Autore:
Lorenzo Centenari

NEVER ENDING STORY Vicenda chiusa, anzi no. Ricordate l'episodio della Tesla Model X che va a schiantarsi contro le barriere divisorie di un'autostrada a Mountain View, in California? È il 18 marzo 2018, Mr Walter Huang ripone nell'Autopilot una fiducia eccessiva, col risultato che la sua corsa (e la sua vita) terminano su un guard rail. E che la sua Tesla prende fuoco, salvo spegnersi soltanto dopo vari tentativi. Ebbene, ora la famiglia chiede i danni al Costruttore. A provocare l'incidente, questa la tesi, sarebbe stato il malfunzionamento dell'ultraevoluto programma di assistenza alla guida in dotazione all'auto. Un sistema, secondo l'accusa, evoluto ma non completamente affidabile e ingannevole.

GUIDA (NON) AUTONOMA In particolare, Tesla è ora incriminata di aver omesso di erogare adeguate istruzioni e avvertimenti al guidatore in caso di anomalie del software. Inoltre, di non equipaggiare i propri modelli di un effettivo sistema di frenata automatica di emergenza. Torna così di attualità il tema delle responsabilità in caso di sinistro a bordo di auto a guida semi-autonoma, un argomento (finché la tecnologia non sarà completa, e chissà ancora quanto manca) destinato inesorabilmente a popolare le pagine dei notiziari. Risarciranno, i giudici, i familiari della vittima? Oppure prevarrà la scelta di incolpare il guidatore stesso? In attesa della sentenza, l'unica nostra facoltà è quella di consultare il rapporto stilato a suo tempo dalla National Transportation Safety Board. Una relazione che si ispira al buon senso.

AL RALLENTY E cioè. D'accordo che il driver avrebbe dovuto prestare attenzione, senza affidare completamente la guida all'Autopilot, come peraltro ammonisce anche Tesla, e come infine impone il Codice della strada stesso. Tuttavia i sistemi di assistenza alla guida, nella tragedia un ruolo lo hanno pur sempre recitato. Perché non appena il veicolo di fronte ha scartato di traiettoria, il cruise control adattivo della Model X ha riportato l'auto alla velocità preimpostata di 75 mph (circa 120 km/h). Non solo: l'Autopilot avrebbe anche impresso alla vettura una leggera svolta a destra, fattore che ha propiziato l'impatto con le barriere, e che in alcun modo il software ha impedito, né frenando, né riportando l'auto in carreggiata. Il perché, resta un mistero. Verdetto a parte, l'esperienza insegna: mani sul volante, piede destro sempre pronto a frenare. Anche con Autopilot.


TAGS: tesla tesla model x tesla autopilot tesla guida autonoma tesla incidenti