Porsche Cayenne Cabrio (2002), il prototipo del SUV mai costruito
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Porsche Cayenne Cabrio, e pensare che fu a un passo dall'ok


Avatar di Lorenzo Centenari , il 04/08/22

1 settimana fa - La versione aperta venne scartata in extremis. Quale aspetto avrebbe avuto

Una versione aperta di Cayenne prima generazione (2002) venne scartata solo in extremis. Ecco quale aspetto avrebbe avuto

Il cabrio SUV? Sai quale novità, c'è chi lo concepì 20 anni fa, salvo poi farlo accomodare ''in panca''. Eh già, è una strana storia, quella di Cayenne Cabrio. Una storia che col ventennale della Porsche più rivoluzionaria di ogni epoca riemerge in superficie. E merita di essere raccontata.

TUTTO COMINCIÒ COSÌ

Primi anni Duemila, siamo in tempi in cui il concetto stesso di vettura SUV rappresenta una assoluta novità. Almeno, il SUV come oggi lo intendiamo. Eppure Porsche già proietta il proprio sguardo verso l'orizzonte, immaginandosi quali declinazioni il SUV avrebbe espresso negli anni a venire. Porsche Cayenne, inizialmente, intesa come classico SUV 5 porte. Ma è immediatamente dopo il lancio del modello di prima generazione (dicembre 2002), che a Stoccarda prendono a considerare altre varianti. Sul tavolo, tre alternative: il SUV coupé, il SUV a passo lungo (+20 cm) a 7 posti su tre file, infine il SUV decappottabile. Indovinate quale delle tre viene considerata più appetibile.

ONE-OFF

Sorprendentemente, quella che poteva sembrare l'opzione meno convenzionale, una decappottabile su base Cayenne lunga circa 4,8 metri, non viene immediatamente scartata, ma effettivamente costruita, benché in esemplare unico. La sola Cayenne scoperta mai prodotta è custodita al Museo Porsche: non è un prototipo stradale, bensì un esempio di cosiddetto Package Function Model, o PFM.

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SFIDE

I progettisti rimuovono il tetto, ma rinunciano alle misure di irrigidimento del telaio normalmente necessarie a una decappottabile: l'auto, in strada, non scenderà mai, una Cayenne Cabriolet viene infatti effettivamente costruita, ma solo per valutare quattro criteri. Cioè la comodità della seduta posteriore, la praticità della carrozzeria a due porte (con ante più lunghe di 20 cm), la possibilità di ospitare una capote elegante, di alta qualità, che si ripiegasse anche velocemente, infine la progettazione della parte posteriore. Tema, quest'ultimo, sul quale il team non trovò mai un accordo. Vennero prese in considerazione due diverse opzioni: gruppi ottici posizionati in basso, gruppi ottici più in alto. Un dilemma mai risolto, e del quale il prototipo (vedi foto sotto) lascia una traccia concreta.

CAYENNE TARGA

Una visione unanime, i progettisti la maturarono invece per il meccanismo della capote: questa sarebbe stata fissata sia anteriormente, sia posteriormente, consentendone l'apertura in entrambe le direzioni. Il tetto avrebbe poi ''scavalcato'' il roll-bar fisso e sarebbe stato ''inghiottito'' nella parte posteriore dal cofano del bagagliaio - che si apriva nella direzione opposta -, piegandosi a Z. Un po' come avvenuto in seguito per Porsche 911 Targa, dalla generazione 991 in poi. Sulla Cayenne open top, tuttavia, il meccanismo non ha mai superato la fase di simulazione al computer: l'esemplare del Museo è provvisto di capote in tessuto riposta nel bagagliaio, ma il montaggio è solo manuale.

PORSCHE E I TABÙ

Alla fine, insomma, niente luce verde per la open-Cayenne. Le previsioni sulla redditività non erano particolarmente promettenti, così come restavano i dubbi sul fatto che l'auto non avrebbe influenzato negativamente l'immagine della Cavallina. ''Un SUV decappottabile è una sfida sia esteticamente che formalmente'', afferma il Chief Designer Porsche Michael Mauer - non ancora in carica nel 2002 - esaminando il concetto oggi. “Un SUV ha sempre una carrozzeria grande e pesante. Lo combini con una piccola metà superiore e poi tagli il tetto: da lì emergono forme molto...strane''. Al contrario, come noto, l'idea originaria di Cayenne Coupé venne successivamente ripresa e implementata nel 2019. Così come una Porsche ''berlina'' (Panamera), un SUV di dimensioni più piccine (Macan), una Porsche 100% elettrica (Taycan) e un SUV elettrico (sempre lui, Macan). Porsche e i tabù, al prossimo appassionante capitolo.


Pubblicato da Lorenzo Centenari, 04/08/2022
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