Pubblicato il 01/11/20

ELETTRIFICAZIONE SI, MA DI CHE TIPO? Quando il mese scorso il direttore mi ha chiesto di seguire la presentazione della AMI 100% ëlectric, vetturetta a zero emissioni di Citroën, ammetto, non ero su di giri come accade di solito. Ritengo le auto elettriche, grandi o piccole che siano, troppo acerbe per riuscire a far breccia nel cuore e nella testa degli automobilisti – anche i più progressisti – nonostante riconosca gli indubbi vantaggi pratici ed economici, soprattutto se si parla di citycar.

Confronto mobilità elettrificata: la piccola Citroen AMI 100% electric

IL MEGA SUV EV A STELLE E STRISCE Qualche mese prima ero al volante della Tesla Model X. Antitesi della francesina a batterie: SUV elettrico per eccellenza, il più chiacchierato nel bene e nel male. Super stiloso e carico di tecnologia, non lascia indifferenti per la perfetta combinazione fra glamour e piacere di guida a zero emissioni. Beh, ne sono uscito un po’ deluso. Nulla da dire sulla scenografica apertura delle portiere verso l’alto, sulla stupefacente accelerazione, sulla guida semiautonoma, sugli interni minimal-lussuosi o i mille giochini dell’infotainment. Tutto bello, ma alla fine, quello che mi interessava di più, cioè godermi la guida togliendomi l’ansia da ricarica grazie alla batteria da 100 kWh, nemmeno la Model X ce l’ha fatta. E, da parte mia, è stato frustrante avere tra le mani un bestione di 5 metri da oltre 100mila euro, capace di arrivare a 250 km/h e dover andare a cento orari in autostrada con il timore di fermarmi chissà dove, dopo la gita fuoriporta, per colpa della batteria scarica. Quasi un paradosso, pur riconoscendo che l’assenza cronica di infrastrutture (leggasi: colonnine di ricarica pubbliche) sia il primo dei problemi in Italia.

Confronto mobilità elettrificata: il grande SUV elettrico Tesla Model X

ZERO EMISSIONI? CITYCAR LA SOLUZIONE Per questo motivo credo che, se 100% elettrica deve essere, allora meglio una citycar. Agile nel traffico, con un accumulatore da pochi kWh, che fa il pieno con qualche euro in poco tempo e un’autonomia adatta al piccolo cabotaggio urbano. Mi vengono in mente la Honda e, la Renault Twingo E.V., le piccolette del Gruppo Volkswagen come la e-up, o la Skoda Citigo iV, la Smart EQ Fortwo. La nuova Fiat 500 Elettrica è un po’ borderline in questo segmento di super compatte.

LA TASCABILE FRANCESE SARÀ ALL’ALTEZZA? E torno alla Citroën AMI, che mi ha dato spunto per questa riflessione. Era quasi riuscita a stregarmi per tanti motivi, primo fra tutti che la compri con poco più di 5mila euro grazie agli ecoincentivi, ma si possono fare le rate da 20 euro al mese per tre anni. E poi ha un design originale, un’autonomia giusta, 75 km, e la carichi in tre ore da una presa domestica 220V. Si guida con patente AM a 14 anni – da diventare l’oggetto del desiderio di mio figlio Niccolò al posto della Sony Playstation 5 e del motorino – e mia moglie può attraversare il centro città per andare in ufficio senza pagare la ZTL. Io, motociclista dalla nascita e scooterista per necessità, l’ho trovata l’idea più originale e funzionale degli ultimi anni e mi ha fatto ricredere su molte mie convinzioni.

Confronto mobilità elettrica: basta la spina del garage per caricare in tre ore la Citroen AMI

IN CITTÀ LO SCOOTER NON SI BATTE Chiaro, il mio Honda SH 150 resta imbattibile nei gorghi del traffico: cosa c’è di meglio di uno scooter per sgattaiolare fra le auto al semaforo? E se piove o fa freddo ci sono parabrezza e copertina per le gambe. Tuttavia, trovo che oggi la AMI sia l’unica abbordabile proposta per dare impulso al movimento green in città. Ma, non può andare nemmeno in tangenziale e in alcune soluzioni è spartana (per contenere i costi). Non c’è il climatizzatore, il bagagliaio è ridotto a un vano davanti ai piedi del passeggero, alcune parti del telaio sono esposte alla vista. Insomma, agile e scattante, risparmiosa e “cool”, ma con qualche bel sacrificio. Per questo ho detto che mi ha “quasi” stregato.

