Pubblicato il 16/07/20

MANEGGIARE CON CAUTELA Da grandi poteri derivano grandi responsabilità, o nel caso di Tesla, da un'enorme popolarità derivano una controversia dietro l'altra. Il super chiacchierato Costruttore Usa di auto elettriche è di nuovo nel mirino per l'impiego apparentemente troppo disinvolto del termine Autopilot, espressione che rimanda a un vero e proprio ''pilota automatico'', ma che un pilota automatico vero e proprio (ancora) non è. E che quindi, stabilisce un tribunale di Monaco di Baviera, va sostituito. O quantomeno usato con cautela.

BACCHETTATA Dalla Germania alla Gran Bretagna. Quasi in contemporanea Thatcham Research, autorevole agenzia locale di sicurezza automobilistica, in materia di Autopilot avrebbe a sua volta espresso la sua ufficiale posizione. ''I sistemi di assistenza alla guida montati sulle auto elettriche Tesla sono commercializzati in modo ambiguo'', afferma Matthew Avery, che è anche membro del CdA di Euro NCAP. ''Da tempo mettiamo in guardia la comunità dalle insidie del sistema Tesla di pilotaggio automatico. Che non è un sistema a guida autonoma. È lì per fornire assistenza al conducente, non per svolgere il ruolo di autista invisibile''. Altra sentenza in vista?

CLASS ACTION Tesla non è nuova a dispute sull'Autopilot. Anche in patria si contano a decine le cause intentate contro l'azienda, e che sostengono come l'uso improprio del termine nelle campagne pubblicitarie abbia portato i conducenti a ritenere che l'automobile fosse equipaggiata di guida totalmente autonoma e, in quanto tale, sollevasse il driver da un comportamento attento. Legalmente parlando, Tesla è in realtà al sicuro: una nota sul sito web ufficiale afferma chiaramente come i propri modelli non siano provvisti di sistema di guida autonoma, e che di conseguenza, richiedano sempre l'attenzione di un operatore umano. Sta di fatto che almeno in Germania d'ora in avanti Tesla dovrà ugualmente mitigare i propri claim promozionali, pena il confronto con guai giudiziari più pesanti. Perché secondo la Corte di Monaco, il termine Autopilot è ''fuorviante''.

Tesla Autopilot, un nome che può trarre in inganno

AUTOGOL A intentare la denuncia fu nel 2019 la locale onlus Wettbewerbszentrale, associazione che conta sull'appoggio statale e che include circa 1.200 aziende. In particolare venne contestato il motto ''Autopilot inclusive'', insieme ad altre affermazioni come ''pieno potenziale per la guida autonoma'' e ''guida autonoma in città entro fine anno''. Un comunicato ora festeggia la sentenza: ''Poiché la guida autonoma al livello 5 non è attualmente né legalmente ammissibile, né tecnicamente possibile per i veicoli in questione, Tesla - sostiene Andreas Ottofülling, avvocato della onlus - dovrà rispettare le regole del gioco e rinunciare a formulare false promesse pubblicitarie''.

MUSK DIXIT Sempre ammesso che lo faccia, Tesla deve ancora ufficialmente esprimersi sulla questione. Tesla intesa come società: non Elon Musk, che essendo Elon Musk non ha potuto fare a meno di twittare il suo pensiero. ''Il termine Autopilot venne coniato sull'esempio di quello impiegato in aviazione. E allora, che ne è di Autobahn?''. Stavolta non l'ha presa bene.


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