Pubblicato il 27/06/20

FERITA APERTA Quando si guarda al recente passato, tra i tanti mondiali sfumati in extremis alla Ferrari, parlando di quello del 2008 una larga fetta della tifoseria del Cavallino Rampante punta il dito contro Timo Glock. La colpa del tedesco fu quella di lasciarsi superare in maniera agevole da Lewis Hamilton nel corso dell'ultimo giro del GP Brasile, togliendo a Felipe Massa il titolo temporaneamente conquistato con la vittoria della gara. Abbiamo provato a luce una volta per tutte sulla questione, chiedendo al brasiliano la sua opinione sui fatti di quell'anno nel corso della sua ospitata nel nostro video podcast RadioBox.

F1, GP Brasile 2008: Lewis Hamilton (McLaren) in battaglia con Timo Glock e Jarno Trulli (Toyota)

NESSUN DUBBIO SU GLOCK Riavvolgendo il nastro a quella stagione, Massa spiega perché ritiene le teorie cospirazionalistiche su Glock: ''Nello stesso anno sono due le gare in cui è successo qualcosa di strano. Onestamente, io preferisco restare sempre il più possibile con i piedi per terra e capire le cose che succedono usando il cuore. Quello che è successo con Timo Glock per me non è stata una cosa fatta apposta, anche perché non c'è neppure un motivo per questo. Lui è tedesco ed Hamilton è inglese, lui correva per la Toyota, Hamilton per la McLaren. Non c'era neanche un motivo per dire che loro sono amici, sono di famiglia, sono fratelli... non c'era un motivo per pensare questo. È stata una gara difficile, con la pioggia che aumentava alla fine. Glock aveva le gomme da asciutto e gli altri da bagnato, questo è quello che ho dentro al mio cuore''.

L'INGIUSTIZIA DI SINGAPORE Se Massa chiude ancora una volta ogni polemica su Interlagos 2008, diverso è il discorso per un gran premio di qualche settimana prima. Parliamo del GP Singapore, altra gara che il brasiliano stava vincendo e condizionata dall'incidente di Nelson Piquet al tredicesimo giro. Un incidente che, l'anno dopo, si scoprì essere stato organizzato dallo stesso brasiliano assieme a Flavio Briatore e Pat Symonds, team principal e direttore tecnico della Renault, per permettere a Fernando Alonso di lottare per la vittoria. Vittoria che puntualmente arrivò, mentre Massa rimase a secco di punti dopo che al rifornimento gli fu dato semaforo verde con il bocchettone ancora attaccato alla sua Ferrari: ''La gara di Singapore invece no, quella è stata una situazione completamente fatta apposta, senza cuore - ha dichiarato Massa - Questo per me fa male ancora oggi, abbiamo visto tante cose che sono successe nel mondo dello sport, come la corruzione, e la gente per quello ha pagato. Invece per ciò che è successo in quella gara alla fine nessuno ha pagato (Piquet ricevette l'immunità in cambio della confessione, mentre Symonds e Briatore patteggiarono una squalifica fino al 2013, ndr). Una gara che non ha un risultato giusto perché è successo qualcosa per sarebbe dovuta essere annullata. Questo non è successo, alla fine non c'è stato un risultato di giustizia, e fa male perché non fa parte dello sport che la gente vuole vedere''.

F1, GP Brasile 2008: Felipe Massa (Ferrari) sul podio

LA SFORTUNA DI BUDAPEST Abbiamo ricordato a Massa un'altra gara cruciale di quella stagione, il GP Ungheria, dove la sua vittoria andò letteralmente in fumo assieme al motore della sua Ferrari a pochi chilometri dalla fine: ''Quello che è successo a Budapest fa parte delle gare, dello sport. Problemi tecnici, problemi meccanici, tanti piloti li hanno avuti e per questo hanno perso anche dei campionati. Questo fa parte dell'automobilismo, mentre quello che è successo a Singapore invece no. In Ungheria era una gara dove avevo la vittoria in tasca. Avevo fatto una gara meravigliosa, partendo terzo e superando Hamilton e Kovalainen alla partenza, in prima curva, anche con un bel sorpasso su Hamilton all'esterno in curva 1. Poi, alla fine, ho rotto il motore a tre giri dalla bandiera a scacchi, quando avevo la vittoria in tasca''.


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