Pubblicato il 05/06/20

AMERICANI CONVERTITI ALL'IBRIDO Proprietario di lunga data del team che porta il suo nome, Roger Penske ha recentemente completato l'acquisto della serie IndyCar, nonché dell'Indianapolis Motor Speedway. L'ex pilota americano vuole assolutamente portare un terzo motorista nella categoria che vada ad affiancare Honda e Chevrolet, storici protagonisti della serie. Per questo motivo, l'IndyCar ha in programma di passare ai propulsori ibridi a partire dalla stagione 2022. Una novità che sembra sortire i suoi effetti, dato che la Ferrari sta seguendo con interesse il progetto.

L'INTERESSE FERRARI L'introduzione del budget cap in F1 costringerà il team di Maranello a una redistribuzione del personale fin qui impegnato nel Circus. Prima della definizione finale del tetto di spesa, fissato per il 2021 a 145 milioni di dollari, Mattia Binotto aveva già dichiarato che il Cavallino Rampante avrebbe valutato un programma nella IndyCar o nel WEC per evitare di dover ricorrere a dei licenziamenti. Penske ha confermato che i contatti tra la Ferrari e la sua categoria sono già avvenuti: ''Ovviamente stiamo cercando di aggiungere potenzialmente altri produttori - ha dichiarato alla radio SiriusXMProbabilmente lo avrete sentito, ci sono state delle discussioni con la Ferrari. Potrebbe essere interessata a unirsi alla serie dal 2022, quando avremo le nuove regole sul motore, e sarebbe una grande risorsa avere un terzo produttore nella categoria''.

Roger Penske, proprietario dell'IndyCar

EFFETTO PENSKE La Lotus è stata l'ultima casa a provare l'avventura in IndyCar come motorista, ma ha alzato bandiera bianca dopo una sola stagione, nel 2012. Il nuovo motore che verrà introdotto nel 2022 è destinato a raggiungere i 900 cv di potenza. Verrà anche sostituito l'attuale telaio Dallara, utilizzato proprio dal 2012 e via via modificato. L'idea è quella di contenere i costi con un processo graduale di introduzione di un nuovo telaio, spalmato su sei anni. L'acquisto della categoria da parte di Penske è stato un toccasana per l'IndyCar: dalla conclusione dell'operazione, il montepremi della 500 Miglia di Indianapolis è salito fino a 15 milioni di dollari.


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