Confronto mobilità elettrica: l'Honda SH 150 2020 è agilissimo nel traffico

LA COMPATTA TEDESCA? OK, MA…  Salto di categoria e passo alla Opel Corsa-e, anche lei 100% elettrica, che offre finiture, comfort, autonomia e prestazioni più della Citroën. Semplice, è un’automobile vera e propria, ma per questo diventa più impegnativa nella gestione, a partire dai 31mila euro e spicci del listino. L’ho provata, mi è piaciuta poiché è scattante e confortevole come un’auto moderna di questo segmento sa essere, però allungando il passo fuori città – la Opel Corsa-e mi autorizza a farlo – mi è tornata quell’ansia da autonomia che vorrei, un giorno, non avere più. Sulla bilancia pesa ancora troppo, nonostante tutto. In sintesi, la mobilità 100% elettrica inizio a gustarla, la digerisco, ma resta un po' lì, come l'ultima fetta di panettone la sera di Natale.

Confronto mobilità elettrica: la Opel Corsa-e

PLUG-IN HYBRID O MILD HYBRID? Per questo, secondo me oggi, le ibride plug-in con batterie ricaricabili alla spina, ancor più delle mild-hybrid come la Fiat Panda o la Suzuki Ignis della nostra recente comparativa, sono il migliore compromesso per coniugare praticità ed economia di esercizio. Sono auto che si sganciano dal concetto di citycar per abbracciare altri segmenti come quello delle berline e SW medio grandi oppure dei SUV/Crossover tanto alla moda. Posso scegliere io quando viaggiare in modalità elettrica e lo posso fare per decine di chilometri. Esaurisco la carica? Pazienza, ci pensa il motore termico a riportarmi a casa. Ma coniugare i due tipi di trazione è complicato e i prezzi volano alle stelle, nonostante promozioni e incentivi statali. Una PHEV costa mediamente 8/10mila euro e più della gemella MHEV, per non parlare dell’impietoso confronto con quelle a benzina o diesel.

Confronto mobilità elettrica: Fiat Panda e Suzuki Ignis, due piccole mild-hybrid

IL SILENT URBAN VEHICLE DEI FRANCESI Se escludo la nuova Mercedes Classe S, ammiraglia tedesca mild-hybrid che oggettivamente fa partita a sé, l’ultima elettrificata che ho guidato è la Citroën C5 Aircross Hybrid. Un bel SUV plug-in spazioso, super confortevole, con un’autonomia elettrica di 55 km e una batteria che si può caricare anche solo in due ore. Sulla carta, potrei usare sempre il motore elettrico per gli spostamenti quotidiani casa/ufficio/scuola dei ragazzi. Un bel valore aggiunto, ma bilanciato ancora dal listino dell’auto, che sfiora i 42mila euro. E poi, non è proprio una citycar nei suoi 4,5 metri di lunghezza.

Confronto mobilità elettrica: la Citroen C5 Aircross Hybrid

Tiro le somme di questa mia disamina e mi accorgo che, si, l'elettrificazione esercita un notevole fascino anche su di me, cresciuto a pane e benzina. Mi piacciono tanti aspetti di un'auto a batteria. Tuttavia, devo considerare pro e contro, e i ''contro'' sono pochi, ma pesanti come macigni. Ritengo prezzo delle auto e rete di distribuzione dell'elettricità gli ostacoli più grandi alla diffusione di massa tanto auspicata. Infine, siamo così sicuri che il pieno di elettroni per una batteria medio/grande sia economico? Cosa ne pensate?

P.S. Lo ammetto, volevo sacrificare la mia Volvo XC 90 del 2007 per una PHEV da famiglia, ma con lo scooter giro meglio in città, sarà per la prossima volta…   


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