Autore:
Lorenzo Centenari

PNEU-REVOLUTION Una ruota senza cerchione, senza aria al proprio interno, realizzata in materiale biodegradabile, addirittura connessa alla rete. Signore e signori, ecco a voi Michelin Vision. Fanta-gomme? Forse. Oppure, più semplicemente, il futuro anteriore. Quello, almeno, prefigurato da Michelin: il prototipo Vision è proprio uno pneumatico stampato in 3D progettato per non forare, non scoppiare, fare a meno della manutenzione, inoltre gravare a terra per soli 13 kg. E rivoluzionare una volta per tutte il rapporto tra l'automobile e il fondo stradale che ne ospita il passaggio. E' il progresso, bellezza. Apri il video tutorial in coda all'articolo, e fatti un'idea di come viaggerai tra qualche tempo.

VISION A LUNGO RAGGIO Brevemente, Michelin Vision consiste in una speciale struttura alveolare in poliuretano termoplastico di origine completamente naturale e al 100% riciclabile, avvolta da un battistrada a sua volta "sputato" da una stampante 3D. Niente a che vedere con concetto di pneumatico tradizionale al quale siamo abituati: qui lo "switch" è radicale. Mettetevi però il cuore in pace, almeno per i prossimi 10-15 anni, la distanza cioè che separa il concept Vision dalla produzione di serie. Ma chissà, un giorno il nostro approccio al tema dei pneumatici cambierà per sempre. Per un salto di qualità triplo carpiato sia in termini di costi di esercizio, sia sul fronte della sostenibilità ambientale.

IN DEBITO CON MADRE TERRA Se è vero infatti che l’enorme fabbisogno energetico del trasporto mondiale è in progressiva crescita, e che il cosiddetto Overshoot Day (il giorno dell’anno in cui l’umanità esaurisce le risorse che il pianeta mette a disposizione nei 12 mesi) cade sempre più in anticipo (nel 2017 gli esperti lo hanno individuato nel 2 agosto), Michelin (da sempre attenta al tema) non fa orecchie da mercante e fa la sua parte, spostando ingenti investimenti verso il lato ecosostenibile del proprio business. Un esempio ne sia la pluriennale esperienza maturata col Challenge Bibendum, annuale summit sulla mobillità sostenibile oggi ribattezzato Movin'On (a Montreal l'edizione 2018). E se per il domani il Bibendum è al lavoro per dare forma al pneumatico in tutto e per tutto "green", nel frattempo il presente trascorre all’insegna della filosofia delle 4R: Ridurre, Riusare, Riciclare e Rinnovare.

GOMMA VECCHIA FA BUON BRODO Catena di buone prassi, quella della 4R (Ridurre peso ed emissioni, Riusare riparando e riscolpendo il battistrada, Riciclare i pneumatici a fine vita, Rinnovare ricorrendo a materiali rinnovabili), della quale è oggi massima espressione Michelin Primacy 4, la gomma (appena presentata al Salone di Francoforte) che restituisce prestazioni eccezionali sia da nuova, sia da "vecchia". Chi l’ha detto, infatti, che un pneumatico più anziano è meno performante? La sua "pagella" dipende in realtà da un complesso intreccio di fattori, (micro e macrorugosità del fondo stradale, stile di guida, condizioni climatiche, etc.), tra i quali lo spessore del battistrada non è certo il principale. Anzi. Contraiamente alla credenza popolare, in linea generale l’usura persino ne migliora resistenza al rotolamento, grado di rumorosità, coefficiente di aderenza longitudinale e laterale, inoltre reattività in fase di frenata. Quindi: gomme liscie? Purché i tasselli non sforino lo spessore legale di 1,6 mm, viaggiate pure sereni. Almeno su asciutto...

OBIETTIVO 1,6 MM Solo su bagnato o neve fresca, infatti, un prodotto con migliaia di chilometri alle spalle rende meno di una gomma appena uscita dalla linea di montaggio. Ma c’è marca e marca… Ecco, ci siamo già capiti. Talmente certo delle performance di Primacy 4 (in vendita dal 2018 in 64 dimensioni), il costruttore di Clermont Ferrand, da incoraggiare i suoi clienti a sostituirlo solo al limite di legge, e non prima. Ovvero, solo quando il battistrada si consumi fino a misurare 1,6 mm. Anziché 3-4 mm, come invece altri competitor suggeriscono. Sembra un messaggio suicida, quello che lancia il colosso francese. Invece, una sua ragione ce l'ha eccome. Meno treni di gomme per ciascuna vettura, ma anche maggiore quota di mercato grazie alla conquista di automobilisti nuovi. Michelin è più avanti anche di strategia. Più avanti come...Vision.


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