Autore:
Salvo Sardina
Pubblicato il 25/03/2020 ore 17:55

MANCANZE Ci voleva una pandemia per bloccare la storia d’amore tra la Formula 1 e il Principato di Monaco. La notizia è della scorsa settimana, ma non tutti sembrano aver fatto l’abitudine all’idea che, tra le altre cose spiacevoli portate in dote dal coronavirus, il 2020 sarà il primo anno senza GP tra le stradine del circuito più iconico. Una storia che andava avanti ininterrotta dal 1955, con Montecarlo assente dal calendario iridato solo nel ’51 e poi nel ’53 e ’54. Quando si ripartirà – la data è ancora incerta e, anzi, dopo il rinvio della tappa a Baku è adesso il Gp del Canada, previsto per il prossimo 14 giugno, a essere in bilico – non ci sarà nessuno a sfrecciare con “una bicicletta nel salotto di casa”, come Nelson Piquet una volta amava definire la pista del Principato.

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TRISTEZZA DANIEL A Monaco non ci sarà neppure Daniel Ricciardo, trionfatore dell’edizione 2018 dopo aver perso per un soffio la vittoria nel 2016. Ormai un vero e proprio specialista del circuito monegasco che, in una diretta Instagram organizzata dal team Renault F1, ha spiegato di non essersi ancora ripreso dallo shock di una stagione senza il Gp più glamour e al contempo più probante del calendario. “Ho guardato gli on-board a Montecarlo per tutta la notte – ha spiegato il pilota italo-australiano – e mi è venuta un po’ di tristezza. Fa un po’ male, così come mi ha fatto male essere a Melbourne, due settimane fa, e non poter cominciare la stagione. Ma a poco a poco sto cominciando a digerire la realtà”.

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BIG SMILE Nonostante il magone nel veder fermo con le quattro frecce il circus dopo averlo a lungo aspettato durante l’inverno, Ricciardo non sembra aver messo da parte il solito e ormai quasi proverbiale sorrisone. Al punto da ipotizzare scherzosamente quello che accadrà alla ripartenza del campionato: “Sto pensando di qualificarmi ultimo, perché penso che qualsiasi sarà la prima gara della stagione, in curva-1 sarà un casino! Guarderò tutto dall’ultima posizione e sarò primo al termine del giro! Sì, magari farò anche la pole position, ma poi partirò volontariamente ultimo!”. Il buonumore, insomma, resta immutato. Anche in quarantena.


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