Autore:
Salvo Sardina

IMPATTO ZERO Il weekend del Gran Premio degli Stati Uniti passerà alla storia per il sesto titolo mondiale di Lewis Hamilton. Il campione di casa Mercedes ha chiuso i giochi iridati dopo essere arrivato ad Austin al centro delle polemiche per le sue dichiarazioni ambientaliste. In effetti, nel giovedì texano, il britannico si è quasi trasformato (treccine comprese) in un’insolita Greta Thunberg del paddock, parlando più di tematiche green che non di sorpassi e staccate a 300 all’ora. La questione però non sembra stare a cuore soltanto a Lewis, visto che i vertici della Formula 1 hanno appena annunciato l’ambizioso obiettivo di arrivare all’impatto zero a partire dal 2030.

F1: Lewis Hamilton

NIENTE CO2Annunciamo – si legge nel comunicato diramato da Liberty Medial’ambizioso progetto di raggiungere l’impatto zero entro il 2030. L’iniziativa riguarderà le monoposto di Formula 1 e l’attività in pista e fuori. Il programma è il frutto di 12 mesi di intenso lavoro con la Fia, i team di F1, esperti in materia di sostenibilità ambientale, promotori e partner. Il progetto di ridurre le emissioni di anidride carbonica inizierà immediatamente in modo da dare vita al percorso che ci porterà a essere uno sport più sostenibile”. Questo ovviamente non vuol dire che la Formula 1 diverrà elettrica entro il 2030, ma che entro quella data si arriverà a un impatto zero sull’ambiente mediante l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile. Il comunicato ufficiale Liberty parla anche di un altro obiettivo: quello di rendere tutti gli eventi sostenibili entro il relativamente breve termine del 2025. Target realizzabile soprattutto con l’abbandono della plastica, con la razionalizzazione della logistica e l’utilizzo di materiali totalmente riciclabili.

Chase Carey - Patron Liberty Media

CAREY E TODTNei suoi 70 anni di storia – spiega il Ceo di Liberty Media, Chase Careyla F1 è stata pioniera in molte tecnologie e innovazioni che hanno contribuito positivamente allo sviluppo della società. Continuiamo a credere che il nostro sport possa continuare a essere guida per l’industria dell’automobile ed essere il primo settore a dare alla luce un motore ibrido a combustione interna a impatto zero, in grado di ridurre le emissioni di anidride carbonica nel mondo. Riconosciamo il ruolo cruciale che la nostra organizzazione gioca nell’affrontare quello che è un problema globale e speriamo di apportare un impatto significativo nell’ambiente all’interno del quale operiamo. Già da oggi iniziamo a ridurre le nostre emissioni per assicurarci di arrivare a quota zero entro il 2030”. “Il nostro impegno – ha aggiunto il presidente della Fia, Jean Todtnella salvaguardia dell’ambiente è fondamentale. La Federazione accoglie con piacere l’iniziativa, incoraggiante non solo per il futuro del motorsport ma in generale per la nostra società. Nel 2014 abbiamo introdotto le power unit ibride, essenziali per lo sviluppo della classe regina del motorsport, ed è con questa stessa filosofia che abbiamo studiato i regolamenti 2021. Con l’aiuto dei team, dei piloti, dei finanziatori e di molti fan in giro per il mondo, la Fia e la F1 sono impegnate a guidare la crescita del motorsport come laboratorio per innovazioni che apporteranno benefici per l’ambiente”.


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