Pubblicato il 30/04/20

PIANI DA RIVEDERE Lo stravolgimento del calendario 2020 di F1 a causa della pandemia di coronavirus avrà ripercussioni anche dal punto di vista delle gomme. La decisione di posticipare l'introduzione dei nuovi regolamenti dal 2021 al 2022, infatti, da un lato porterà i team ad utilizzare per tre anni consecutivi gli pneumatici Pirelli adottati a partire dal 2019, dall'altro ritarderà il debutto delle nuove gomme con cerchi da 18 pollici. Il tutto con ripercussioni importanti sul lavoro che deve portare avanti la casa milanese, impegnata così su due fronti quando invece i programmi iniziali prevedevano per questi mesi un impegno concentrato solo sui nuovi pneumatici.

VITA ALLUNGATA Ne abbiamo parlato con Mario Isola, responsabile F1 & Car Racing di Pirelli, ospite questa settimana del nostro video podcast RadioBox. Riguardo alle attuali gomme, la possibilità di riaprirne lo sviluppo verrà presa dopo un confronto con i dati forniti dalle scuderie: ''Non era sicuramente in previsione di usarle per un periodo di tempo così lungo - ha ricordato Isola - Per fare questo tipo di valutazione abbiamo bisogno dell'aiuto delle squadre, che ci forniscono e ci forniranno delle simulazioni per capire, in una situazione di sviluppo normale, quali sono le prestazioni attese per la fine del 2021. Questo si traduce in forze ed energia che vanno sulle gomme, per capire come le nostre gomme possono arrivare al termine del prossimo anno. Ciò ci permetterà anche di capire se dovremo fare un piccolo sviluppo o se potremo usare le gomme attuali, magari incrementando la pressione, limitando un po' di più i camber eccetera...''

Leclerc riceve da Mario Isola il trofeo del poleman

UN 2021 CON PIU' DEGRADO Questi ragionamenti vanno a incastrarsi all'interno di un anno del tutto particolare che lascia ben poco margine di manovra, come ha evidenziato Isola: ''Il 2020 sarà un anno strano: partendo così tardi e con così tante gare concentrate, forse lo sviluppo delle macchine rispetto a un anno normale sarà un po' inferiore, perché i team hanno meno tempo e forse meno risorse da dedicare. In più, la FIA sta lavorando a una serie di regole per limitare lo sviluppo delle prestazioni e anche i costi. Tutto questo va nella direzione di capire cosa succederà da oggi a fine 2021 e di conseguenza, per noi, capire se va riaperto il discorso dello sviluppo delle attuali gomme da 13 pollici che era stato chiuso a metà dello scorso anno. Ciò perché a settembre eravamo partiti a sviluppare quelle da 18 pollici, dato il tipo di impegno che richiede questo prodotto. Tendenzialmente la preferenza è per mantenere le gomme attuali, perché sarà molto difficile pensare di avere delle sessioni di test dedicare alle gomme in un campionato che magari sarà di 15-16 o 18 gare in pochi mesi. Anche le grandi squadre saranno super impegnate nel campionato, dubito che ci siano spazi per fare dei test dedicati agli pneumatici, dunque meglio se riusciamo a trovare una soluzione intelligente per mantenere queste gomme anche l'anno prossimo. Poi ci saranno un po' più di degrado e di surriscaldamento, ma mettiamoci il cuore in pace, questo è quello che probabilmente succederà''. 

GLI OBIETTIVI DELLE GOMME DA 18 POLLICI Il coronavirus ha fermato anche il lavoro di sviluppo sui nuovi pneumatici con cerchi da 18 pollici. Isola ci ha spiegato quali sono le nuove scadenze e gli obiettivi perseguiti per queste coperture che debutteranno nel 2022: ''Con le gomme da 18 pollici siamo arrivati ad aver identificato una costruzione di base e abbiamo già dato alle squadre un pacchetto di dati su questa base di sviluppo. L'idea era di partire, nelle prossime sessioni di test, sia con lo sviluppo della gomma da intermedio e da bagnato - sulle quali non abbiamo ancora fatto nessun test - sia sullo sviluppo mescole. Tutto con l'idea di sviluppare uno pneumatico con meno degrado, meno surriscaldamento, più stabilità. Se andiamo in questa direzione, ovviamente, avremo gare a uno stop. Quindi stiamo cercando anche di sviluppare quello che viene chiamato il cliff, cioè una gomma che a un certo punto dell'usura degrada in maniera più marcata. Questo era il progetto che avevamo, ora dobbiamo riprogrammare tutto ripartendo dall'inizio del 2021. Questo è quello che è stato concordato con la FIA e con le squadre, congeliamo il progetto fino ad allora. Ovviamente nel frattempo faremo le nostre analisi, i nostri studi interni, ma poi riprenderemo con i test di sviluppo in pista con l'inizio dell'anno prossimo''.

La vettura di F2 utilizzata per testare gli pneumatici con cerchi da 18 pollici

L'IMPORTANZA DELLA F2 Le gomme da 18'' avrebbero dovuto esordire già quest'anno in F2, altro campionato stoppato dal Covid-19. Luca Ghiotto, pilota italiano impegnato in questo campionato, in una precedente puntata di RadioBox ci ha descritto così i nuovi pneumatici, da lui provati nei test invernali disputati in Bahrain: ''Una gomma normale, come quella degli altri campionati, non c'è l'esigenza di gestirla per tutta la durata dello stint''. Partendo da questa valutazione, Isola ci ha spiegato le differenze tra le richieste dei due campionati per il tipo di gomma e l'importanza di questo esordio anticipato delle 18 pollici in F2: ''Per la F2 abbiamo dovuto trovare un compromesso tra le richieste dei piloti e quelle del promoter. Quest'ultimo vuole mantenere una gomma che abbia del degrado, perché ritiene che ciò renda le gare più spettacolari. Siamo andati un po' nella direzione descritta da Ghiotto, ma speriamo non troppo per non scontentare il promoter! Per la F1 le richieste sono diverse, per cui vogliamo andare nella direzione descritta da Ghiotto e sembra dai primi test che la direzione sia quella giusta, con meno surriscaldamento e degrado. Purtroppo studiare il surriscaldamento sviluppato quando si insegue un'altra monoposto è difficile da simulare, avendo a disposizione per i test solo una monoposto, oppure a volte due ma che girano distanziate. Si tratta di un meccanismo difficile da replicare nei test di sviluppo, per cui avere un anno di F2 di condizione vere di gara in anticipo sulla F1 ci sarebbe piaciuto, perché ci avrebbe dato un po' di strumenti per capire le differenze tra quanto visto nei test e quanto si sarebbe poi verificato in una situazione di gara reale''.


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