Autore:
Simone Valtieri

TOP PRINCIPAL Nella giornata che ha aperto la stagione ufficiale di Formula 1 2019, tra PL1 e PL2 del Gran Premio d'Australia si è svolta a Melbourne la tradizionale conferenza stampa dei team principal, da diverse stagioni collocata al venerdì. A inaugurare il ciclo di quest'anno erano presenti i quattro responsabili dei top team, Toto Wolff per la Mercedes, Christian Horner per la Red Bull, Cyril Abiteboul per la Renault e Mattia Binotto, fresco di nomina, per la Ferrari.

TECNICA IMPORTANTE O Dopo un primo momento di commozione, dedicato al ricordo dello sfortunato Charlie Whiting, durante il quale i team principal hanno speso splendide parole per lo sfortunato race director britannico, la conferenza si è diretta verso argomentazioni più tecniche, anche se non sono mancate le divagazioni. Mattia Binotto, alla prima apparizione ufficiale in conferenza nei panni di team principal, si è mostrato a suo agio, spiegando di poter tranquillamente ricoprire il nuovo ruolo mantenendo le sue manzioni dello scorso anno: "Penso che la questione tecnica resti probabilmente la mia più alta priorità" - ha spiegato l'ingegnere italiano - "L'auto necessita di essere veloce, tutto il resto segue di conseguenza. Ovviamente questo resta il mio focus principale, ma dev'essere il focus anche del team, occorre impiegare lì tutti gli sforzi."

PROBLEMI ALLE SPALLE Binotto ha anche spiegato come la Ferrari non sia ancora a posto dopo i test invernali, sebbene nelle due ultime settimane si sia lavorato a fondo sui problemi riscontrati a Barcellona e a Maranello pensano siano ormai alle spalle. "Abbiamo avuto, come tutti, solo otto giorni per lavorare sull'auto, che subito dopo i test di Barcellona è stata spedita a Melbourne. Non siamo ancora del tutto tranquilli, i test invernali non contano per il mondiale, solo qui capiremo il vero valore della SF90."

BREXIT E MONTY PYTHON Nel corso della conferenza si è parlto anche della Brexit e dell'impatto che può avere sulla Formula 1,visto che sette team su dieci hanno sede operativa in Inghilterra, ma i discorsi sono rimasti superficiali e più che altro sono da registrare gli sfottò di Toto Wolff circa la vicenda, ossia la lunga trafila di voti e ribaltamenti che arriva ormai quotidianamente sull'argomento dal parlamento inglese: "Ogni sera guardo la BBC e non sono sicuro di assistere a una cosa reale o a uno show dei Monty Python. Sembra essere meglio della serie di Netflix sulla Formula 1... L'Inghilterra è la Silicon Valley dei motori, ovvimente l'industria dell'automobile risentirà di ogni decisione, ma al momento è tutto molto confuso. Si parla di 'no deal', ma non penso di aver neanche capito cosa significhi effettivamente. Spero prevalga il buon senso."

"GUIDA PER SOPRAVVIVERE" Wolff ha citato non a caso lo show di Netflix sulla Formula 1 intitolato "Drive to survive", visto che la domanda precedente aveva riguardato proprio la miniserie in quattro puntate che sta avendo molto successo sul canale telematico on demand. A tal proposito non sono mancate battute sulle tante parolacce dette nello show da Guenther Steiner, l'altoatesino team principal della Haas, o dei litigi tra Christian Horner e Cyril Abiteboul, lo scorso anno alleati nel progetto Red Bull-Renault: "Non ho visto la serie ma da quelll che sento capisco perché siano seduti ai capi opposti del tavolo" - ha scherzato Binotto.

RENAULT CONTRO E proprio la Haas, così come la Toro Rosso, sono stati al centro del tema più serio della conferenza, quello inerente la loro stretta partnership con Ferrari e Red Bull, delle quali montano componenti sulle loro auto. In questo caso concordi sulla bontà del progetto con motivazioni di risparmio economico i tre team principal dei top team, mentre la voce fuori dal coro è stata quella di Cyril Abiteboul e della Renault, diretti concorrenti delle due scuderie. "Si può parlare ore dei tre top team che hanno risorse superiori alle nostre di quasi il doppio, ma se si alleano con altri team e questi ottengono vantaggi da questo lavoro in sinergia, per noi diventa un problema. Per noi e per almeno altri due team in griglia (McLaren e Williams). Steremo molto attenti a cosa diranno le regole nel 2021 sull'argomento..."

DIECI O DODICI? Si è parlato infine della possibilità di introdurre nuovi team nel mondiale, e anche qui solo tre protagonisti della conferenza si sono detti più o meno contrari e con motivazioni simili. "Io preferisco sempre la qualità alla quantità" - ha spiegato Horner, esprimendo il pensiero anche di Wolff e Binotto - "Siamo in uno stato di salute buono in questo momento dei team, quantomeno pensando alle stagioni passate, i costi di ingresso nella categoria sono enormi, servirebbe un multimilionario che investa su un team, e spesso non basta neanche questo. Credo che oggi vi sia un buon equilibrio e preferisco una griglia con meno auto ma più compatta."  Qualche distinguo, ancora una volta, per Abiteboul: "D'accordo che è più iportante il numero di team competitivi che del totale, ma se ci fosse la possibilità di arrivare a un modello di business sostenibile per 12 team, penso che sia il caso di parlarne."


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