Autore:
Lorenzo Centenari

ALLA PROVA DEI FATTI Tutti insieme per una sola causa. Anzi, per una targa. Stop alla circolazione con targa prova, a meno che il veicolo in questione non sia ancora da immatricolare. Ma il settore non ci sta, e muove guerra. Il polverone è montato in seguito alla circolare del Ministero dell’Interno del 30 marzo 2018 in base alla quale, su sollecitazione della Prefettura di Arezzo, l’utilizzo della targa prova debba essere limitato esclusivamente ai veicoli non ancora immatricolati. Di conseguenza, essa non si potrebbe appendere a vetture immatricolate ancora sprovviste di assicurazione, nemmeno se circolanti per prove tecniche, collaudi e altri spostamenti finalizzati alla vendita.

VOCE AGLI ADDETTI AI LAVORI Raramente gli operatori automotive hanno protestato in maniera tanto vivace. Cerchiamo di capire perché. Per parte loro, i concessionari lamentano innanzitutto come il provvedimento metta a rischio prassi consolidate del lavoro quotidiano di un comparto vitale per lo sviluppo economico. "Migliaia di concessionarie ufficiali e operatori che commerciano in auto usate - si legge in una nota di AsConAuto - si trovano ora di fronte a un forzato stop alla circolazione con targa prova di auto immatricolate, ma non assicurate. Quando invece dealer, meccanici, rivenditori e carrozzieri necessitano di spostamenti continui. La targa prova è per loro uno strumento fondamentale". 

GROVIGLIO NORMATIVO Da nord a sud, gli operatori del settore ravvisano una situazione insostenibile. Numerosi casi riportano di pattuglie della Polizia stradale che compilano verbali e sequestrano veicoli con targa prova, ma senza copertura assicurativa. Oltre al danno, la beffa: lo stesso Ministero dell’Interno avrebbe di recente comunicato come auto con targa straniera sprovviste di regolare assicurazione non possano essere a loro volta sanzionate. "La normativa che interessa la targa prova - spiega il presidente di AsConAuto Fabrizio Guidi - è chiara e non fa distinzioni fra l’uso di un’auto da immatricolare o già immatricolata. Non è possibile che un parere o una circolare interna possano modificarla a piacimento".

RC AUTO O NON RC AUTO? AsConAuto registra invece "una situazione di accertamenti quasi persecutoria e fuori controllo: la targa prova è piombata in una pericolosa impasse normativa. Chiediamo un pronto intervento da parte dei Ministeri interessati che chiarisca se necessario la prassi. E semmai, adegui la normativa. Ma occorre da subito scoraggiare l'atteggiamento da parte di molti operatori di polizia che criminalizzano il comportamento quotidiano di meccanici e venditori". Secondo Guidi, vengono oggi sottoposte a sequestro "vetture idonee alla circolazione con la scusa che non sarebbero coperte da assicurazione. Ma se hanno a bordo la targa prova, sono coperte. Che siano immatricolate, oppure no".

TARGA PROVA, QUANTO MI COSTI E ancora: "Non si può sostenere come, per far provare o portare un’auto usata al lavaggio, sia necessario attivare 5 giorni di RC Auto. Oppure, che nel caso del test di un’auto in riparazione, dobbiamo far circolare operatori con l’assicurazione del proprietario. Chi fa questo mestiere, oggi, ha bisogno della targa prova. Occorre che le autorità competenti intervengano solo nei casi in cui di essa venga fatto un uso improprio. Chi non è autorizzato, sia multato. Ma gli utilizzi professionali sono da tutelare. L’uso della targa prova ha un costo notevole. E noi - conclude Guidi - lo sosteniamo convinti. Per far provare al cliente l’auto, nuova, usata o riparata, per portarla da una officina all’altra, per lavarla".


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