Autore:
Lorenzo Centenari

VIGNETTA? Salire sulla rampa di accelerazione, viaggiare centinaia (o migliaia) di chilometri, imboccare la corsia di uscita. Senza mai incontrare sbarre e casellanti, soltanto pagando una quota annuale che consenta la circolazione libera. Come in Svizzera, in Austria, in Slovenia. Ecco l'idea che frulla nella testa di Luigi Di Maio, e che ha intenzione di sottoporre alle autorità europee. La proposta è quella di una tariffa "flat" valevole non solo in territorio nazionale, ma anche sulle autostrade dell'intero continente. Un abbonamento paneuropeo che elimini il sistema dei pedaggi, e soprattutto delle concessioni. In favore di una gestione unitaria e virtuosa, che spenda in servizi i soldi che incassa.

A RETI UNIFICATE Gli strascichi della tragedia del Ponte Morandi sono lungi dall'esaurimento, manutenzione autostradale e aumento indiscriminato dei pedaggi temi all'ordine del giorno. Ecco allora che Di Maio alimenta l'argomento anticipando una campagna per uniformare il sistema di pagamento sulle strade di tutta Europa. "Vogliamo far sparire il casello - afferma il vicepremier - e introdurre una tariffa annuale per l'utilizzo della rete internazionale. I ricavi saranno destinati a una società stradale che li utilizzi  per fare le strade ed investire". Arriverà una direttiva europea in materia?

LA RISPOSTA Di Maio si esprime, Autostrade per l'Italia replica. In un comunicato, l'azienda ricorda come "le tariffe autostradali sulla propria rete (7,36 centesimi di euro/km) sono in media le più basse d'Europa, circa il 40% inferiori a quelle applicate in Spagna (12,13 centesimi/km) e il 15% più basse che in Francia (8,73 centesimi)". Quanto agli investimenti, Autostrade sostiene di aver speso, dalla privatizzazione a fine 2017, "la somma di 13,6 miliardi di euro, ovvero 757 milioni di euro l'anno, contro i 127 milioni della gestione pubblica. Inoltre la società investe in manutenzione circa 108.000 euro l'anno per km di infrastruttura: 5 volte di più rispetto ad ANAS, 3 volte in più rispetto alle concessionarie francesi e spagnole". Cosa accadrà?


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