Mercedes spiega cosa ha "spezzato" la schiena di Hamilton a Baku
F1 2022

Mercedes e la W13 spaccaschiene: il problema è il bouncing, non il porpoising


Avatar di Luca Manacorda , il 16/06/22

2 settimane fa - L'analisi della scuderia campione del mondo sui problemi di Baku

L'analisi della scuderia campione del mondo su quanto accaduto nel GP Azerbaijan, con i piloti usciti doloranti dalle monoposto

PROBLEMA DURATURO Gli appassionati di F1 quest'anno sono ormai abituati a sentir parlare ogni weekend di termini come porpoising e bouncing. L'utilizzo di questi termini è strettamente legato all'introduzione del nuovo regolamento tecnico che ha riportato le monoposto a effetto suolo sui circuiti di tutto il mondo: fin dai primi test invernali a Barcellona è stato evidente come queste macchine saltellassero notevolmente sui tratti di rettilineo. Nonostante la tecnologia, le risorse e gli ingegneri disponibili, dopo 4 mesi il problema non è stato ancora risolto, come ha ben evidenziato il recente GP Azerbaijan.

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LE COLPE DELLE PISTE La Mercedes è la scuderia che più di tutte soffre per questi rimbalzi continui e il verbo soffrire non è mai stato più adatto: George Russell e soprattutto Lewis Hamilton sono apparsi molto doloranti al termine dell'ultima gara disputata a Baku, quando addirittura non potevano comunicare via radio nei tratti di rettilineo proprio perché sottoposto ai continui sobbalzi della W13. Nella consueta analisi post gara di James Vowles, capo degli strateghi del team campione del mondo, è stato spiegato cosa è accaduto in Azerbaijan: ''C'è sicuramente una casa legata alle pista ed è in funzione di quanto siano lisci l'asfalto e il layout del circuito. Dire che Baku è sicuramente il peggiore dei circuito che abbiamo visto finora, mentre Barcellona è probabilmente il migliore. Quindi, questi due circuiti hanno messo in risalto i punti di forza e debolezza del nostro pacchetto. Ma vale la pena dedicare un po' di tempo a spiegare il porpoising e il bouncing, parole forse pronunciate con un po' troppa associazione di essere la stessa cosa, come non è invece del tutto''.

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DAL PORPOISING AL BOUNCING Vowles è dunque sceso nel dettaglio, spiegando perché in Spagna la Mercedes era una vettura quasi stabile e in Azerbaijan un vero inferno per i due piloti: ''A Barcellona la macchina era stabile, robusta e potevamo abbassarla. Questa è la chiave: siamo riusciti a creare un pacchetto su cui aerodinamicamente potevamo lavorare molto di più, potevamo lavorare con l'assetto e potevamo abbassare l'auto in termini di altezza da terra ricavandone prestazioni. A Monaco e a Baku, quello che purtroppo abbiamo scoperto è un secondo problema che era stato mascherato dal primo. Sono fiducioso che abbiamo fatto un passo avanti in termini di porpoising, ma abbiamo chiaramente del bouncing verso l'esterno. Sembra quasi identico, ma c'è una sottile differenza tra i due''.

ROMPICAPO CONTINUO Il rompicapo per la Mercedes diventa così sempre più complesso: se si abbassa la W13 per limitarne il caratteristico porpoising, si finisce per esporla maggiormente alle irregolarità del fondo che finiscono per innescare il rimbalzo: ''Quello che sta succedendo ora è che l'auto è più bassa, come risultato della risoluzione del primo problema, ma ora il fondo viene colpito abbastanza forte e questo sta creando il rimbalzo che si vede in questo momento - ha concluso Vowles - Ancora una volta, provi ad estrarre prestazioni facendo girare la macchina bassa, ma il problema è molto diverso e più la pista è accidentata più la modifica sta chiaramente avendo un effetto che è quello che abbiamo visto a Baku''.


Pubblicato da Luca Manacorda, 16/06/2022
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