Pubblicato il 11/03/21

TRA PASSATO E FUTURO A prescindere dai risultati, che nelle ultime stagioni latitano, ogni anno la grande regina delle presentazioni è sempre lei, la Ferrari. La SF21 è la nuova monoposto con cui la casa di Maranello si presenta ai nastri di partenza della stagione 2021 cercando di coniugare il passato glorioso con un presente avido di soddisfazioni proiettando il Cavallino nel futuro della categoria, che proprio dal prossimo mondiale cambia volto con l’entrata in vigore del tanto atteso nuovo regolamento tecnico. Ma l’ultima Rossa di questa generazione di monoposto sarà in grado quantomeno di riscattare il terribile 2020? Proviamo a scoprirlo insieme rispondendo ai cinque quesiti fondamentali di inizio campionato.

Power Unit 065/6: la Ferrari sarà in grado di recuperare i cavalli persi?

È risaputo: in seguito al tanto chiacchierato accordo tra Fia e Ferrari di inizio stagione 2020, il propulsore del Cavallino è stato castrato perdendo gran parte dei punti di forza – di dubbia legalità – che lo avevano reso irraggiungibile nel campionato precedente. È stato il principale (ma non l’unico) tallone d’Achille della SF1000 ed è naturale come gran parte delle attese dei tifosi si concentrino proprio su quello che c’è sotto il cofano della SF21. La power unit 065/6 su cui ha lavorato il team guidato dall’ingegner Enrico Gualtieri ha proprio l’obiettivo di colmare il gap accumulato lo scorso anno ed è chiaro che le ambizioni di Maranello passino principalmente dai risultati raggiunti dal gruppo di motoristi. Le prime prove al banco, stando a quanto dichiarato da Mattia Binotto, hanno dato risultati incoraggianti e, secondo radio paddock, la Ferrari dovrebbe aver recuperato almeno l’80% della potenza persa in seguito all’accordo segreto con la Federazione, il che si tramuterebbe in circa 25-30 cavalli in più rispetto alla power unit 2020. Inoltre, lo stesso Gualtieri ha parlato di un ulteriore lavoro di affinamento svolto con il fornitore di carburanti, Shell, che porterà in pista una nuova benzina in grado di garantire da sola un miglioramento stimato in un decimo al giro. Considerando che gli ingegneri raramente parlano in modo così esplicito di tempi e vantaggi cronometrici, potrebbe essere un segnale incoraggiante per i tifosi.

Ferrari SF21 - Mattia Binotto, Enrico Cardile, Enrico Gultieri, Laurent Mekies

Aerodinamica e telaio: i gettoni spesi al posteriore risolveranno i problemi?

Abbiamo detto che la SF21 è figlia della SF1000. Certo non un genitore di cui andare orgogliosi – è pur sempre la macchina che ha raccolto il peggior risultato in classifica costruttori degli ultimi 40 anni – ma le normative di contenimento costi, in seguito all’emergenza Covid-19, hanno bloccato gli sviluppi del telaio 2020 ad eccezione di soli due gettoni. E imposto, dunque, ai team di fare di necessità virtù. Nel caso della Ferrari, la scelta è ricaduta non sul tanto bistrattato muso largo (insieme a Williams e Haas, la Rossa è l’unica auto a non essere passata al concept di scuola Mercedes) ma sul retrotreno, completamente rivisto a partire dagli ingombri della nuova scatola del cambio. Una decisione maturata a causa delle grosse problematiche di assetto della SF1000, spesso particolarmente “ballerina” in ingresso curva, al punto da mettere in seria difficoltà Leclerc e (soprattutto) Vettel. Posteriore più stabile, certo, ma anche linea più “filante” allo scopo di ridurre il drag – la resistenza all’avanzamento – altro punto debole della Ferrari 2020. Gli ingombri e le sospensioni posteriori sono stati rivisti, con le prese d’aria delle pance laterali ancora più strette per favorire l’efficienza aerodinamica a scapito del raffreddamento del motore, bilanciato però dalla più generosa presa d’aria sull’airscope sopra il casco del pilota. Di nuova concezione anche il naso, che resta “largo” ma con piloncini più ravvicinati e con un disegno mai visto prima volto a convogliare l’aria verso il fondo e i bargeboard. Una soluzione decisamente interessante dopo qualche anno di immobilismo assoluto in tal senso.  

 Ferrari SF21

Piloti: Sainz è la scelta giusta per affiancare Leclerc?

