Autore:
Lorenzo Centenari

EMERGENZA FRENATA Ah, la guida autonoma. Sedersi al volante, e assistere in prima fila al miracolo di un'auto che accelera, sterza e frena da sola. Un giorno accadrà per davvero, al 2019 tuttavia gli aspetti da sistemare sono ancora parecchi. A cominciare proprio dalla funzione di arresto. Perché la frenata automatica di emergenza è un prodigio di elettronica, ma soltanto quando non va in crisi. E - ahimè - ci va eccome. Dal momento che nel 2020 l'Autonomous Emergency Braking (AEB) sarà obbligatorio su qualsiasi nuovo modello immatricolato nell'Unione europea, è opportuno che i Costruttori si affrettino. Se non vogliono avere sulla coscienza la salute, o la vita stessa, di automobilisti troppo fiduciosi.

IL CICLISTA INVISIBILE Le simulazioni che smascherano le imperfezioni dei sistemi AEB abbondano. Per citarne alcune, lo scorso anno il Touring Club Svizzero mise alla prova numerosi sistemi di frenata automatica con riconoscimento pedoni e ciclisti, evoluzione che si avvale di telecamere e sensori radar più sensibili, in grado quindi di individuare ostacoli di sezione inferiore al posteriore di una vettura. Ebbene, dai test emerse come proprio biciclette e scooter, specie se in rapido movimento o in posizione leggermente defilata, passino spesso inosservati. Idem quando il target sosta al centro della strada, ma la strada stessa compie una curva: anche in questo caso, il più delle volte il sistema ignora il pericolo.

CRASH TEST Successivamente, a restituire dati preoccupanti è stata l'autorevole EuroNCAP, secondo la quale nessun'auto oggi in commercio è provvista di un programma di guida autonoma in senso stretto. E i cui esperimenti avrebbero messo a nudo i limiti non solo di frenata automatica di emergenza, ma anche di altri ausili elettronici alla guida come Adaptive Cruise Control e Lane Keeping Assist. In particolare, l'Ente belga avrebbe appurato come, nello scenario di un'auto che precede, e che all'improvviso scartasse dalla traiettoria per evitare un veicolo fermo, nessun sistema preso in esame registrerebbe tempi di risposta sufficienti: bacio a stampo assicurato.

PUNTO DI NON RITORNO Tra le inchieste più complete e interessanti, infine, quella svolta dal mensile Usa Car & Driver. Lo scorso autunno un team di collaudatori ha esplorato i confini oltre i quali l'Automatic Braking cessa di svolgere il proprio dovere: il verdetto non è stato incoraggiante, dal momento che la maggior parte delle auto coinvolte nei test avrebbe evitato l'ostacolo soltanto a velocità inferiori alle 40 miglia orarie (circa 65 km/h). Se anziché la sagoma gonfiabile di una berlina, il sistema avesse dovuto fare i conti con un'automobile in carne ed ossa, un'intera flotta avrebbe abbandonato il Centro prove incatenata a un carroattrezzi. Una squadra di tester, imbarellata a bordo di ambulanze.

SURPRISE EMERGENCY BRAKE Non serve consultare l'esito dei test: capita quotidianamente a chiunque di noi guidi un'auto provvista di AEB. Il fenomeno più frequente, quello della frenata d'emergenza senza una reale emergenza, ovvero quando (imprudentemente) ritardiamo la decelerazione rispetto all'auto che precede: il software mette a fuoco una potenziale collisione, e attiva il circuito idraulico del freni con violenza. Neutralizzando il rischio di un tamponamento attivo da parte nostra, ma al tempo stesso moltiplicando le probabilità di essere tamponati dalle auto che seguono, colte alla sprovvista dalla nostra reazione. Per non parlare di episodi di frenata in corrispondenza di curve e semicurve: il sistema scambia le auto in sosta a lato carreggiata come ostacoli. E quando va bene, si limita a diffondere l'allerta acustica o visiva.

UNA TECNOLOGIA IN CAMMINO Altro "scherzo" dell'Emergency Braking, la frenata "anti-sorpasso": avvicinandosi eccessivamente (e negligentemente) all'auto da oltrepassare prima di affiancarla e superarla, non è raro che l'AEB interpreti male la manovra e la abortisca brutalmente. Un piccolo spavento è il minimo dei mali, ma è facile immaginare quali peggiori conseguenze un'inchiodata a sorpresa potrebbe comportare. Abbiamo sin qui "massacrato" questa tecnologia: volutamente, ne abbiamo elencato solo i lati oscuri. Resta inteso che la frenata di emergenza è un'invenzione che da quando esiste ha pur sempre contribuito a ridurre le vittime della strada. Lo certificano sia le statistiche, sia le testimonianze dirette degli utenti. Ed è per questo che l'Ue ha deciso di introdurla per legge su tutte le auto nuove. Soltanto, è una tecnologia non ancora del tutto matura, che ha ampi margini di miglioramento.

CONCLUSIONI La frenata automatica di emergenza salva ogni giorno schiere di automobilisti e pedoni da visite al pronto soccorso o viaggi sola andata per il cimitero. Ha un suo cervello, ma è un cervello che non dialoga con quello umano. Che talvolta è distratto, ma che rimane l'accessorio più prezioso in dotazione ad ogni utente della strada. Almeno per ora.


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