Autore:
Marco Congiu

IN GIRO PER IL MONDO La Formula 1, si sa, muove somme di denaro come pochi altri sport al mondo. Il circus iridato è meta ambita da molte nazioni per autopromuoversi – caso recente più eclatante è il GP d’Europa a Baku, in Azerbaijan – e, com’è evidente a tutti, nel corso del tempo ha spostato il proprio bacino d’utenza naturale dal Vecchio Continente per assumere una natura davvero globale.

QUANTO COSTA? Sia chiaro, ospitare la Formula 1 nel proprio paese non è affatto gratis. Il circuito che si prende in carico la gestione e l’organizzazione di un Gran Premio dev’essere pronto ad aprire i cordoni della borsa per vedere Ferrari, Mercedes, Red Bull, McLaren e tutti gli altri team girare sul proprio tracciato. I costi variano nell’ordine delle decine di milioni ma, se visti come un investimento, possono portare alla riqualificazione di un’intera area.

ROBA DA RICCHI È Abu Dhabi a guidare la classifica dei Gran Premi di Formula 1 più “cari”, con ben 60 milioni di dollari versati nelle casse della F1. Stando a quanto riporta la pubblicazione Business Book GP, ospitare il GP di chiusura del campionato ha un prezzo davvero elevato. Segue a ruota Singapore, con 56,5 milioni di dollari, e sorprendentemente l’Austria, la Russia, l’Azerbaijan, il Bahrain e la Cina a quota 45 milioni. Da qui in avanti i prezzi diventano più “umani”: 41 milioni il Giappone, 34 l’Australia, 27 il Messico, 26 l’Ungheria, 25 Brasile e Italia, 22 Canada, 18 Spagna, 15 Gran Bretagna, 14 Belgio e 5 Monaco. Basta una colletta…


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