Pubblicato il 13/02/21

IL PRESTIGIO DI UN'AUTO SI MISURA CON I CILINDRI? I motori plurifrazionati sono da sempre appannaggio di automobili prestigiose come grandi e lussuose berline oppure sportive e supercar di ogni epoca. Si va dagli 8 cilindri, passando ai nobili 10 cilindri fino ai muscolosi 12 cilindri. Ogni appassionato di auto apprezza un motore del genere perché emana fascino e potenza, prestazioni e tecnologia allo stato dell’arte. Fra questi, esercita una grande attrazione l’otto cilindri con architettura a V. Si tratta di un motore equilibrato, che offre eccezionali performance ed è un punto fermo delle auto ad alte prestazioni e tradizionalmente in grado di generare più coppia di un motore a sei cilindri senza pesare o consumare quanto un V10 o un V12. Per questo motivo negli archivi della produzione di casa nostra ci sono - e ci sono state - auto di nobile curriculum alimentate da V8 altrettanto straordinari. Senza scomodare modelli di piccola produzione o che hanno ottenuto scarso successo come la splendida ma sfortunata Fiat 8V, berlinetta sportiva anche nota come ''Ottovù'' e costruita dal 1952 al 1954, quelli di seguito sono i modelli più rappresentativi di questa famiglia e che consideriamo fra le migliori auto costruite. Siete d’accordo? Ne avete altre da proporci? Mano alla tastiera e fatecelo sapere. Ecco le nostre (in ordine alfabetico) ''Best V8 Cars''.

ALFA ROMEO 33 STRADALE

Nel 1967, l'Alfa Romeo inizia a costruire una delle prime supercar al mondo. L’auto era basata sul prototipo di un modello da competizione, la Tipo 33, ma ''stradale'' si traduceva come “omologata per la strada” e la 33 Stradale era un vero gioiello di design e meccanica, ma con la targa. La linea di produzione prevedeva 18 telai, ma gli annali ci riportano che soltanto 12 furono effettivamente realizzati. Alcune 33 Stradali passarono sotto le cure di veri e propri artisti dello stile come Pininfarina, Bertone, Italdesign o Leonardo Fioravanti, che realizzarono esemplari esclusivi per bellezza e unicità. La 33 Stradale era costruita a mano, utilizzando una struttura in alluminio e magnesio su telaio tubolare in lega leggera ed era la prima vettura di serie a presentare porte a diedri, che si aprono verso l’alto.

Le auto italiane più iconiche con motore V8: l'Alfa Romeo 33 Stradale

PICCOLO V8 GRANDI PRESTAZIONI Tuttavia, il suo fulcro è il motore V8 di 90° e 1.995 cc, con distribuzione a doppio albero a camme in testa per bancata, albero motore in acciaio forgiato e lubrificazione a carter secco. Aveva un rapporto di compressione di 10,5: 1 per una potenza che si aggirava intorno ai 230 CV a 9.000 giri/min per una coppia di circa 206 Nm a 7.000 giri/min. Aveva poca relazione con qualsiasi motore di produzione Alfa Romeo e preferiamo non indicare valori precisi di potenza e coppia poiché i motori erano costruiti artigianalmente, quindi potevano subire variazioni di performance a causa di “giochi” e tolleranze differenti fra le parti meccaniche in movimento. Abbinato a un cambio manuale a sei marce e a un’aerodinamica straordinaria per il tempo, il V8 era capace di spingere la 33 Stradale fino a una velocità massima dichiarata di 260 km/h per un’accelerazione da 0 a 100 orari di soli 5,6 secondi. Prestazioni eccezionali per un duemila aspirato dell’epoca.

FERRARI 288 GTO

La Ferrari 308 GTB era quanto di più simile a un'auto di grande produzione che la Ferrari avesse mai costruito ed è rimasta impressa nell’immaginario collettivo degli appassionati del Cavallino rampante anni '80. Ne furono realizzati oltre 12.000 esemplari e si può sostenere che è per questo che la Ferrari è diventata un marchio così familiare. Tuttavia, l'incredibilmente esclusiva Ferrari 288 GTO può rivendicare il suo status di auto fra le più importanti della Casa di Maranello. Era un modello costruito per ottenere l’omologazione alle gare del Gruppo B e derivata proprio dalla 308.

