Autore:
Lorenzo Centenari

SEGNALI DI VITA Al quarto tentativo, un passo avanti, anche se minimo. Ad aprile 2019 il settore auto nazionale registra finalmente una crescita del +1,5% e si avvicina al giro di boa con ottimismo, benché archiviare in positivo il primo semestre sarà impresa dura: il cumulato da gennaio è ancora sotto i valori 2018 del 4,6%. Secondo quanto diffuso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il mercato chiude il mese con 174.412 vetture vendute, rispetto alle 171.887 dello stesso periodo 2018. Questo anche grazie anche ad un giorno lavorativo in più, fattore che compensa il giorno feriale perso a marzo. Tutto bene? Non proprio. Secondo Unrae, l'Unione dei rappresentanti dei veicoli esteri, gli effetti degli ecoincentivi si stanno dimostrando deboli. Proiezioni di fine anno pertanto riviste al ribasso: 1 milione 850 mila unità, cioè il -3,2%.

FORTE SCOSSA Sotto il profilo delle motorizzazioni, confermata la drastica riduzione delle auto diesel (-22,5%), con una quota che scende di oltre 12 punti percentuali, per fermarsi al 40,5% del totale. Parallelamente incrementano di quasi un terzo sia i volumi delle auto a benzina, che ad aprile sfiorano il 45% di rappresentatività, sia quelli di vetture ibride (+29,2%), al 5,4% di quota mercato. In crescita a doppia cifra anche il Gpl (+12,9%) che nel mese rappresenta il 6,9% delle immatricolazioni, mentre crolla il metano (-26,7% e solo l'1,7% di share). Triplicano infine le auto elettriche (1.190 immatricolazioni), trascinate in buona parte dall'ingresso sul mercato di Tesla Model 3. Siamo ora allo 0,7% di quota, il traguardo dell'1% si avvicina.

W L'AUTO A NOLO Inverte la tendenza degli ultimi mesi il noleggio, evidenziando la prima crescita da inizio anno (+22,7%): ottima performance del breve termine (+43,5%), per il rinnovo delle flotte legato ad una Pasqua posticipata, mentre cresce di un buon +12,1% il lungo termine, grazie alla spinta delle Captive. Anche gli acquirenti privati confermano ad aprile un leggero incremento (+2,2%), portandosi al 54% di quota, mentre un forte calo ha interessato le immatricolazioni a società (-30,6%) causa una drastica riduzione delle autoimmatricolazioni.

SUV POWER I segmenti delle piccole ed utilitarie si mantengono in aprile in territorio positivo, rispettivamente +20,1% e +1,6%, mentre un leggero calo ha interessato tutti gli altri, ad eccezione delle medie superiori (segmento D), che flettono del 10,2%. Fra le carrozzerie, la migliore performance di crescita continua a interessare Suv e crossover, in aumento a doppia cifra e al 32,1% di rappresentatività. Un leggero incremento ha coinvolto nel mese anche le berline, sostanzialmente stabili al 48,3% di quota. Fatta eccezione per l’incremento delle coupé, tutte le altre carrozzerie evidenziano in aprile flessioni sostenute. Continua a infine crescere la CO2 media ponderata: +5,4% (118,9 g/km).

LE JOUR DE GLOIRE Vincitore virtuale della corsa alle vendite di aprile è l'auto "made in France": ottimi risultati li archiviano sia il Gruppo PSA (+11,7%), trascinato dal brand Opel (+21,7%), sia il Gruppo Renault (+7,6%), all'interno del quale la debacle della Losanga (-23,5%) viene ampiamente compensata dall'exploit del marchio Dacia (+96,7%). Duster l'asso pigliatutto: con 4.338 immatricolazioni, il Suv low cost franco-rumeno è il terzo modello ad aprile per volumi di vendita dietro Fiat Panda (13.701) e Lancia Ypsilon (5.736), nonché l'auto straniera in assoluto più venduta in Italia. In top 5, anche Fiat Tipo (4.048) e Renault Clio (4.033). Luci e ombre in casa FCA (-4,1%): in picchiata il marchio Alfa Romeo (-49,9%), meglio Fiat (-0,3%) e soprattutto Lancia (+30,7%).  

USATO A conclusione, il mercato di seconda mano. Il mese di aprile ha archiviato 359.751 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome di un operatore in attesa della rivendita a cliente), lo 0,5% in più dei 358.022 dello stesso periodo 2018.


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