Autore:
Simone Dellisanti

TERZA TAPPA Il terzo appuntamento del Campionato Mondiale di F1 prenderà il via sul Circuito cinese di Shanghai, un tracciato tecnico e difficile, ma soprattutto impegnativo per la meccanica e l'usura del propulsore delle monoposto di F1, a causa delle elevate velocità raggiungibili, addirittura superiori ai 340 km/h, toccati sul tracciato del Sakhir.

ANSIA DA PRESTAZIONE La Ferrari si presenta alla vigilia del Gran Premio con alcune perplessità di troppo, sul versante dell'affidabilità. E non potrebbe essere altrimenti dopo le due rotture alle power unit accadute in Australia e in Bahrain. Due cedimenti diversi per i due piloti: per Raikkonen una rottura del turbo, mentre Vettel ha avuto una avaria elettronica che ha rotto la valvola di scarico. In Cina, la Rossa, dovrà quindi utilizzare la seconda power unit delle 5 ammesse dal regolamento e la preoccupazione per l'affidabilità aumenta, sopratutto se si pensa che il propulsore sarà sollecitato molto di più rispetto alle scorse gare.

LAVORO A MARANELLO Gli ingegneri sono già al lavoro per migliorare la sovralimentazione della parte elettrica per evitare altre battute d'arresto, che sarebbero un grave colpo alle possibilità di una rincorsa al titolo.

DANZA DELLA PIOGGIA Oltre a ricercare l'equilibrio tra prestazione e affidabilità, a Maranello sperano anche nel fattore tempo, da sempre importantissimo in Cina, come spiega Riccardo Adami, ingegnere di pista di Sebastian Vettel: "una delle particolarità di Shangai è la variabilità delle condizioni meteo. Negli ultimi anni abbiamo affrontato diverse volte pioggia e freddo su questo circuito e le temperature basse possono produrre un leggero sottosterzo”. Alla Ferrari sono ben consci di avere, al volante, è uno dei piloti più abili a guidare sotto la pioggia e in condizioni di aderenza precaria. Sebastian Vettel, salvo complicazioni meccaniche, è pronto a riscattare il ritiro dello scorso GP e rimescolare le carte del campionato.

FERRARI PERDONATA E poi c'era la questione del cartello incriminato, ricordate? La Ferrari, però, non è stata punita dalla FIA per aver mostrato a Vettel, in Australia, l'indicazione "3.2 LFS6 P1". Il cartello era una semplice indicazione per un parametro del consumometro che andava resettato. Secondo il regolamento, i messaggi in codice verso i piloti sono vietati ma Charlie Whiting non ha voluto sanzionare la Rossa, accettandone le spiegazioni, anche grazie al fatto che il problema era capitato anche ad altri team durante la gara.

LE GOMME Come già accaduto in Bahrain, la scelta delle mescole tra Ferrari e Mercedes è risultata differente. I due ferraristi hanno scelto le stesse gomme, 3 set medie, 4 di soft e 6 di supersoft. Mentre Hamilton ha preferito avere a disposizione un set di gomme medie in più rispetto a Rosberg, che punterà maggiormente sulle soft.

 


TAGS: ferrari mercedes sebastian vettel kimi raikkonen lewis hamilton f1 2016 f1 2016 gp cina nico rosberg Riccardo Adami