Pubblicato il 28/05/20

ARRIVA L’ASTON Una delle grandi novità della prossima stagione – in cui avremmo dovuto assistere alla rivoluzione regolamentare poi rimandata al 2022 a causa della pandemia da coronavirus – sarà l’arrivo in Formula 1 dell’Aston Martin. Un altro marchio glorioso con una storia ricca alle spalle, che entra però quasi in punta di piedi dopo che Lawrence Stroll, già titolare della Racing Point, ne ha rilevato la proprietà. Quella del 2021 sarà dunque solo un rebranding di un team già esistente che, però, dopo l’approvazione delle nuove norme sul budget cap, promette di competere ai massimi livelli.

F1: Lawrence Stroll (Racing Point)

LA SVOLTA GREEN Intervistato dal podcast Beyond The Grid, il direttore tecnico della Racing Point di oggi e dell’Aston Martin che sarà, Andrew Green, ha infatti rilanciato le chance di successo della squadra con base a Silverstone: “Non aumenteremo il numero di dipendenti con l’arrivo di Aston Martin ma, se mi aveste fatto la domanda un anno fa, avrei risposto di sì. Il clima adesso è totalmente differente, specie se pensiamo alle nuove regole. I team di adesso sono elefantiaci mentre servirà essere piccoli, efficienti, snelli e questi sono già tra i nostri principali punti di forza. Dal punto di vista del regolamento finanziario, saranno gli altri a dover venire nella nostra direzione”.

F1 GP Azerbaijan 2019, Baku: il direttore tecnico della Racing Point, Andrew Green

LOTTA AL VERTICE Il sogno, neppure tanto nascosto evidentemente, è quello di poter lottare dunque con i top team, che a poco a poco dovranno imparare a eliminare le spese superflue: “Potremo lottare al vertice con quelle che ci siamo abituati a considerare come grandi scuderie di vertice, e questo semplicemente perché saranno loro che non potranno più essere ‘grandi’. Dovranno ridurre le proprie strutture e avvicinarsi al nostro livello. Noi siamo già efficienti da diversi anni e crediamo di aver fatto un buon lavoro in tal senso. Ovviamente non intendo dire che abbiamo già dato del nostro meglio e che non possiamo migliorarci ancora, ma che essere già su questi livelli da tanto tempo ci darà un vantaggio”.


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