FERIE FORZATE Chi temeva che, causa Coronavirus, a subire il fermo produttivo fosse uno stabilimento italico, tirerà un sospiro di sollievo. Ma una fabbrica europea, FCA Group l'ha chiusa in tutti i casi. È quella serba di Kragujevac, casa natale di Fiat 500L. Lo stop ad ogni attività sarebbe già in vigore, la riaccensione delle linee di montaggio non dovrebbe farsi attendere oltre le due settimane. Entro fine febbraio, Kragujevac riprenderà regolarmente (si fa per dire, visti i ritmi in progressivo calo) a sfornare la monovolume Fiat di passaporto slavo. Perché a pagare è proprio 500L? Questione di logistica.

Fiat 500L, stop a produzione fino ad arrivo componenti ritardatarie

EFFETTO DOMINO Il sito che Fiat Chrysler possiede sulla sponda opposta del Mare Adriatico è afflitto più degli altri da ritardi o annullamenti di parti elettroniche di provenienza Cina. Componenti che in particolare appartengono al sistema audio, senza le quali la continuità dell'assemblaggio è in parte compromessa. Per 500L, piove sul bagnato: gli ordini internazionali stentano, i dipendenti della fabbrica hanno già conosciuto ripetuti cicli di cassa integrazione. Si fregia inoltre, l'Mpv che condivide il nome con Fiat 500, del titolo di prima auto europea in ferie forzose in seguito all'epidemia Coronavirus. Sino a ieri, i marchi occidentali avevano interrotto le catene di montaggio solo nei propri stabilimenti in Cina. Solo Hyundai aveva fermato la sua produzione anche in Corea del Sud. Quale la futura vittima di questo preoccupante effetto domino?


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