Autore:
Marco Congiu

CADE UNA LEGGENDA? «Ferrari Testarossa! Un mito, nun se batte, tutta la vita». Così parlava Christian de Sica nel celeberrimo film “Ricky e Barabba” a proposito della mitica Ferrari 512, la più celebre Testarossa di ogni epoca. Il nome “Testarossa”, per Ferrari, però, ha sempre significato qualcosa di più: è un’istituzione, uno status symbol, lo stato dell’arte dell’automobile. Che ora è stato perso, almeno in Germania.

LA VICENDA Il perché è presto detto: la corte di Dusseldorf si è pronunciata su una vicenda che vede contrapposte Ferrari e la Autec AG. Per i togati, dal momento in cui Ferrari non ha più utilizzato in maniera propria il nome Testarossa negli ultimi 5 anni, decade l’esclusiva, liberalizzando di fatto una delle denominazioni più iconiche dell’intera storia dell’automobilismo. Che adesso potremmo vedere dalle auto giocattolo ai rasoi, giusto per fare un esempio.

LA NASCITA DI UNA LEGGENDA Il nome deriva direttamente dalla Ferrari 250 Testa Rossa, l’auto che trionfò nel Campionato del Mondo Sport Prototipi del 1957 e che si avvalse della colorazione di rosso dei coperchi delle valvole, dando così il via ad un “sotto-brand” ricercato e che culmino a cavalo degli anni ’80 e ’90 con la celeberrima Ferrari 512.


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