Pubblicato il 29/04/20

RITMI SERRATI Nei piani dei vertici della F1, il calendario 2020 sarà caratterizzato da un'elevata concentrazione di appuntamenti tra luglio e dicembre, per raggiungere quantomeno l'obiettivo minimo di 15 gran premi stagionali. Per far questo, è molto probabile che almeno un paio di circuiti possano ospitare non una ma due gare, facilitando la logistica per le scuderie in un periodo in cui spostarsi da una nazione all'altra sarà ancora molto complicato a causa delle restrizioni legate alla pandemia di coronavirus. Nei piani resi pubblici nei giorni scorsi dalla F1, si dovrebbe partire in Europa, per poi spostarsi verso l'Asia, l'America e il Medio Oriente man mano che ci si avvicina all'inverno. Un progetto che pone team e fornitori davanti a sfide inedite: ne abbiamo parlato con Mario Isola, responsabile F1 & Car Racing di Pirelli, ospite del nostro podcast RadioBox.

Il responsabile F1 e Car Racing Pirelli, Mario Isola

TANTE GOMME, POCO TEMPO Per Pirelli, fornitore unico di pneumatici per la F1, il problema principale di un calendario così serrato non sarebbe tanto inerente la logistica, quando la produzione delle gomme. Isola ha spiegato così la situazione: ''Dal punto di vista della produzione e della logistica, noi avevamo già prodotto le gomme che sono andate in Bahrain, in Vietnam e che stavano per andare in Cina, quindi abbiamo una sorta di stock per tre gare già pronto. In più avevamo già iniziato la produzione per un altro paio di gare, per cui abbiamo un certo numero di gomme che possiamo utilizzare per i primi gran premi della stagione. Ovviamente dobbiamo capire se le mescole sono quelle giuste, se dobbiamo produrre qualche altra gomma per arrivare ai quantitativi richiesti, ma il vero tema è che se parte un caledario come quello che si sta ipotizzando - con una prima parte europea e una seconda extra europea - noi in teoria dovremmo produrre tutte le gomme subito, perché per spedirle fuori dall'Europa ci vuole più tempo. Non sarà facile, faremo i nostri conti con i colleghi della produzione e della logistica, ma non sarà un lavoro banale. Sono tante gomme in poco tempo: per darvi un numero, per la F1 in un anno produciamo circa 50.000 pneumatici. Una cosa è farli in sei mesi, un'altra in tre settimane. È un po' diverso, dobbiamo capire come farle, come programmare la produzione e come gestire le spedizioni. Da noi massima disponibilità, non vogliamo certo essere noi un ostacolo alla ripartenza del Mondiale''.

TRAFFICO DI CAMION La possibilità di disputare più gran premi sullo stesso circuito implica nuove difficoltà per Pirelli. Nel corso della puntata di RabioBox, Isola le ha illustrate, ipotizzando già una possibile soluzione: ''Qua il problema non è tanto il nostro magazzino, quanto lo spazio nel paddock. Oggi noi abbiamo un'area di montaggio al cui interno ci sono due mezzi con le tende per fare quattro linee di montaggio, ci sono sette semirimorchi pieni di gomme e già lo spazio che abbiamo è completamente saturato. Immaginatevi a far entrare 14 camion, non sapremmo dove metterli sostanzialmente. Bisognerebbe prevedere comunque che al termine della prima gara, come sempre succede, noi smontiamo tutto dai cerchi, portiamo fuori dal circuito le gomme utilizzate nella prima gara e facciamo entrare i mezzi con le gomme per la seconda. È fattibile, basta tenerli fuori dall'autodromo pronti per fare il cambio. Abbiamo bisogno di un giorno o due per fare il cambio delle gomme sui cerchi: le squadre non hanno cerchi infiniti, quindi andrebbero comunque smontate dai cerchi della prima gara su cui montare poi le gomme per la seconda. Ci sono dei problemi da affrontare ma che non vedo come insormontabili''.

Uomini Red Bull alle prese con le gomme Pirelli

TURNO INFRASETTIMANALE Nella bozza di calendario diffusa dalla Bild, e in parte già smentita dal presidente dell'ACI Angelo Sticchi Damiani, è previsto anche un doppio appuntamento all'Hungaroring a distanza di una manciata di giorni. Un'ipotesi che appare alquanto improbabile, ma nel caso Pirelli potrebbe affrontare anche questa sfida, come ci ha spiegato Isola: ''Fare due gare a pochi giorni di distanza non l'avevo mai sentita, farla in due weekend successivi sì. Sarebbe comunque fattibile: servirebbero un giorno/un giorno e mezzo, sia a noi sia alle squadre per rialzare le vetture e fare i lavori di manutenzione. Si potrebbe ripartire con la seconda gara al mercoledì. Mi sembra una stima plausibile, se abbia un senso o meno lascio a voi giudicarlo''. Come ha poi sottolineato lo stesso Isola, far gareggiare su settimana la F1, privandola di una fetta di quel pubblico televisivo che rappresenterà l'unica audience di gare da disputare a porte chiuse, appare alquanto improbabile.


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