Pubblicato il 10/06/20

LEIT MOTIV DI RITORNO Lo stop forzato imposto dalla pandemia di Covid-19 aveva messo in disparte uno degli argomenti caldi dell'inverno della F1, ossia le polemiche relative all'accordo raggiunto tra FIA e Ferrari al termine delle indagini sulla power-unit di Maranello effettuate dai tecnici della Federazione. La pubblicazione nei giorni scorsi di un paio di nuove direttive tecniche inerenti l'ERS e il consumo di olio, ritenute figlie di quel fumoso accordo, ha riportato l'attenzione sull'argomento, soprattutto da parte degli avversari della Rossa.

MANCATA TRASPARENZA Il boss della Renault, Cyril Abiteboul, ha dichiarato a F1-insider: ''Questo argomento non è ancora stato chiuso''. Andreas Seidl, team principal della McLaren, a sua volta ha aggiunto: ''La Ferrari avrebbe potuto essere più trasparente''. La contestazione principale da parte delle altre scuderie riguarda il fatto che nulla sia stato reso pubblico dell'accordo raggiunto tra FIA e Ferrari. Come spiegato in un secondo momento da Jean Todt, presidente della Federazione, ciò non è stato possibile per la netta opposizione da parte della casa di Maranello.

F1: l'amministratore delegato della Ferrari, Louis Camilleri, discute con il presidente della FIA, Jean Todt

LA RED BULL NON MOLLA Ovviamente, le maggiori rimostranze sono arrivate dalla Mercedes e dalla Red Bull motorizzata Honda. Per quest'ultima si è espresso Helmut Marko, sempre poco tenero sull'argomento: ''A causa del coronavirus, sfortunatamente abbiamo dovuto affrontare altre cose. Ciò non significa però che non continueremo a lavorare su questo accordo tra la FIA e la Ferrari quando le cose torneranno alla normalità''.


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