Le auto italiane più iconiche con motore V8: la Ferrari 288 GTO

MODELLO ESCLUSIVO A TIRATURA LIMITATA La 288 GTO è stata realizzata in meno di 280 pezzi e con prestazioni che hanno aperto la strada a modelli che hanno fatto la storia della Ferrari, dalla F40, alla F50, alla serie di hypercar Enzo. Era più leggera, più rigida e più affilata della 308 e alimentata da un V8 di 90° e 2.855 cc, alimentato da due turbo IHI con pressione a 0,9 bar, doppio intercooler e cambio a cinque marce. Il motore erogava 400 CV a 7.000 giri/min e 396 Nm di coppia a 3.800 giri/min, regalando alla sportiva modenese prestazioni eccezionali per l’epoca con uno 0-100 km/h in 4,9 secondi e una punta velocistica dichiarata di 305 km/h.

FERRARI F40

Un V8 biturbo dà letteralmente vita a una delle supercar italiane più iconiche di tutti i tempi, se non “LA SUPERCAR”, tutto maiuscolo. La Ferrari F40 fu l’ultimo progetto realizzato con la supervisione di Enzo Ferrari in persona e nacque per celebrare i primi quarant’anni di attività sportiva della Casa di Maranello. Realizzata fra il 1987 e il 1992, si basò sull'idea di riversare il know-how racing in un’auto stradale, infatti fu la prima Ferrari di produzione a essere costruita con numerosi pezzi in materiali compositi come il Kevlar per il telaio, la fibra di vetro per la carrozzeria e la plastica per i finestrini. Erede virtuale della 288 GTO, al momento della sua presentazione, era l’auto di serie più veloce mai costruita con i suoi 324 km/h dichiarati.

Le auto italiane più iconiche con motore V8: la Ferrari F40

DOPPIO COMPRESSORE PER IL V8 DEL CAVALLINO L’otto cilindri a V di 90°, abbinato al cambio a 5 marce, era solo di 2,9 litri di cilindrata - 2.936,25 cc per l’esattezza - poiché derivava da quello della 288 GTO. Era sovralimentato con due turbocompressori IHI e aveva distribuzione a doppio albero a camme in testa per bancata, 32 valvole, 2 iniettori per cilindro ed erogava una potenza di 478 CV a 7.000 giri/min e una coppia di 577 Nm a 4.000 giri/min. Questi valori assicuravano una potenza specifica di 163 CV/litro e con una massa di 1.100 kg, la F40 raggiungeva un rapporto peso/potenza di soli 2,3 kg/CV. Oltre alla punta velocistica da record, la straordinaria supercar italiana vantava anche un’accelerazione da 0 a 100 km/h fulminea, con un tempo di 4,5 secondi.

FERRARI 458 Speciale

Mentre Lamborghini ha utilizzato in passato i motori V8 per offrire un prodotto più conveniente dei modelli con maggiore frazionamento, la Ferrari ha in archivio numerose automobili con motore otto cilindri a V posizionato dietro l’abitacolo. Purtroppo, fra queste, la 458 Speciale è l'ultimo dei modelli di Maranello con questo tipo di motore ad alimentazione atmosferica. Proprio per questo motivo, rimane un capolavoro di ingegneria. La 458 Speciale è la prova tangibile che la perfezione è un concetto astratto in quanto per ottenere risultati bisogna lavorare tantissimo. Per esempio, la potenza extra è generata da alcuni miglioramenti dello straordinario motore che equipaggia la 458 “normale”.

Le auto italiane più iconiche con motore V8: la Ferrari 458 Speciale 

MOTORE ASPIRATO CON POTENZA SPECIFICA DA RECORD Il V8 ha un più elevato rapporto di compressione di 14:1, troviamo poi nuovi pistoni, condotti di aspirazione più corti, camere di combustione migliorate e maggiore corsa delle valvole di aspirazione e scarico. Il tutto è poi completato da un inedito collettore e airbox in fibra di carbonio. Il V8 di 90° della factory di Maranello ha una cilindrata di 4.497 cc ed eroga una potenza 605 CV a 9.000 giri/min e 540 Nm a 6.000 giri/min, cioè 35 CV in più rispetto alla 458 ''standard''. Si trattava del motore aspirato per vetture di serie con la più elevata potenza specifica di sempre, pari a 135 CV/litro. Prestazioni? Grazie alla rapidità del cambio automatico doppia frizione a 7 rapporti e all’aerodinamica attiva la velocità massima dichiarata arriva a 325 km/h e l’accelerazione da 0 a 100 orari è coperta in 3 secondi netti.

ISO GRIFO

Il grande successo che Ferrari e Lamborghini hanno ottenuto come case automobilistiche d'élite, ha contribuito a far passare in secondo piano altri produttori altrettanto audaci nella progettazione e costruzione di eccellenti automobili sportive. È il caso della Iso Rivolta e della sua Iso Grifo, altro modello dallo straordinario pedigree, ma che ha ottenuto meno successo di quanto avrebbe meritato. La Iso Grifo è stata prodotta dal 1965 al 1974, facendosi largo nel segmento delle gran turismo dell’epoca.