Altra grande novità della stagione 2021 è l’arrivo a Maranello di Carlos Sainz, reduce da due ottime stagioni in McLaren. Ormai ventiseienne, il pilota madrileno è stato in grado di rilanciare le proprie ambizioni di carriera dopo l’uscita dalla cantera Red Bull e la deludente parentesi in Renault (dove, a fine 2018, fu mandato via per lasciar spazio a Daniel Ricciardo). In un ambiente più sereno e con meno pressioni, lo spagnolo ha saputo dare il meglio di sé, centrando qualche podio e il prestigioso sesto posto assoluto nel mondiale 2019. E, già nelle prime settimane in rosso, ha saputo convincere: ha lo standing da vero pilota del Cavallino, parla bene l’italiano e sembra già interagire con Leclerc con gli stessi modi simpatici e scanzonati già usati con Norris. Ammesso che il monegasco sia un Hamilton, la Ferrari ha comunque dimostrato di credere molto nel talento del “principino”. E ha ingaggiato Carlos, pensando di affiancare a Charles un “Bottas” silenzioso e mansueto, ma solido e costante, all’occorrenza in grado di sopperire alle mancanze del caposquadra. In realtà, Sainz ha già fatto vedere di poter essere più un “Rosberg”, non soccombendo in modo netto neppure nel confronto di inizio carriera con un certo Verstappen e potendo quindi coltivare legittime ambizioni di gloria. Di sicuro partirà in posizione di subordine rispetto al compagno, banalmente anche per via della poca conoscenza di macchina e metodologie di lavoro. Sulla carta la coppia è comunque meglio assortita di quella vista nelle ultime due stagioni con un capitano in pectore e una seconda guida (molto) consistente. Non a caso, lo stesso schema scelto anche dai rivali di Mercedes e Red Bull.

Ferrari SF21 - Charles Leclerc, Carlos Sainz

Livrea: perché il rosso-bordeaux e quello strano verde di Mission Winnow?

Tornando alla presentazione di ieri, più che della macchina in sé, sui social non si è parlato altro che dell’insolita scelta cromatica adottata sulla SF21. Al retrotreno – quasi a voler colorare la zona in cui si concentrano le maggiori novità tecniche rispetto alla più diretta antenata – il classico rosso (opaco, già visto nelle ultime due stagioni) sfuma a diventare bordeaux o, se preferite, rosso borgogna, il colore della prima Ferrari, la mitica 125 S e della cugina da corsa, la 125 F1 che ha debuttato nel GP di Monaco 1950. È il presente che si pone in linea di continuità tra il glorioso passato e il futuro ancora da scrivere, rappresentato invece dall’insolito verde con cui è colorato il logo dello sponsor sul cofano motore. Una scelta audace e che ha sorpreso persino i due piloti dato che, almeno a primo impatto, il verde stona con la tonalità classica della carrozzeria. Il motivo? Proiettare il brand nel futuro ricordando la tecnica del chroma key, il “green screen” usato per gli effetti speciali in ambito cinematografico. Difficilmente, comunque, la livrea della Ferrari sarà la stessa per tutto il campionato visto che, in molti Paesi, Mission Winnow – marchio registrato da Philip Morris International – è considerato sponsor dell’industria del tabacco e quindi vietato dalle norme locali. Sarà curioso capire se la colorazione resterà immutata anche in quei Gp in cui Ferrari non potrà pubblicizzare PMI.

Ferrari SF21

Classifica: dove può arrivare questa SF21?

È la domanda delle domande: a cosa può ambire la Ferrari nel 2021? Di sicuro l’obiettivo minimo è quello di migliorare il disastroso sesto posto della passata stagione. Certo, è difficile anche solo pronosticare una Rossa in difficoltà come nel 2020, visto il lavoro svolto da Gualtieri e compagni nella ristrutturazione della power unit dopo la doccia fredda di inizio campionato. Anche la concorrenza però si è rinforzata: McLaren ha dalla sua il passaggio dal motore Renault a quello Mercedes, il migliore del lotto; Aston Martin si gode la luna di miele con il quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel e alza l’asticella delle aspettative visto il rebranding di Racing Point con uno dei costruttori più iconici nel mercato delle supercar; Alpine, forse la più debole tra le pretendenti al terzo posto, ritrova Fernando Alonso e riorganizza il gruppo di lavoro affidando le chiavi del lancio del brand sportivo del gruppo Renault, a Marcin Budkowski e soprattutto a Davide Brivio, appena arrivato dalla Suzuki iridata in MotoGP. Insomma, considerando l’altissimo livello dei competitor, sarà già un grande successo se il Cavallino dovesse riuscire a inserirsi subito alle spalle di Mercedes e Red Bull come terza forza del mondiale, magari mettendo nel mirino – con l’aiuto di un po’ di fortuna e soprattutto con una squadra perfetta sul piano dei pit-stop e delle strategie di gara – qualche possibile vittoria di tappa.

Ferrari SF21


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