Pubblicato il 25/10/2018 ore 12:24

ORIZZONTI D'accordo l'elettrico, essenziale per restare in gruppo, nonché tecnologia di semplice accesso grazie alle economie di scala di mamma Mercedes. Ma la mobilità a zero emissioni è solo in parte soluzione di sopravvivenza nel futuro. Oggi come oggi, se non hai il Suv rischi di annegare. E Smart un Suv compatto, in programma, non ce l'ha. Colpo di scena: vuoi vedere che il city brand per eccellenza ha le ore contate?

PICCOLO È BELLO, ANZI NO Ad alimentare i rumors di eventuale Smart-smantellamento è principalmente la stampa Usa: laggiù il marchio non ha mai sfondato, e ora che il mercato è più che mai rivolto a sport utility e crossover, la baby Mercedes se la filano davvero in pochi (appena 3.000 unità vendute nel 2017). A differenza della rivale Mini, il marchio Smart ha sì deliberato per la svolta elettrica (dal 2020 gamma 100% full electric), ma ha insistito sulla filosofia small, senza considerare l'alternativa compact Suv, e non è un dettaglio.

LA PISTA CINESE Speculazioni a parte, sembra che Renault abbia intenzione di sospendere la partnership con Daimler una volta terminata (2026) la fabbricazione di Twingo e ForFour. E poiché Mercedes sarebbe contraria a produrre Smart senza avvalersi di joint venture, quale altro destino, se non i titoli di coda? L'unica speranza di continuità potrebbe giungere dal nuovo socio Geely: per il momento, a 20 anni soltanto, Smart si sente dire dai dottori che ha poche speranze di raggiungere l'età adulta.


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