Pubblicato il 07/06/20

L'ULTIMO BALLO Si parla molto del possibile ritorno in F1 di Fernando Alonso. Lo spagnolo, la cui ultima apparizione nel Circus risale al GP Abu Dhabi 2018, è tra i candidati al sedile lasciato libero in Renault da Daniel Ricciardo, il quale il prossimo anno andrà a sostituire Carlos Sainz in McLaren. Una candidatura confermata anche dai vertici del team della casa francese, ma che non è detto che si concretizzi. Abbiamo parlato di questa possibilità con Gian Carlo Minardi, ossia colui che all'alba del nuovo millennio fece esordire in F1 il poco più che maggiorenne Fernando, il quale adesso è chiamato a decidere se concedersi un ultimo ballo in F1 alla soglia dei 40 anni.

SCELTE SBAGLIATE Alonso in carriera ha vinto due titoli mondiali, ma spesso ha anche sbagliato nella scelta dei team per cui correre. Dall'approdo in McLaren del 2007, interrotto dopo una sola movimentata stagione e costatogli due anni in una Renault non più al vertice, al secondo approdo a Woking tramutatosi nel disastroso triennio 2015-2018, lo spagnolo ha sprecato molti campionati su monoposto poco competitive, principalmente per bizze legate al suo carattere. Ospite del nostro podcast RadioBoxMinardi - che ha ancora grande stima per le qualità del suo ex pupillo - lo ha invitato ad evitare di commettere un altro errore: ''Lui per me è ancora oggi, assieme ad Hamilton, il miglior pilota in assoluto. Credo che ad armi pari se la giocherebbe ancora con Lewis, perché in modo particolare ha una visione della gara che nessun altro ha in questo momento in F1. Detto questo, se va in Renault è l'ennesimo errore che può fare''.

IL CONSIGLIO Bocciata l'opzione Renault, Minardi suggerisce ad Alonso di continuare a fare quello che ha fatto negli ultimi anni, gareggiando e spesso vincendo in altre categorie come il WEC (compresa la 24 Ore di Le Mans, vinta due volte con la Toyota), l'IndyCar (con la 500 Miglia di Indianapolis ultimo obiettivo che gli manca per completare la prestigiosa Tripla Corona) o la Dakar: ''Uno come lui, a 38-39 anni, può andare solo in un top team - ma purtroppo non ci sono spazi - e dimostrare chi è veramente, cambiando anche la mentalità e il modo di proporsi. Sotto questo aspetto 1-2 anni sabbatici possono aver inciso favorevolmente su quello che è il carattere. La sua carriera, con altre scelte di carattere sportivo, sarebbe stata decisamente migliore in termini di titoli mondiali vinti, al di là dei due persi in extremis al volante della Ferrari. Se fossi lui farei altro, mi divertirei a fare altro e non tornerei in F1''.


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