Le auto italiane più iconiche con motore V8: la Iso Grifo 

EQUIPAGGIATA CON MOTORI V8 AMERICANI Deve il suo design alla tratto illuminato di Bertone ed è stata equipaggiata con differenti V8 americani Ford o Chevrolet durante la sua produzione, il più muscoloso dei quali era uno Chevrolet V8 da 7,4 litri, ma più comuni erano i propulsori da 5,8 litri di Ford. Questi non erano motori sofisticati, ma potenti e non solo usati in quanto più abbordabili economicamente. Il propulsore americano aveva una cilindrata di 5.358 cc con distribuzione 2 valvole ad aste e bilancieri, abbinato a un cambio a quattro marce. Erogava una potenza di circa 350 CV a 5.600 giri/min per una coppia di 489 Nm a 3.600 giri/min, numeri che permettevano all’auto italiana di raggiungere una velocità massima di 260 km/h. Il più grande vantaggio era che i motori americani offrivano una grande potenza e costituivano una base affidabile per un granturismo del genere.

LAMBORGHINI URUS

Lamborghini costruisce un’auto con motore V10, la Huracàn, che si pone come modello di accesso alla gamma delle supercar emiliane e subito al di sotto della Aventador con motore V12. Tuttavia, dalle catene di montaggio esce anche la Urus, primo SUV di Lamborghini costruito sfruttando il know-how del Gruppo Volkswagen, titolare del marchio italiano. La Urus è un mostro a tutti gli effetti, però è progettata per essere guidata ogni giorno, quindi invece di utilizzare i V10 e V12 più grandi, è equipaggiata con un V8 biturbo di 4,0 litri di Audi, ma modificato abbondantemente.

Le auto italiane più iconiche con motore V8: la Lamborghini Urus 

IL SUV CON PRESTAZIONI DA SUPERCAR Il motore ha una cilindrata effettiva di 3.996 cc ed è accoppiato a una trasmissione automatica ZF a otto rapporti con trazione integrale. Il V8 ha un angolo fra le bancate di 90° ed è capace di erogare la bellezza di 650 CV a 6.000 giri/min e 850 Nm di coppia da 2.250 a 4.500 giri/min, che spingono il super SUV italiano fino a 305 km/h di velocità massima per uno zero-cento di appena 3,6 secondi. Si, è vero, ammettiamo di essere pronti a ricevere qualche critica per aver definito la URUS un grande esempio italiano, ma questo colosso con motore V8 sarà capace di garantire il futuro finanziario di Lamborghini in un periodo storico tanto delicato come questo e perciò merita una menzione.

MASERATI GRANTURISMO

La Maserati Granturismo è rimasta in circolazione per dieci anni ed è uscita di produzione nel 2018 con grande dispiacere da parte dei cultori di questo marchio italiano. Si tratta di una grande coupé (e cabriolet), ma con guidabilità e maneggevolezza eccellenti, che ha esordito nel 2007 con un motore V8 longitudinale 32 valvole con basamento in alluminio e silicio di derivazione Ferrari. La GranTurismo aveva una cilindrata effettiva di 4.244 cc per 405 cavalli a 7.100 giri/min e 460 Nm a 4.750 giri/min, cambio automatico a 6 rapporti e trazione posteriore che la spingevano fino a una velocità massima di 285 km/h per uno scatto sullo 0-100 orari di 5,2 secondi. Dati non esattamente entusiasmanti, ma il suo V8 suona ancora in modo straordinario con un timbro musicale che diventa melodia man mano che la lancetta del contagiri si sposta verso la zona rossa.

Le auto italiane più iconiche con motore V8: la Maserati GranTurismo

MOTORE PIU GRANDE PER LE VARIANTI SPORTIVE Tuttavia, un bel suono non è sufficiente e infatti dal 2008 arriva la GranTurismo S con motore portato a 4.691 cc per 440 CV a 7.000 giri/min e 490 Nm a 4.750 giri/min e prestazioni più in linea con l’immagine sportiva della GranTurismo ovvero 298 km/h di velocità massima e 4,7 secondi per passare da 0 a 100 orari. Con la 4.7 MC Stradale del 2011 e la 4.7 Sport del 2012 il V8 viene spinto fino a 450 CV/7.000 giri e 460 CV/7.000 per una coppia motrice rispettivamente di 510 Nm/4.750 giri e 520 Nm/4.750 giri. La velocità massima supera i 300 orari e lo scatto sullo 0-100 scende fino a 4,6 e 4,7 secondi. Maserati oggi costruisce in proprio i motori (vedi la nuova MC20), ma questo è stato uno dei cavalli di battaglia dell'era motorizzata da Ferrari.


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