F1 2018: le strategie per il risparmio carburante del GP di Cina
F1 2018

F1: in Cina strategie conservative per risparmiare carburante


Avatar Redazionale , il 13/04/18

3 anni fa - Le F1 in Cina dovranno stare attente ai consumi

A causa degli elevati consumi indotti dalla pista, in Cina le monoposto di F1 dovranno stare attente ai consumi

CONSUMI ALLE STELLE Il terzo appuntamento del Mondiale di F1 2018, vale a dire il GP di Cina, ha preso vita oggi sul circuito di Shanghai: una pista diversa da quella vista in Bahrain, caratterizzata da temperature basse alle quali le power unit delle monoposto potranno adattarsi ricorrendo a carrozzerie più compatte con cui andare alla ricerca della massima efficienza aerodinamica. Le nuove vetture, tuttavia, dovranno fare i conti con un problema che l’anno scorso incideva in maniera minore: a causa di motori più potenti e alla presenza dell’Halo, i consumi per disputare l’intero Gran Premio costringerà i team ad utilizzare tutti e 105 i kg di carburante a loro disposizione.

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STRATEGIA AL RISPARMIO Statisticamente il consumo medio per giro si assesta a 1,7 kg di carburante, che in virtù dei “miglioramenti” imposti dal regolamento 2018 dovranno essere gestiti attraverso alcune strategie che faranno leva proprio sulla power unit. I piloti, infatti, dovranno utilizzare la tattica del “lift off”, che consiste nel togliere il piede dall’acceleratore poco prima della fine del rettilineo in modo da dare l’opportunità alla MGU-K di recuperare energia elettrica e, quindi, di risparmiare benzina.

TUTTI I DATI TECNICI A livello di statistiche, il motore sul circuito di Shanghai è messo alla frusta, visto che resta al massimo della potenza per il 67% del giro. Questo tracciato, tra l’altro, è molto sensibile agli aumenti prestazionali, perché il guadagno è di circa 2 decimi ogni dieci cavalli in più. L’ERS vale fino a 2’’4 al giro, mentre l’energia recuperabile e spendibile nel passaggio successivo è pari a 4.080 kJ, accumulati in gran parte dalla MGU-H (3.350 kJ) e in piccola percentuale dalla MGU-K (730 kJ). La pista cinese, inoltre, mette a dura prova i freni con ben otto frenate, delle quali la più impegnativa è sicuramente quella della curva 14, dove si registra una decelerazione pari a -6 g. Le sollecitazioni laterali, che mettono in crisi in particolare la gomma anteriore sinistra, arrivano oltre i 4g in curva 7 e in curva 8, il che caratterizza Shanghai come uno dei tracciati che richiedono una grande trazione per riuscire a centrare un buon tempo sul giro.


Pubblicato da Giulio Scrinzi, 13/04/2018
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