Pubblicato il 11/11/20

IL NUOVO CALENDARIO La presentazione nelle scorse ore della prima bozza ufficiale di calendario del campionato 2021 di Formula 1 ha certamente offerto parecchi spunti di riflessione. Da un lato, c’è il fatto che il prossimo mondiale sarà il più lungo di sempre, con spazio per ben 23 appuntamenti disposti in poco più di 8 mesi e con due triple header (Spa-Zandvoort-Monza e Sochi-Singapore-Suzuka) a dare una brusca accelerazione alla stagione subito dopo la lunga pausa estiva. Si è discusso e si discuterà del “buco” lasciato dal Gp del Vietnam che si sarebbe dovuto correre il 25 aprile e dell’ingresso dell’Arabia Saudita con il circuito cittadino di Gedda, con tanto di polemiche per la propensione a preferire il denaro agli ideali (tanto decantati) di tutela dei diritti umani.

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OTTIMISMO LIBERTY Ma un altro degli spunti di riflessione offerti dalla prima bozza del calendario 2021 è relativo all’indiscutibile… ottimismo degli organizzatori del campionato di Formula 1 vista l’assenza (almeno per il momento) di un piano B in caso di eventuale terza ondata della pandemia da Covid-19 nella prossima primavera. Un tema affrontato anche con Jarno Zaffelli nell’ultima puntata del nostro podcast RadioBox – vi suggeriamo di recuperarla nel caso l’aveste persa – legato a doppio filo con quello delle polizze assicurative, che ripagherebbero per la mancata possibilità di correre o di farlo in presenza del pubblico pagante. Non tutti i promotori delle gare, tuttavia, sembrano condividere lo stesso ottimismo di Liberty Media…

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DUBBI MONTREAL A esprimere legittimi dubbi sul fatto che il programma della stagione 2021 possa essere rispettato in pieno è stato, ad esempio, Francois Dumontier, capo dei promoter del Gp del Canada di Montreal, ai microfoni dell’agenzia di stampa La Presse: “Sì, personalmente sono ottimista, ma bisogna anche essere realisti. Di sicuro ci sarà un mondiale di Formula 1 nel 2021, e 17 gare sarebbero il numero minimo da raggiungere. Credo anche che il prossimo campionato sarà un po’ più lungo rispetto a quello che abbiamo visto nel 2020 e che ci saranno più Gp con il pubblico sugli spalti. Allo stesso tempo, sappiamo che il virus esiste e che dobbiamo conviverci, sappiamo che ci sarà un vaccino ma non quando sarà disponibile per tutti”.

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BIGLIETTI NON IN VENDITA Realismo che ha imposto al Gp del Canada di non mettere in vendita i biglietti per i posti di tribuna considerando le difficoltà (già sperimentate in questa stagione) nell’organizzare le gare su tracciati cittadini non permanenti come è in parte il Circuit Gilles Villeneuve di Montreal. Una scelta, questa, in netta controtendenza con quella di altre piste come il Red Bull Ring, che invece sta già staccando i tagliandi per il Gp d’Austria 2021. “Noi dobbiamo proteggere i restanti anni del nostro contratto con Liberty Media – ha proseguito Dumontier – per evitare di perdere il nostro posto in calendario, ma quando ho parlato con Chase Carey e mi ha detto che si aspetta che la nostra gara si svolga a porte aperte, ho anche pensato che in alcuni Paesi questo non sarà possibile. Dipenderà dalle autorità locali e, nel caso in cui non avremo pubblico, per noi sarà necessario discutere misure di aiuto finanziario. Per questo motivo non abbiamo ancora messo in vendita i biglietti e non credo che ciò accadrà prima della fine del 2020”.


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