopo il problema occorso a Bottas, si è nel frattempo scatenato, facendo segnare il giro più veloce in gara nell'ultimo passaggio con il crono di 1:27.097, tagliando il traguardo a poco meno di sei secondi dal leader del mondiale. Per difendere il successo, Hamilton nel giro finale ha fatto segnare un tempo di 1:55.484. Per contestualizzarlo, vi basti sapere che si tratta di una prestazione di 7 secondi migliore rispetto alla pole position della Porsche SuperCup, o se preferite superiore di 9 secondi al miglior tempo in qualifica delle Formula 3. Insomma, c'è tanto del talento del sei volte campione del mondo in questo risultato ed è giusto riconoscerne i grandi meriti.

 


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