Pubblicato il 10/02/21

RINNOVO 2021 La campagna anti-razzismo lanciata nella passata stagione dalla Formula 1 ha scandito con precisione il cerimoniale di partenza dei Gran Premi. Pur non senza critiche per un impegno apparso talvolta più di facciata che reale – le polemiche sono esplose soprattutto dopo la scelta di organizzare un Gp in Arabia Saudita, Paese certo non famoso per le posizioni progressiste in tema di diritti umani – gli organizzatori del mondiale proseguono sulla scia inaugurata lo scorso anno con il programma #WeRaceAsOne, cercando di migliorarne incisività e impatto. Con un’innovazione grafica, caratterizzata dalla scomparsa dell’arcobaleno, utilizzato come tratto distintivo dell’iniziativa, e soprattutto con tante interessanti novità sul piano delle politiche di inclusione, che coinvolgeranno anche studenti e scuole.

F1 GP Austria 2020, Spielberg: l'arcobaleno di #WeRaceAsOne nel paddock

IL PROGRAMMA Resterà il momento di raccoglimento dei piloti che, anche nel 2021, si riuniranno prima del via per esprimere il proprio supporto alle battaglie sociali promosse dalla F1. Tre i pilastri su cui si baseranno le politiche attive promosse da Liberty Media: sostenibilità – sulla scorta dell’obiettivo di essere una competizione a impatto zero entro il 2030 – inclusione e comunità. Per quanto concerne la prima colonna, il circus si impegnerà ulteriormente nello sviluppo dei propulsori ibridi, ma anche nella riduzione della plastica e degli sprechi nel paddock e nella logistica, utilizzando nuove e più efficienti metodologie di trasporto dei materiali e continuando anche a sviluppare le tecnologie per la gestione degli eventi da remoto, riducendo quindi all’essenziale il personale in pista.

La Safety Car Mercedes 2020 con livrea arcobaleno #WeRaceAsOne

INCLUSIONE E COMUNITÀ Tutela ambientale sì, ma anche rispetto e protezione delle diversità. La Formula 1 promette infatti di organizzare stage e apprendistati creando possibilità lavorative per lavoratori e studenti talentuosi provenienti da gruppi etnici poco rappresentati nell’attuale paddock o da ambienti sociali svantaggiati. Inclusione e diversità sociale e di genere, vista la partnership con la W-Series e il programma Fia Women in Motorsport, entrambi progetti finalizzati a coltivare e preparare talenti femminili in svariati settori – pilotaggio, ingegneria, meccanica, manageriale – di lavoro nel mondo del motorsport. Infine, non mancherà anche una particolare attenzione alle comunità che ospitano le gare di Formula 1, con iniziative studiate insieme ai promoter dei Gp in giro per il mondo finalizzate a generare un impatto positivo sul territorio.

F1, il Ceo Stefano Domenicali (Liberty Media)

PARLA DOMENICALI La nostra piattaforma WeRaceAsOne – spiega Stefano Domenicali, il nuovo Ceo e presidente della F1 – ha acceso i riflettori ed elevato il grado di consapevolezza su alcune importanti tematiche sociali. Siamo orgogliosi di quanto fatto e ben saldi nell’intento di volerci impegnare ancora di più per promuovere il cambiamento. E anche se l’impegno a parole è importante, è per le nostre azioni che saremo giudicati. Per questo abbiamo deciso di fare un ulteriore step in avanti. Lo abbiamo già fatto in termini di sostenibilità ambientale ma vedrete che quest’anno ci saranno azioni consistenti su tutti e tre i pilastri che abbiamo scelto di perseguire. Bisogna muoversi nella risoluzione di questi problemi e tutto il nostro sport sarà unito in tal senso, nei mesi e negli anni a venire”.


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